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MOZART NEL PARADISO DI FRASSINA

MOZART NEL PARADISO DI FRASSINA

di Vanessa Benedetti

 

COLTIVAZIONE BIOMUSICALE SULLA VITIS VINIFERA.

Mozart morì a 35 anni il 5 Dicembre del 1791 a Vienna, gettato in una fossa comune nel Cimitero di St. Marx della città, una sepoltura di terza classe, senza nessuna cerimonia, senza nessuno dei famigliari presenti, solo, in coerenza fino alla fine con gli ideali illuministi.

Niente funerale dunque per Mozart, ma all’imprenditore Cignozzi Giancarlo piace pensare che attraverso la sua attività a Montepulciano di Siena, possa restituire una degna celebrazione al famoso compositore.

L’imprenditore Cignozzi, lasciò il lavoro di avvocato per dedicarsi alla produzione del vino, iniziò la sua esperienza nel contesto di Montepulciano nel 1972 con la Tenuta Caparzo, nel 2000 prende vita l’azienda vitivinicola nel podere chiamato il Paradiso di Frassina.

È nella realtà del Paradiso di Frassina che le note di Mozart corrono lungo i filari di uva del Brunello e del Rosso di Montalcino.

In questo podere, per iniziativa dell’imprenditore Cignozzi si è intrapresa una sperimentazione biomusicale, si tratta di far ascoltare Mozart alla vigna ventiquattr’ore su ventiquattro.

L’idea, a detta dell’imprenditore, deriva dalla lettura di testi orientali in cui si spiegavano le proprietà benefiche della musica sugli uomini e sugli animali, pare che sin dal Medioevo si usava suonare nelle stalle per far sì che le mucche producessero più latte.

Cignozzi, appassionato di musica, volle credere che anche le viti potevano trarre beneficio dall’ascolto della musica.

L’iniziativa può sembrare una trovata commerciale e un’idea bizzarra, ma ha un suo fondamento scientifico.

Grazie agli impianti hi-fi istallati dalla Bose Company e ai finanziamenti che la società ha stanziato, l’Università di Firenze e di Pisa hanno iniziato a studiare “l’effetto Mozart” sulle vigne del Paradiso di Frassina e hanno certificato il miglioramento della salute della vite.

 

                                                     Il paradiso di Frassina

 

Le foglie dei filari risultano più spesse, con una superficie più estesa e più ricche di clorofilla.

Le foglie sono quindi più resistenti agli stress ambientali come la siccità, la troppa pioggia e il vento. Le uve risultano più ricche di composti polifenolici. La crescita biologica della pianta appare più rapida e la maturazione risulta anticipata di 15 giorni, così da poter vendemmiare in un periodo migliore.

Gli studi hanno inoltre rilevato che le basse frequenze della musica classica, sono un rimedio naturale contro gli insetti e parassiti che attaccano l’uva e le foglie.

Con Mozart nelle vigne sembra essersi aperta una nuova prospettiva per il biologico, contro la chimica e le sperimentazioni genetiche.

Si può infatti ridurre del 50% l’impiego del rame e dello zolfo senza mettere a rischio la salute del vigneto.

Nel 2015, Cignozzi diventa titolare del brevetto: “sistema di diffusione sonora di tipo migliorato per il trattamento della vitis vinifera”.

La musica di Mozart rivive tra i filari del Paradiso di Frassina, vola tra i filari fino ad insinuarsi nella terra e nelle radici delle viti: gli impianti hi-fi sono infatti disposti sia lungo i filari che sotto terra, le vibrazioni prodotte dalle onde sonore sono metà in superficie e metà nel sottosuolo.

La soluzione brevettata dall’azienda agricola Paradiso di Frassina è stata molto diffusa dai media principali, fino a sbarcare i confini nazionali. La soluzione impiegata per la prima volta nella realtà vitivinicola di Cignozzi, è stata adottata anche da altre aziende agricole.

Il brevetto biomusicale è una vera rivoluzione all’insegna della coltivazione biologica, se adottato su vasta scala dai produttori di vino e non solo, ridurrebbe notevolmente l‘uso dei pesticidi chimici dannosi per la salute dei consumatori e contribuirebbe certamente a rendere ancora più suggestivi e romantici i paesaggi del nostro Paese.

 

 

 

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