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LAGO FORCATELLA: UN IMPIANTO FUTURISTICO IN UN MARE SPRECATO

LAGO FORCATELLA: UN IMPIANTO FUTURISTICO IN UN MARE SPRECATO

di Pasquale Ancona

 

È un lago artificiale bello come pochi, che possiede un valore intrinseco senza pari, e che vive un passo avanti nel futuro.

È stato ribattezzato Lago Forcatella, e si tratta di uno dei più avanzati impianti di depurazione e affinamento delle acque reflue d’Europa.

L’impianto è di proprietà del comune di Fasano, una piccola città di circa 40.000 abitanti della Puglia, ed è stato finalmente messo in funzione nel 2017, capitalizzando un investimento di circa 7 milioni di euro voluto e ottenuto dalla Regione Puglia.

Questo piccolo gioiello di tecnologia rappresenta un unicum nel panorama internazionale perché non solo si occupa della depurazione delle acque reflue, ma anche dell’affinamento delle stesse rendendole idonee alla coltivazione dei campi.

Questa importante peculiarità dell’impianto lo differenzia da quelli più comuni perché proprio grazie all’affinamento dei reflui ne evita l’inutile dispersione nelle acque marine, garantendone un riuso sostenibile.

Sembra un’ovvietà ma non lo è.

Nelle scorse settimane, infatti, grazie all’efficiente lavoro fatto dalla redazione di Report, si è giunti a dare alla luce un dato: gli impianti di depurazione presenti sul territorio pugliese riescono a depurare circa 275 milioni di litri cubi di acque reflue.

Un numero impressionante, anche per chi è nuovo al settore. Un numero che diventa ancora più spaventoso nel momento in cui ci si rende conto che di questi se ne fa un riuso sostenibile limitatissimo.

Un milione e mezzo circa. I restanti 273 milioni e mezzo di litri cubi vanno completamente dispersi. Una falla enorme, a guardarla con ironia.

Ed è in questo che si differenzia l’impianto fasanese, che per mezzo di una serie di consorzi di bonifica riutilizza davvero quel milione e mezzo di litri. 500.000 di questi vengono riutilizzati per la coltivazione dei campi, circa 1000 ettari, per mezzo di una rete irrigua lunga 30 km, il restante milione viene destinato invece all’utilizzo ambientale attraverso il lago stesso per la ricarica indiretta della falda acquifera attraverso la dispersione sul suolo.

Ma il dato più interessante è quello che riguarda i costi dell’affinamento.

Stiamo parlando di soli 0,18 euro al metro cubo, un numero parecchio inferiore ai costi canonici di sola depurazione delle acque, a cui si aggiunge un costo di distribuzione in agricoltura pari a 0,21 euro al metro cubo che però è a carico delle utenze.

È difficile renderne l’idea, ma si tratta di una tecnologia che vive dieci anni avanti nel futuro e che rappresenta, oltre che un vanto per chi l’ha ideata, un vero e proprio esempio da seguire per per chi vuol fare dell’energia sostenibile il vero asse portante del nostro futuro.

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