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Il giornalismo del futuro? Lo racconta un libro dei docenti dell’Università di Parma

Il giornalismo del futuro? Lo racconta un libro dei docenti dell’Università di Parma


“La verità si sta ancora allacciando le scarpe che una bugia ha già fatto il giro del mondo”. La caustica affermazione di Mark Twain ci dice che fake news e “bufale” non sono un genere giornalistico nuovo. Certo il web e in modo particolare i social network , come Facebook, hanno giocato, e giocano, un ruolo fondamentale nell’alimentare false notizie, dicerie velenose, gossip e rumors d’ogni tipo. Tuttavia la crisi dell’informazione tradizionale, soprattutto la stampa ma pure tutti gli old media, come Tv e radio, è figlia di un sistema che si deve confrontare con un cambio d’epoca, se non d’era, che sta rivoluzionando l’intera società. E che dunque pone sfide di mercato e professionali che sono in gran parte inedite, come lo sono i profili delle nuove professioni.
Citizen , visual , data e brand journalist, blogger, youtuber: solo per citare alcune delle definizioni che congedano figure mitiche del giornalismo: inviati speciali, fotoreporter, tipografi, operatori tv e fonici. Oggi capita infatti molto spesso che sia la vittima stessa di un incidente o l’ignaro passante che si trova sulla scena di un disastro a darne la notizia o postare il video. Con un semplice smartphone. Perché ormai tecnologie e applicazioni molto semplici , ma efficacissime, consentano a (quasi) tutti di improvvisarsi giornalisti, video maker, fotografi, pubblicitari.
Il risultato di questa doppia azione distruttiva è, appunto, la fine di un mondo giornalistico-informativo e l’inizio di una nuova era. Tutta da inventare, ovviamente, perché al momento allo stato liquido. Come peraltro indicano alcune nuove definizioni: ad esempio extramedia, a significare un sistema in cui è diventato improprio parlare di massa media, nel momento in cui i social media sono diventati “distributori di notizie”. Ma anche la “pubblicità programmatica” è un bell’esempio di disintermediazione delle agenzie e concessionarie classiche. Visto che il web consente di mirare e raggiungere, a prescindere dalla testata, anche il singolo consumatore potenzialmente interessato.
Queste in estrema sintesi e per larghe trame sono le riflessioni sviluppate nel volume collettivo “ Giornalismo aumentato. Attualità e scenari di una professione in rivoluzione ( Franco Angeli, 22,00). Una raccolta di saggi agile, ricca di informazioni, dati e scenari che certo interesseranno il pubblico specialista, gli studenti delle scuole di giornalismo e comunicazione. Ma anche tutti coloro che sanno quant’ è importante e decisivo per la democrazia e la vita sociale un’informzione corretta, veritiera e libera da condizionamenti proprietari.

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