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I 4 paesaggi d’acqua abbandonati più misteriosi al mondo

I 4 paesaggi d’acqua abbandonati più misteriosi al mondo

di Lorenzo Bonuomo

Sono luoghi desolati, senza umani, quasi dimenticati dalla civiltà, ma ricchi di mistero e fascino. Luoghi dove il tempo sembra essersi fermato in un passato immutato. Sono angoli nel mondo silenziosi e semi-sconosciuti, ma allo stesso tempo terribilmente intriganti, che suscitano sensazioni inedite di stupore misto a malinconia nella cerchia ristretta di individui che hanno la fortuna di visitarli, anche solo per puro caso. Ecco svelata dunque la classifica dei 4 paesaggi d’acqua abbandonati più misteriosi al mondo.

  1. CASTELLO DI BANNERMAN

Figura 1 Bannerman Castle – Fonte: Facebook

Questo castello è stato costruito su richiesta di Francis Bannerman VI, un antiquario e imprenditore di origini scozzesi, emigrato negli Stati Uniti nel 1854. Dopo essersi affermato come uomo d’affari a New York, Bannerman si aggiudicò nel corso di aste in busta chiusa il 90% dei residuati bellici dell’esercito statunitense provenienti dalla guerra Ispano-Americana. L’imprenditore decise quindi di conservare il materiale in una struttura edificata ad hoc, situata a Pollepel Island, un’isoletta del fiume Hudson acquistata da Bannerman nel 1901. L’isola divenne presto un punto di rivendita per collezionisti ai quali Bannerman rivendeva cimeli di guerra. Due anni dopo la morte del proprietario, avvenuta nel 1918, un’esplosione accidentale distrusse buona parte del castello. L’attività di vendita dei cimeli venne portata avanti dai discendenti di Bannerman fino al 1967, anno in cui l’arsenale venne rivenduto allo Stato di New York, a seguito dell’introduzione di leggi federali più severe riguardo alla vendita di armi. Nel 1969 un incendio compromise tetto e pavimenti della struttura e, da allora, l’accesso al pubblico venne negato per ragioni di sicurezza. Le rovine del castello giacciono tutt’ora abbandonate tra la riva del fiume e la fitta vegetazione dell’isola.

  1. DISCOVERY ISLAND

Figura 2 Disney’s Discovery Island – Fonte: Fb

Discovery Island è il nome di un’isola situata nel Lago di Bay Lake, in Florida, a pochi chilometri da Orlando. Il lago si trova praticamente a due passi da Magic Kingdom, parco divertimenti a tema della Walt Disney. Fu proprio la famosa multinazionale statunitense ad acquistare nel 1974 quest’isoletta con lo scopo di inaugurare un parco naturale, cosa che in effetti avvenne nel giro di pochi mesi, circa 3 anni dopo l’apertura di Magic Kingdom. Ma mentre quest’ultimo continua regolarmente ad attrarre milioni di visitatori all’anno, Discovery Island attualmente si trova in una situazione diametralmente opposta. L’isola risulta essere ancora di proprietà della Disney ma di fatto è abbandonata da quasi vent’anni e l’accesso è severamente vietato al pubblico. Il giardino zoologico chiuse ufficialmente per motivi economici nel 1998, tuttavia si pensa che il vero motivo della chiusura del parco sia dovuto al ritrovamento di un numero molto alto nell’acqua del lago di “Naegleria Fowleri“, un batterio potenzialmente letale per l’uomo. Nel 1980 infatti un piccolo visitatore contrasse la Meningoencefalite amebica primaria (la malattia causata dal batterio) che non gli lasciò scampo. Ad oggi, stando alle testimonianze di alcuni esploratori abusivi, Discovery Island sembra il perfetto set per un film dell’orrore tra attrazioni fatiscenti, erba altissima e perfino qualche animale impagliato.

  1. SCHI CHENG: LA CITTA’ SOMMERSA

Figura 3 Shi Cheng – Fonte: Facebook

È un meraviglioso pezzo di storia millenaria che giace sul fondale di un lago artificiale. Il Qiandao, con le sue acque cristalline e il suo arcipelago di oltre 2000 isolette, è un vero e proprio paradiso esotico che nasconde la sua parte migliore sotto la superficie, tra i 25 e i 40 metri di profondità, quasi come se volesse tenerla al riparo da occhi indiscreti. Schi Cheng (trad. “Città dei Leoni”) venne fondata tra il 25 e il 200 d.C. dalla dinastia Tang, ai piedi del monte Wu Shi, nell’attuale provincia di Zhejiang in Cina. La città venne abitata per oltre 1300 anni da un massimo di 290.000 persone. Nel 1959 nei pressi della città venne costruita una centrale idroelettrica per sostenere l’espansione territoriale e demografica della città di Hangzhou. Fu così che questo patrimonio di immenso valore artistico e storico-culturale finì sommerso dalle acque del bacino artificiale adiacente. La riscoperta della “atlantide cinese”, lunga l’equivalente di circa 62 campi da calcio, è avvenuta all’inizio del nuovo millennio da parte di alcune spedizioni organizzate da squadre di sommozzatori. Ad oggi sembra che il governo cinese stia pensando di bonificare parte dell’area per sfruttare il potenziale turistico di questa mitica città perfettamente conservata sott’acqua.

  1. HOTEL SALTO DEL TEQUENDAMA

Figura 4 Hotel del Salto – Fonte: Facebook

Questa struttura è situata sul ciglio di una rocca sporgente nella vallata di Tequendama, a 157 metri dal sottostante fiume Bogotà, in Colombia. Questo albergo fu inaugurato nel 1924 e in poco tempo, grazie al panorama suggestivo che offriva, divenne uno degli hotel più esclusivi e facoltosi del paese. La vista dalle finestre dell’hotel infatti si affaccia sulle splendide cascate del Tequendama, paesaggio di rara bellezza. Nonostante il prestigio, nel corso dei decenni l’hotel si guadagnò anche una fama decisamente sinistra. Sembra infatti che l’albergo occasionalmente venisse scelto da aspiranti suicidi come luogo ideale per togliersi la vita, saltando giù dalla rocca. Per una macabra ironia della sorte, il nome stesso dell’albergo divenne in un certo senso estremamente azzeccato. A seguito di questi inquietanti eventi, tra gli abitanti del luogo si diffuse la leggenda che l’hotel fosse infestato dai fantasmi e che questi tormentassero la clientela dell’albergo, la quale cominciò progressivamente a diminuire col passare degli anni. A inizio degli anni Novanta l’hotel cessò la sua attività e fu abbandonato per lunghi anni. Questo contribuì a far assumere all’edificio un aspetto fatiscente e spettrale e ad accrescere ulteriormente la sua fama di luogo infestato. Leggende a parte, la causa principale del calo di interesse dei turisti è da additare al livello di inquinamento raggiunto dal Rio di Bogotà e dall’odore nauseante che emanava nelle vicinanze, rendendo la permanenza tutt’altro che piacevole. Di recente l’edificio è stato riqualificato e riaperto al pubblico come Casa Museo Salto de Tequendama Biodiversidad y Cultura, un museo dedicato all’ambiente.

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