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Il parasdiso è in Lucania e si chiama Castelmezzano

Il parasdiso è in Lucania e si chiama Castelmezzano

di Enza Immacolata Martoccia.

In Lucania esiste un’area paradisiaca definita, dal sito di viaggi Budget Travel, la migliore località del pianeta tra quelle di cui non si è mai sentito parlare, da visitare assolutamente almeno una volta nella vita. Questo luogo incantato, in cui il tempo sembra essersi fermato, esiste davvero e si chiama Castelmezzano (PZ). È uno dei borghi più belli d’Italia che affascina chiunque per via della connotazione medioevale che presenta assumendo le sembianze di un presepe con case arroccate a nido d’aquila protette dalle maestose guglie dolomitiche. Le piccole Dolomiti Lucane (rocce d’arenaria) nel corso del tempo sono state scavate dalla pioggia e dal vento fino ad assumere sagome a cui la tradizione popolare ha dato nomi particolari: “becco della civetta”, “bocca di leone”, “incudine” e “aquila reale”. Il borgo animato da nemmeno 800 anime, in un’epoca segnata dalla fuga dei cervelli e dal calo demografico, è riuscito a salvarsi da morte certa, 12 anni fa, grazie alla lungimiranza di un giovane intraprendente, Nicola Valluzzi sindaco di Castelmezzano e padre di un’idea che ha segnato per sempre la vita del territorio. Da un’idea “rubata ai francesi” è approdato tra Castelmezzano e Pietrapertosa (borgo dirimpettaio) l’attrattore turistico più gettonato del Sud Italia: “Il volo dell’Angelo” che permette di esaudire il desiderio più antico dell’uomo, volare.

Si tratta di un attrattore, di nuova concezione, che permette una fruizione innovativa del patrimonio ambientale rispondendo ad una nuova esigenza e ad un nuovo modo di intendere il tempo libero e lo svago, teso sempre più a vivere nuove esperienze e a cercare nuove emozioni. Un’avventura a contatto con la natura e con un paesaggio unico, alla scoperta della vera anima del territorio. Legati con tutta sicurezza da un’apposita imbracatura e agganciati ad un cavo d’acciaio il visitatore potrà provare per un minuto l’ebrezza del volo e si lascerà scivolare in una fantastica avventura, unica in Italia ma anche nel Mondo per la bellezza del paesaggio e per l’altezza massima di sorvolo (400 metri dal suolo). Il cavo collega via aerea Castelmezzano e Pietrapertosa, funziona con la sola forza di gravità e offre all’uomo la possibilità di ammirare un panorama che di norma è privilegio delle sole creature alate: uccelli ed angeli. L’impianto ogni anno fa registrare numeri da record, arrivano visitatori da ogni parte del mondo per volare nei cieli dolomitici: sportivi, vip, curiosi e addirittura centenari per provare l’emozione del volo. Ogni anno Castelmezzano amplia la sua offerta turistica per offrire ai turisti la possibilità di ritornare e provare nuovi attrattori. In 12 anni i due borghi dolomitici sono stati trasformati in una vera palestra a cielo aperto che ha portato lavoro e sviluppo dell’intera area salvaguardando in primis l’area protetta che ricade nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane.

Tra gli attrattori dolomitici adrenalinici molto gettonata è la via ferrata “DolomitiRoks” la più grande del Sud Italia. Si tratta di un percorso attrezzato per scalare le rocce che permette di raggiungere punti altrimenti inaccessibili e scoprire davvero la grande bellezza di questo luogo. Realizzata secondo i migliori standard con due percorsi che si articolano rispettivamente lungo le dorsali rocciose di Castelmezzano e di Pietrapertosa.

Il ponte Nepalese collega i due tratti di Ferrata e rappresenta il punto d’unione di Castelmezzano e Pietrapertosa. Sovrasta il torrente Caperrino ed è situato ad un’altezza massima da terra di 35 metri posta a 650 metri sul livello del mare. La struttura lunga 72 metri è in acciaio mentre la passerella è formata da un geocomposito di ultima generazione misto al legno. A differenza dell’arrampicata, il Nepalese, dona la pace dei sensi regalando cinque minuti di distaccamento totale dal resto del

mondo ed offrendo un contatto ravvicinato con la natura e le sue bellezze. Ascoltare il torrente che scorre sotto i piedi, sentirsi accarezzare i capelli dal vento baciati dal sole è la tipica emozione regalata dalla percorrenza del ponte che però subito dopo è pronto a presentare ai fruitori un’irta parete rocciosa atta a rompere questo momento di relax. All’interno della Ferrata, nel tratto Marcirosa, percorso attrezzato sul versante di Pietrapertosa, sono già presenti altri 2 ponti Tibetani della luce 7 e 10 metri.

Poi ci sono le Mongolfiere: “Nuvole Stregate” è il primo esperimento al mondo di mongolfiere in montagna che arricchisce di un altro tassello l’offerta d’intrattenimento outdoor del territorio. Si tratta di due mongolfiere ascensionali frenate, posizionate rispettivamente nei territori di Castelmezzano e Pietrapertosa, che consentono ai turisti di godere di un panorama mozzafiato a circa 40 metri di altezza, in totale sicurezza grazie al sistema inglese brevettato Helium Hopper.

Il percorso delle sette pietre, è un progetto che recupera un antico sentiero contadino di circa 2 km, che collega i Comuni di Pietrapertosa e Castelmezzano e che si sviluppa su quote variabili: da 920 metri a Pietrapertosa scende fino a 660 metri nella valle attraversata dal torrente Caperrino e risale a 770 metri a Castelmezzano. Il percorso trae ispirazione dai racconti, tramandati oralmente fra le generazioni e dall’immaginario collettivo su cui si fonda il testo Vito ballava con le streghe di Mimmo Sammartino (Sellerio editore Palermo). Una passeggiata pensata per le famiglie che vogliono trascorrere una giornata a contatto con la natura catapultati in una leggenda antica come le rocce.

La Grande Madre: spettacolo polimediale notturno proiettato sulle rocce ai piedi del castello. Le pietre parlano e sono in grado di raccontare molte cose. E proprio a partire dai segni ancora visibili sulle rocce nell’area del fortilizio normanno – svevo inizia un viaggio nella storia alla scoperta del sito e della storia del luogo. Lo spettacolo, di particolare rilievo espressivo, è basato principalmente su proiezioni di grandi immagini. Il pubblico, sistemato su una tribuna da 38 sedute, assiste all’interno di un meraviglioso anfiteatro naturale ad uno spettacolo, della durata di circa 45 minuti, in cui le pareti di roccia fanno da supporto a proiezioni e filmati ad alta definizione con effetti 3D, che permettono un’immersione nella storia alla scoperta della bellezza del sito.

Le Vie Ferrate, i Ponti Sospesi, i numerosi percorsi di trekking, l’accoglienza emozionale e l’ospitalità, il collegamento diretto con le politiche d’integrazione e sviluppo culturale legate alla grande scommessa di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, passando per l’acquisizione dell’innovativo concetto di cittadinanza temporanea, sono il segno tangibile che c’è una Basilicata pronta a vincere la sfida di un nuovo modello economico fondato su concetti semplici ed efficac

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