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Apicoltura Molinari: la passione per il miele.

Apicoltura Molinari: la passione per il miele.

di Francesca Canti

Vita organizzata e in costante movimento. Per una volta non stiamo parlando dell’uomo, ma bensì di piccoli insetti senza i quali il nostro ecosistema non sarebbe più lo stesso: le api. Piccoli e laboriosi, questi animali indaffarati creano un prodotto apprezzato fin dalle antichità, il miele. Il consumo del miele è in grande aumento, ma far fronte ai grandi cambiamenti climatici e alle malattie può spesso spaventare coloro che vorrebbero intraprendere questa produzione. Ma per fortuna non tutti si lasciano scoraggiare e decidono di aprire la loro attività amatoriale, soprattutto a San Marino, dove sempre più cittadini hanno deciso di riavvicinarsi ai lavori agricoli e manuali. Ed è proprio nella piccola repubblica sammarinese che, due anni fa, nasce “Apicoltura Molinari”, una piccola azienda amatoriale per la produzione del miele, formata da Fabrice Molinari e suo figlio Mattia,di 24 anni.

Mi sono avvicinato a questo mondo grazie a mio padre che ha sempre mostrato interesse per questa attività. Ha deciso di frequentare un corso presso l’ “Associazione Apicoltori San Marino” così, per hobby. È stato affiancato ad un apicoltore esperto, per farsi dare una mano nelle attività di apicoltura generali e nelle chiamate di recupero. Poi mio padre, sempre grazie al suo aiuto, ha deciso di provare a mettersi in proprio ed io l’ho seguito.”

Ma come si arriva ad avere uno sciame proprio? A San Marino l’ “Associazione Apicoltori San Marino” riceve molto spesso chiamate da cittadini che si ritrovano alveari nei loro terreni o nei loro cortili. Compito dell’associazione è quello di occuparsi del recupero di queste meravigliose creature e dargli nuova casa. È importante salvaguardare le api, in quanto non solo sono protette, ma risultano fondamentali per il nostro ecosistema per via dell’impollinazione. Questo processo infatti, a cui le api danno un enorme apporto, è fondamentale per lo sviluppo di fiori e piante. Durante gli interventi le api vengono attratte attraverso grandi quantità di miele e messe in un’arnia nelle vicinanze. Ed è proprio grazie alle chiamate di recupero che la famiglia Molinari ha ottenuto il suo primo sciame. Ad oggi, dopo appena due anni, Mattia vanta una bella famiglia di api operaie che conta 550 mila membri distribuiti in 11 arnie; ognuna di esse infatti contiene dalle 30 alle 60 mila piccole produttrici di miele.

Tuttavia la vita da apicoltore non è sempre facile, perché non sempre il recupero e il nuovo insediamento delle api va a buon fine. A volte può capitare infatti che l’ape regina, non contenta della nuova sistemazione, decida si spostarsi portando con sé l’intero sciame. Le api infatti tendono a tornare nel luogo che avevano scelto in precedenza, per questo è importante portare lo sciame ad almeno 3 o 4 kilometri di distanza.

Purtroppo la sciamatura è una possibilità da mettere in conto. A volte ci è capitato di dover recuperare uno sciame più di una volta perché la regina era ritornata nel luogo dal quale l’avevamo portata via. ”

Una volta che lo sciame si è stabilizzato, il gioco è fatto. Basta lasciare il tempo alle api di fare il loro lavoro assicurandosi, ogni tanto, che tutto sia sotto controllo.

Il lavoro di Mattia inizia alla fine delle fioriture, quando le api hanno immagazzinato il miele nei favi. Questi ultimi, sono contenuti nei melari, strumenti messi nelle arnie per facilitarne il recupero. La piccola azienda sammarinese quest’anno ha deciso di mettere i melari solo in quattro arnie, che gli hanno consentito di produrre ben 50 chili di miele, raccolto in due battute, una primaverile seguita da una estiva. Una volta rimosso il telaio, è necessario rimuovere i tappi di cera prodotti dalle api per impedire al prodotto del loro duro lavoro di fuoriuscire. Si procede poi con la smielatura, dove il nettare ambrato viene filtrato per eliminare le parti di cera rimaste. Viene poi eliminata l’aria in modo che il miele sia limpido e pronto all’invasettamento.

A livello di produzione ovviamente non è facile emergere.

A San Marino, contrariamente a quello che si può pensare il mercato è molto competitivo. Il punto di forza sul quale si può fare sicuramente leva è la varietà delle piante offerta dal territorio che è in grado di dare al miele un sapore sempre diverso. Basti pensare che solo nel nostro piccolo territorio sono presenti più di 27 tipi di miele diversi.”

Apicoltura Molinari è solo una delle tante nuove piccole aziende che hanno iniziato a nascere nel territorio sammarinese. Tradizione, bontà e sicurezza alimentare sono quasi sempre il cavallo di battaglia di queste piccole realtà. Sono tantissime infatti le persone che preferiscono acquistare prodotti del territorio realizzati senza pesticidi e sostanze nocive, come nel caso del miele Molinari.

La scelta dell’azienda, che vende i suoi prodotti solo attraverso il passaparola, è di non intendere l’attività come una vera e propria impresa e di non promuovere i prodotti sui social. La vendita per ora rimarrà destinata ad amici e cittadini del luogo, sebbene Mattia e Fabrice non escludano di aprirsi un giorno ad un commercio un pochino più ampio.

Essere un artigiano amatoriale nel 2018 è sicuramente un’esperienza unica. Mai da bambino avrei pensato che mi sarei trovato a fare il miele. Ma la passione di mio padre mi ha coinvolto in questo mondo e devo ammettere che mi ha regalato molte soddisfazioni. La più grande? Dedicarsi completamente a un prodotto, sapere come è nato, cosa contiene, come è stato realizzato e poter gustare i frutti del proprio lavoro.”

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