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Biochar all’orto botanico di Parma

Biochar all’orto botanico di Parma

di Michela Pagano

Approda a Parma il progetto BIOCHAR. Si tratta di un’iniziativa, promossa dal Comitato territoriale Iren di Parma in collaborazione con l’Università di Parma, che mira ad inserire la città all’interno di una rete di “smart cities” in cui vengono sviluppate idee e progetti da condividere con altre città del mondo. Il progetto si rifà infatti alla collaborazione già avviata tra la città di Parma e quella di Stoccolma sul tema delle cosiddette “città intelligenti” che vuole coinvolgere aziende ed enti locali con l’obiettivo di migliorare la vita delle città e dei cittadini su diversi livelli. La città di Parma entra quindi nella rete del progetto BIOCHAR unendosi agli già presenti Stati della California, negli Stati Uniti d’America e del Mysore, in India.

Il progetto è stato presentato ieri, 11 dicembre, presso l’Orto Botanico dell’Università di Parma dal Vicepresidente di Iren Ettore Rocchi, il Direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Parma Marcello Tomaselli, il Pro Rettore vicario dell’Università di Parma Paolo Martelli e il responsabile scientifico del progetto Alessio Malcevschi, docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma.

Esso consiste nell’utilizzo di una parte delle potature provenienti dalle aree verdi della città per la realizzazione di BIOCHAR, ovvero di carbone vegetale che, incorporato nel terreno, aiuta a migliorare le sue caratteristiche dal punto di vista colturale. Il BIOCHAR si presenta infatti come un ammendante del terreno, che ne migliora le caratteristiche di permeabilità, porosità, aerazione, capacità di trattenere l’umidità. In particolar modo la sua caratteristica di porosità lo rende capace di inglobale una grande quantità di acqua, fertilizzanti e nutrienti riuscendo così a diminuirne lo spreco. Inoltre il BIOCHAR resiste al naturale degrado nel suolo ed è in grado di trattenere per un lungo periodo di tempo il carbonio riducendo così le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.

Un’iniziativa questa che vede alla base un uso sostenibile e pubblico delle risorse ambientali urbane in un’ottica di green economy e che per il momento sarà sperimentata per un periodo di due anni presso l’Orto Botanico dell’Università di Parma prima di poter essere implementata, eventualmente nei prossimi anni, su scala più ampia.

Il BIOCHAR rappresenta una risposta tecnicamente facile, vantaggiosa, rispettosa dell’ambiente e della salute e perfino economica, che sfrutta l’utilizzo “intelligente” del residuo carbonioso derivante dalla gestione del verde urbano raccolto dalla potatura e dalla manutenzione delle aree verdi pubbliche, in un’ottica di sviluppo sostenibile.

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