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Due Ruote e un Corso d’Acqua

Due Ruote e un Corso d’Acqua

Seguire i corsi d’acqua in bicicletta, per un turismo slow e sostenibile. Consigli, idee e itinerari per esperti e principianti.

di Simone Ariot

L’acqua è energia e, se scorre, energia in movimento. Come sono in movimento le gambe dei ciclisti, popolo sempre più numeroso trasformato ormai in tribù che, seguendo l’acqua in movimento, ha trovato la via maestra al cicloturismo. Sono infatti numerosissimi i percorsi di viaggio in bicicletta che sfruttano i corsi d’acqua come riferimento e navigatore naturale. Lo sanno bene Danilo e Silvano Prosdocimi, autori di ‘Guida alle più belle escursioni in bicicletta lungo fiumi e vie d’acqua’, pubblicato da Ediciclo editore, realtà che ha in catalogo più di trecento titoli a tema bicicletta. La guida si presenta come supporto adatto più alla famiglia che allo sportivo, perché fiume fa spesso rima con slow, pedalata lenta che non è mai fine a se stessa. Navigando in internet ne abbiamo la conferma. I siti che celebrano i fiumi con mete e percorsi non si contano, e le ciclabili che prendono i nomi dai fiumi sono ben note: ciclabile del Mincio, ciclabile del Po, ciclovia dei tre fiumi, riviera del Brenta e molti altri ancora.  Ma pedalare lungo i fiumi non è sempre la stessa cosa, ogni corso d’acqua ha le sue caratteristiche di ciclabilità, un tipo di bicicletta più adatto, una stagione preferita. Vediamoli insieme. 

Girolibero, tour operator di viaggi in bicicletta, dal gioco all’impresa

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio, devi muoverti. Parole di Albert Enstein, che forse non immaginava come da due ruote potesse nascere un sogno d’impresa, un progetto professionale pronto a fare scuola, numeri alla mano. Dal 1998, anno in cui è nata Zeppelin, Pierpaolo Romio e la sua squadra di strada ne hanno fatta parecchia, toccando tutti gli angoli del pianeta e facendo scoprire il mondo ad oltre centomila persone, in bici e non solo. Non un semplice tour operator, ma una comunità di appassionati che ha scoperto il gusto di viaggiare in modo sostenibile, a ritmo slow, cercando soluzioni e proposte di viaggio che si discostano da quelle tradizionali. All’inizio, però, era quasi un gioco. Un incontro di quelli che segnano con un ragazzo olandese, la voglia di provare una nuova avventura e poi tanta, tanta passione. Le prime 24 bici acquistate, un carrello per trasportarle prestato da una compagnia teatrale, e via verso il Lago di Costanza, pronti a girarlo in bicicletta. Ora sono una squadra da oltre trenta persone con più di 1500 biciclette a magazzino, in grado di assicurare tour e viaggi in tutto il mondo in qualsiasi momento dell’anno.

  • Fiume Po: Vento (che sta per Venezia Torino), il progetto che vuole rendere ciclabile un percorso da Torino a Venezia, è la scommessa italiana, quella che vuole portare il grande fiume padano a generare un indotto di 100 milioni di euro l’anno. I percorsi sono in buona parte già esistenti, bisogna soprattutto creare la segnaletica e realizzare i collegamenti che le Regioni, sinora, non hanno saputo fare per questioni di competenze. Il tratto sarà caratterizzato da una certa uniformità del paesaggio, argini che raramente si avvicinano all’acqua e passaggi in piccoli borghi, come quelli che disseminano il territorio cremonese, ma anche una laguna tra le più affascinanti d’Europa, dove al pedalare si unisce l’osservazione della natura circostante, il birdwatching, la pesca. Un percorso senza tempo da affrontare in ogni stagione, meglio con una bici con pneumatici antiforatura e portapacchi. Lungo il percorso scarseggiano le fontane, meglio saperlo!
  • Mincio: La ciclabile delle famiglie, per eccellenza. Una strada pianeggiante, senza curve, collega due perle come Peschiera sul Garda e Mantova. 45 km che diventano 90 in modalità andata e ritorno, ma per chi non ha il fiato di Bartali, Valeggio sul Mincio può essere la meta adatta per tagliare il traguardo. In questo caso una sosta in trattoria per gustare i rinomati tortellini è il modo migliore per carburare e riprendere le forze. E per chi non ha una bici? Non c’è problema, i noleggi sono piuttosto diffusi. Per questo percorso non serve la mountain bike, attenzione però al traffico di biciclette, nelle domeniche di fine primavera può essere elevato!
  • Brenta: Da Trento a Bassano 60 km in una vallata immersa nella natura. Coltivazioni di mele, vigneti e un fiume che in alcuni punti è balneabile fanno da sfondo a un percorso in leggera discesa. Il treno collega le due città. Attenzione però, solo nei mesi estivi è possibile caricare biciclette: nei restanti momenti dell’anno non possono essere più di due a treno, un limite a un percorso godibilissimo anche in primavera. Biciclette da corsa, touring, mountain bike o bici da passeggio sono tutte adatte. L’asfalto è molto buono e in caso di problemi al mezzo sono presenti diversi punti di assistenza.
  • Trebbia: Da Piacenza a Genova c’è un fiume che accompagna i ciclisti in buona parte del percorso. È il Trebbia, fiume di montagna dalle acque cristalline che nei millenni ha scavato la val trebbiana, meta dei milanesi che d’estate la preferiscono all’affollata Liguria. Da Rivergrado a Bobbio la strada è trafficata, ma superato il paese del comune emiliano le auto scompaiono e la ripida strada di montagna è indicata solo a chi non si fa spaventare dalle sfide. Non è una vera ciclabile perché le biciclette non godono di un percorso in esclusiva, ma il traffico quasi inesistente e le frequenti curve rendono rari gli incontri ravvicinati con auto o mezzi pesanti che sfrecciano veloci. Arrivati a Montebruno per i più sportivi è possibile continuare fino a Genova, ma senza il fiume, anche se è consigliato solo a veri esperti delle due ruote. Non solo per la fatica, ma soprattutto per il traffico che nella città ligure non è propriamente bike-friendly. Come consiglio per la bici, meglio puntare sulla leggerezza. Una bici da corsa è ideale.

I numeri del cicloturismo

  • 45 mld di euro: giro economico del cicloturismo in Europa nel 2014
  • 9 mld di euro: fatturato generato dal cicloturismo in Germania
  • 3,3 mld di euro: valore potenziale del cicloturismo italiano
  • 2 mln di km di viaggi in Europa, 20 mln di pernottamenti
  • 100 mln di euro: introiti del cicloturismo in Trentino

 

  • Sile: È tra i più lunghi fiumi di risorgiva d’Europa. Questa caratteristica lo rende particolarmente pulito, e lo si può notare anche in centro a Treviso, dove prende forma e offre alla città un sapore unico. Adatto anche ai bambini, che non si faranno scappare l’occasione per ammirare cigni, oche, e anatroccoli in abbondanza, i 70 km che portano fino a Jesolo trasformano il paesaggio in continuazione. Tra le attrattive segnaliamo il cimitero dei Burci, antiche imbarcazioni di legno abbandonate negli anni ’70 in un’ansa del fiume sopra il quale una passerella di legno consente il transito alle bici. Il tragitto è misto, a tratti asfaltato e in gran parte sterrato. Meglio evitare le bici da corsa e scegliere un modello touring.
  • Serchio: Il fiume toscano citato da Dante regala argini ciclabili da far invidia ai paesi del Nord Europa. Partendo da Lucca, città con le sue chilometriche mura anch’esse ciclabili, si va in direzione mare, con la possibilità di deviare verso il lago di Massaciuccoli. Un percorso quasi del tutto sterrato, che passa per piccoli paesini dal sapore letterario, come Ripafratta, e che sfocia a Bocca di Serchio, dove una grande spiaggia libera aspetta per un bagno rigenerante. Bici consigliata: Mountain bike o touring con coperture antiforatura.
  • Tevere: da qualche anno anche a Roma stanno aumentando i ciclisti urbani e non solo. Merito in parte del fiume capitolino, meta non solo di bancarelle e feste nel periodo estivo, poiché i suoi argini cementati costituiscono un percorso di 35 km che passa per l’isola Tiberina e in alcuni casi diventa un’utile scorciatoia per attraversare la capitale in maniera sostenibile. Non ci sono ancora punti di noleggio bici e la segnaletica è ancora carente, ma negli ultimi cinque anni sono stati fatti molti passi avanti in questo senso. Il manto stradale è asfaltato, una bici tradizionale va più che bene.

5 regole d’oro per un cicloturismo consapevole

  1. Prima di partire, verificare l’agibilità del percorso. Non tutti i percorsi sono adatti per tutte le stagioni.
  2. Controllare sempre la bicicletta ed eseguire la manutenzione: gomme gonfie, catena oliata e cambio registrato.
  3. No a zaini pesanti! I bagagli vanno in sacche da appendere ai portapacchi, ne va della nostra schiena!
  4. Meglio una bici economica ma della giusta misura che una fuoriserie fuori misura. Le bici sono come i vestiti, hanno le taglie!
  5. La sicurezza non è un optional: luci anteriori e posteriori e, possibilmente, caschetto!

Non ci resta che augurarvi buon divertimento!

bicicletta in campagna

 

 

 

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