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L’auto ad idrogeno? Tra pregi e difetti si procede alla sperimentazione

L’auto ad idrogeno? Tra pregi e difetti si procede alla sperimentazione

di Simone Ariot

Benzina e gasolio. In principio il mondo dei motori si divideva in due. Poi gpl e metano hanno fatto felici i portafogli di molti automobilisti, ma la vera rivoluzione era ancora lontana. Da qualche anno infatti stanno circolando sempre più diffusamente auto ibride, con motori a scoppio integrati da un propulsore elettrico. La differenza si è cominciata a sentire. Le ibride hanno infatti raggiunto il 3% nei volumi di vendite di nuove auto e le previsioni parlano di un 30% di auto ecologiche entro il 2025. Un vantaggio che si sente, soprattutto per chi usa l’auto in città. Se alle basse velocità il motore elettrico la fa da padrone, quello tradizionale entra in gioco una volta superata la velocità di 50 km/h. Ma non ci sono solo le economie di risparmio e il personale contributo alla diminuzione dell’inquinamento. Bolli ridotti a un quinto, possibilità di circolare nelle zone a traffico limitato di molte città, parcheggi scontati e ecoincentivi all’acquisto nell’ordine medio di 5000 euro. auto ibridaE nell’offerta sempre più corposa di mezzi ibridi si sta facendo strada una tecnologia nella tecnologia. La novità infatti è il motore a idrogeno, già sperimentato da almeno dieci anni ma solo recentemente messo in produzione.  Se un colosso come Toyota, con il modello Mirai, sta sperimentando sulle strade di tutta l’Asia, è Hyundai che sta puntando prepotentemente su questo combustibile. Con il suo nuovo suv si adopera l’energia prodotta da una pila a combustibile (chiamata anche fuel cell) che genera elettricità (e vapore acqueo di scarto) attraverso una reazione chimica fra idrogeno (stoccato allo stato liquido all’interno di 3 serbatoi) e ossigeno. Un fenomeno ben noto, quello dell’elettrolisi, che per ora potrà contare su una rete ancora limitata di stazioni di rifornimento. Ma secondo la casa coreana questo gas sarà il vettore energetico del futuro. Di fatto un motore di un’auto ad idrogeno è un reattore elettrochimico in cui i reagenti sono idrogeno e ossigeno e i prodotti sono acqua ed energia. Nulla di nuovo, ma le dinamiche economiche e geopolitiche per una vita non hanno potuto favorirne lo sviluppo e diffusione. I veicoli ad idrogeno sono, di fatto, dei veicoli elettrici con sistemi come il recupero di energia durante la decelerazione ed una batteria che assiste le celle durante l’accelerazione. L’unico prodotto che viene rilasciato dal processo è l’acqua che viene espulsa attraverso il tubo di scarico.

È bene però valutare con attenzione e rigore scientifico il metodo di produzione energetica, l’elettrolisi, e verificarne la reale efficienza. Fuell cell - motore a idrogenoSe consumare energia elettrica per separare l’idrogeno che a sua volta servirà per generare energia elettrica può sembrare una forzatura, quando c’è grande disponibilità di energia allora il gioco vale la candela, come nel caso dell’energia generata nelle zone in prossimità di grandi centrali idroelettriche, dove è spesso necessario svuotare i bacini con conseguente spreco energetico diffuso. Il problema più significativo, però, deriva dallo stoccaggio e trasporto dell’idrogeno. Un processo molto complesso e costoso, che tende a far lievitare i costi finali di vendita. In sintesi, se un’auto ibrida vede il funzionamento del suo motore elettrico grazie alla ricarica che avviene tramite il motore a scoppio, con l’idrogeno il processo si complica e interviene la necessità del rifornimento di combustibile (idrogeno) precedentemente stoccato e diffuso da una rete di distributori. Una filiera quindi molto complessa che fa lievitare il costo di gestione. Forse non siamo ancora pronti a questa tecnologia, forse le auto ibride ed elettriche costano ancora troppo, e tutt’oggi il fattore costo rappresenta il principale punto debole. Da poco è però possibile convertire la propria auto alla propulsione del futuro. Con il decreto retrofit” (D. M. T. n 219 del 1° dicembre 2015), è infatti possibile trasformare un’auto tradizionale in una elettrica. Una buona notizia a cui si aggiunge l’impegno del Consiglio dei Ministri a settembre 2016 di dotare il Belpaese di una rete adeguata di stazioni di rifornimento ecologiche entro il 2025. Come sempre ad essere in prima fila è Bolzano, dove sono stati già percorsi più di 1 milione di kilometri a impatto zero con la tecnologia ad idrogeno, grazie appunto alla presenza di stazioni di rifornimento ad hoc. Un’idea in cui la regione Trentino sembra davvero credere, tanto che i Carabinieri in servizio sull’autostrada del Brennero stanno sperimentando una Toyota ad idrogeno nell’utilizzo quotidiano, che si unisce ai 5 autobus a celle combustibile e a 10 auto ad idrogeno. Una sperimentazione che si concluderà a fine 2017 e che offrirà i dati raccolti per verificare l’effettivo vantaggio di una scelta green.

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