Select Page

Morgana, nascosta tra Scilla e Cariddi

Morgana, nascosta tra Scilla e Cariddi

di Federica Polimeni

REGGIO CALABRIA, città metropolitana al confine ultimo dello stivale italico, conosciuta per i Bronzi di Riace, la produzione di bergamotto, o per le amare vicende che si accompagnano alla Salerno-Reggio Calabria, ci racconta come il fenomeno ottico della Fata Morgana si realizzi lungo il suo litorale ionico.

Lido Comunale RC

“Sono quasi sessanta anni che vivo a Reggio e avrò visto Morgana tre volte”. Così Domenica, qui la chiamano Mimma, reggina da tutta una vita, ci parla di questo rarissimo effetto ottico che si realizza sullo Stretto di Messina. “Serve il caldo d’estate e il mare immobile come una chiazza d’olio, per poterla vedere”, e poi aggiunge “sembra di toccare Messina con la mano, ma l’immagine è capovolta, poco nitida, cambia di continuo”. Reggio Calabria è la città della Fata Morgana. È lo splendido chilometro del Lungomare Falcolmatà, percorribile a piedi, in bici o camminando scalzi sulla battigia, che regala in condizioni atmosferiche particolari questo fenomeno: una sorta di doppio miraggio dove l’osservatore vede riflesso sul mare una città surreale. Qui ruggisce forte l’ira di Scilla, oggi località turistica dall’inenarrabile bellezza e Cariddi regala correnti propizie alla pesca del pesce spada. In poco più di tre chilometri di distanza fra le coste calabrese e siciliana si mescolano leggende mitologiche e fenomeni ottici non comuni. L’acqua è lo specchio fra due città che vivono da sempre speculari, una riflesso dell’altra, così vicine eppur per sempre separate dalla salsedine dello Ionio.
Morgana, così come narra la leggenda celtica che qui in città ancora qualcuno racconta, a volte esce dal mare con i suoi cocchi, e avvicina le città per pochi istanti, così che si possano sfiorare.

Vista Punta Faro ME

About The Author

Leave a reply

Water Sponsor

Water Stories

Water Video

Loading...

Water Natura