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QUELLI CHE AMO DI PIU’ NON LO SO MA E’ COSI’.. IO AMO I LUNEDì

QUELLI CHE AMO DI PIU’ NON LO SO MA E’ COSI’.. IO AMO I LUNEDì

di Eleonora Andena

Da sempre il lunedì è considerato il giorno peggiore della settimana. Lo scrive Giacomo Leopardi ne Il sabato del villaggio, lo canta Vasco Rossi “Quelli li odio di più, non lo so, ma è così! Odio i lunedì”, lo conferma anche la scienza attraverso una ricerca compiuta dall’università del Vermont che ha stabilito che in rete è il giorno con l’umore più nero tra gli utenti.

Non per Gabry, un bimbo di 7 anni con sindrome di Down e un lieve deficit motorio legato ad un arto inferiore, che ogni settimana aspetta il lunedì con quell’ansia e quella trepidazione che solo i bambini sanno provare.

“Ele oggi vado in piscina. Con la muta. Mi porta la mamma, ma lei non entra, rimane sugli spalti a guardarmi mentre canticchia. Canta sempre Vasco Rossi.”

Gabri nell’acqua ha imparato a camminare, a casa starebbe ore nella vasca da bagno e il lunedì, che ricorda perché è anche il giorno in cui riprende la scuola dopo il week end, è tutto un susseguirsi di gioia, ansia, sorrisi, domande, fino a quando dopo pranzo lascia la scuola e inizia la sua terapia in piscina.

Nell’acqua Gabry affoga le diversità. Si muove con disinvoltura. Ha il sorriso sulle labbra. Nessuna fatica negli spostamenti. E se dagli spalti, dove la sua mamma lo segue ogni lunedì, ci soffermassimo a guardare un po’ più a fondo, vedremmo anche una luce speciale negli occhi. Una luce di felicità vera, perché l’acqua è capace anche di questo.

L’acqua permette al corpo di allenare diversi tipi di stimoli e aiuta a percepirlo meglio. L’attività in acqua facilita la gestione degli aspetti emotivi, relazionali, favorisce l’attenzione, stimola le attività motorie e sensoriali, accresce le autonomie e l’autostima, favorisce la costruzione di un’immagine positiva di sé.

L’acqua è qualcosa di prezioso; un elemento facilitante, il contesto ideale per andare oltre i propri limiti, sia fisici che psicologici. “A Lodi, dove Gabri segue la sua terapia, abbiamo dei centri e dei professionisti davvero in gamba”, spiega la mamma di Gabry che lo segue in qualsiasi attività, “ma da una rete

che noi genitori abbiamo creato so che anche a Fidenza, a Parma e in tante altre città ci sono degli ottimi supporti”.

Per Gabry e per i suoi compagni del corso di nuoto, tutti bimbi con sindrome di down, l’acqua è soprattutto gioia. Stare insieme nella “speciale normalità” come la definisce Dario Ianes, Docente ordinario di Pedagogia e Didattica Speciale all’Università di Bolzano e co- fondatore del Centro Studi Erickson di Trento. Una speciale normalità che farebbe invidia a chiunque se, sempre dagli spalti dove ogni lunedì gli occhi delle loro famiglie li osservano, si potesse fermare il tempo in un frame fotografico.

Nel frattempo ho chiesto a Gabri di disegnarmi quello che per lui è FELICITA’

Lo avevo già capito ma il disegno rende meglio!

                                                                   IO E LA MIA MUTA. IN PISCINA.

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