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“L’ acqua di domani”, Convegno nazionale FAI a Palermo

“L’ acqua di domani”, Convegno nazionale FAI  a Palermo

Lo scorso week end, nelle giornate del 24 e 25 maggio, si è svolto nella suggestiva cornice della città di Palermo il XXII Convegno Nazionale FAI. Tra gli appuntamenti, al Teatro Massimo, di grande impatto è stato il convegno “l’ acqua di domani”.

Il Fai (Fondo Ambiente Italiano), mette, per definizione, la valorizzazione e la tutela dell’ ambiente e del paesaggio della nostra penisola tra le sue priorità. L’ attenzione a queste tematiche ha fatto si che un occhio di riguardo venga riservato dalle politiche dell’ associazione all’ attualissima questione dell’ acqua.

Essenziale, al convegno, è stata un’ introduzione focalizzata a spiegare, o meglio a ricordare, quanto le risorse idriche siano state fondamentali per lo sviluppo delle civiltà. A partire dagli antichi romani, un buon utilizzo e un’ intelligente razionalizzazione dell’ acqua hanno permesso ai popoli non solo di sostentarsi e di progredire a livello tecnico, ma anche di fiorire a livello artistico, alimentando la bellezza delle culle in cui sono nate e cresciute. Una lezione che il FAI ha interiorizzato grazie alla collaborazione sul tema con il professor Giuseppe Barbera, docente di culture arboree all’ università di Palermo, grazie alla quale è nato anche l’ impegno a valorizzare i giardini panteschi siciliani, come per esempio quello del Castello di Donnafugata ed il Giardino Pantesco di Pantelleria, nonché l’ ultimo bene inaugurato dall’ associazione: il giardino della Kolymbetra di Agrigento. “L’efficienza della tecnica del giardino pantesco (..) sta della sua capacità di ridurre le perdite di acqua dovute all’ evapotraspirazione”, argomenta Barbera, una qualità non indifferente sia per il passato, quando erano maggiori le difficoltà di approvvigionamento sul piano ingegneristico, sia per l’ oggi, un momento in cui dobbiamo confrontarci con la triste verità che l’ acqua è un bene tanto prezioso, quanto scarso. Questi giardini incredibili, che ospitano piante anche secolari e provenienti da diverse parti del pianeta, necessiterebbero di un’ irrigazione che comporterebbe un approvvigionamento quasi insostenibile e fatto in mono poco consapevole, ma grazie a degli accorgimenti, che sono per altro un’ eredità storica essi stessi, è possibile tenerli in vita senza sprechi. Ecco che il giardino pantesco si trasforma in un virtuoso emblema di come l’ acqua di domani può essere rappresentata dalla più impensabile delle sue forme: l’ acqua della condensa raccolta e rimessa in circolo.

Gli interventi al convegno si sono poi volti ad elencare quali siano nello specifico le iniziative che il Fai ha in cantiere per i prossimi anni in questo ambito. L’ idea è di spendere energie anche in progetti a livello globale, essendo l’ emergenza acqua un problema del pianeta, non solo dell’ Italia; in particolare, nel prossimo decennio si cercherà di fare fede alle direttive comuni con le Nazioni Unite volte ad assicurare acqua potabile e sicura per uno sviluppo sostenibile.

Con il contributo scientifico del CNR-IRSA è stata lanciato la nuova campagna di sensibilizzazione #salvalacqua, che ha l’obiettivo di promuovere una consapevolezza critica volta all’adozione di strumenti normativi, nuove tecnologie e buone pratiche.

Dai beni FAI vengono comunque esempi di buone condotte a riguardo: spesso viene utilizzata acqua piovana di prima falda, come per esempio succede a Villa Necchi, a  Milano. Villa Panza è stata sistemata una cisterna originaria di acqua che viene utilizzata per mantenere il giardino senza l’impiego di acqua potabile. All’ Abbazia di Cerrate si è organizzato un impianto per il recupero di acqua piovana.

Si punta sempre ad un uso consapevole dell’acqua nei beni FAI, anche se a volte questo richiede un uso di depuratori in più, per rendere possibile il riutilizzo dell’acqua, come è successo a Villa Porta Bozzolo, dove è stato reso possibile l’ utilizzo dell’acqua piovana e del bosco limitrofo, grazie  alle scalinate che permettono il convoglio e la raccolta dell’acqua piovana in serbatoi.

Un’ altra iniziativa è quella di dedicate spazio a questa emergenza anche nel settore del Luoghi del Cuore, ovvero tutti i siti che, pur non essendo propriamente beni del FAI, vengono selezionati periodicamente per essere oggetto di patrocinio e raccolta fondi dedicata da parte dell’ associazione.

E poi lavoratori per i bambini durante del Giornate FAI, sia d’ autunno che di primavera. Come negli eventi minori, ma anche un richiamo all’ attenzione degli adulti, tanto durante le iniziative calendarizzate tanto quanto per possibili eventi dedicati nelle varie delegazioni.

L’ articolo 9 della nostra Costituzione, che esprime l’ importanza  della tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione è un punto di riferimento che guida la mission Fai dalla sua nascita e, ora che i tempi la fanno avvertire sempre di più come un’ urgenza è bello vedere che si tenga il passo.

 

Di Letizia Bonvini

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