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Il Treno Bianco Azzurro in una passeggiata raccontata.

Il Treno Bianco Azzurro in una passeggiata raccontata.

di Francesca Canti

Iniziavano il 3 Dicembre 1928 i lavori per la costruzione della ferrovia elettrica che da San Marino scendeva fino a Rimini. Una promessa importante per i sammarinesi che, già nell’ottocento, speravano di potersi collegare facilmente con il Regno d’Italia. L’opera fu realizzata da 3.000 operai, che lavorarono alla realizzazione della via ferroviaria per 8 ore al giorno in tre turni. È così che, a tre anni dall’inizio dei lavori, nel 12 Giugno 1932 questo progetto ambizioso giunge finalmente al termine. Oltre 32 kilometri di una ferrovia che, in un’ora circa, iniziava la sua corsa a San Marino Città e si concludeva alla stazione di Rimini. L’inaugurazione fu ad opera del Ministro delle Comunicazione del Regno d’Italia, il Conte Costanzo Ciano. Tre furono le stazioni costruite: San Marino Città, Borgo Maggiore, Serravalle e altrettante le fermate (Valdragone, Domagnano-Montelupo e Dogana), per un totale di 17 gallerie presenti nel territorio sammarinese. Il Treno Bianco Azzurro fu una costruzione innovativa per i tempi e rappresentò una nuova linfa vitale per il turismo e il commercio sammarinese, diventando un importantissimo punto di riferimento per i cittadini. Il convoglio ferroviario bianco azzurro compì la sua ultima corsa nella notte tra l’11 e il 12 Luglio del 1944, appena 12 anni dopo la sua realizzazione, sebbene fosse già stata dichiarata fuori uso il 26 Giugno, a causa del bombardamento alleato che colpì San Marino. I suoi servigi tuttavia non si limitarono al servizio di trasporto di merci e persone; proprio durante i bombardamenti, numerosissimi furono gli sfollati che si rifugiarono nelle gallerie della ferrovia. Un’importante opera che è rimasta nel cuore e nella storia della piccola repubblica.

E così che torniamo ai giorni nostri, dove domenica 2 Dicembre si è svolta la passeggiata raccontata sul percorso della ferrovia, organizzata dall’Associazione Treno Bianco Azzurro, un gruppo di appassionati volontari che si battono per salvaguardare, sostenere e promuovere la mai dimenticata via ferroviaria. La passeggiata ricorre nel 90 anniversario della posa della prima pietra della ferrovia elettrica. Con partenza a Valdragone e arrivo a San Marino città, con entusiasmo i cittadini, in quella fresca mattina di Dicembre, hanno ripercorso una parte di tragitto compiuto dal Treno Bianco Azzurro. Tre ore e un percorso di 5 kilometri, tra racconti passati, aneddoti e curiosità storiche.

“La passeggiata del 2 Dicembre è l’ultima di una lunga serie, credo che ne abbiamo fatte una trentina, forse più. La prima, nel settembre 2013 da Borgo Maggiore a San marino Città, attraverso quattro gallerie tra cui due chiuse, che ha visto circa 600 persone parteciparvi. Altre si sono svolte in notturna, pomeridiane, al mattino, anche sotto acqua e neve, ma sempre con tanto seguito. Sempre con grande interesse ed entusiasmo da parte dei partecipanti.” Ci racconta Alessandro Rattini, presidente dell’ Associazione Treno Bianco e Azzurro, che ha guidato la passeggiata “ Le nostre non sono classiche passeggiate, ma raccontiamo- infatti abbiamo coniato il nome passeggiata raccontata, nome che ormai ha preso piede tra i cittadini – storie, aneddoti, curiosità spesso poco conosciute, come ad esempio il luogo ove il bombardamento del ’44 distrusse parte della linea, in località Valdragone, luogo non conosciuto essendo fuori mano, ma denso di significato.”

 Il Treno, oltre a rappresentare una grande innovazione per gli anni in cui fu realizzato, è considerato un’opera di grandissimo valore per la Repubblica. “Vi rendete conto che avete un’opera d’arte?!” così denominò l’elettromotrice AB 03 l’ingegner Cantamessa, direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato, quando su invito nel 2015, venne a San Marino. Dunque, a distanza di tanti anni, un simbolo ancora carico di significato per la comunità sammarinese; non poche sono state infatti le richieste di ripristino e gli avanzamenti di restauro, soprattutto da parte dell’Associazione Treno Bianco Azzurro che ormai da anni si batte per questa causa. Nel 2012, a scopo turistico e promozionale, fu ripristinato un tratto di circa 800 m, che comprendeva la galleria Montale e due parti di linea a monte e a valle della stessa. Attualmente, nonostante il rotabile sia restaurato e funzionate, i fondi per le manutenzioni interne e le certificazioni non sono sufficienti. Vista quindi l’impossibilità di riattivare la ferrovia, la comunità sammarinese partecipa con entusiasmo alla passeggiata commemorativa, un tributo e una rievocazione di ciò che era il Treno Bianco e Azzurro per la nostra Repubblica.

“Ricordare la storia del Treno Bianco e Azzurro è importante per vari motivi. Innanzitutto perché la storia fa parte delle nostre radici. Inoltre era un opera impressionate per l’epoca, tra i primi elettrici in Italia, dove la linea Rimini-Bologna era ancora a carbone.” Continua Alessandro “La nostra passione parte da un ricordo, ma continua con la salvaguardia dei rotabili e un impegno per ripristinare almeno alcune parti di essa, in primis l’attuale Galleria Montale, poi si spera almeno fino a Borgo Maggiore, per rivivere ciò che era una mobilità lenta, ma già all’avanguardia. Infine, il Treno Bianco Azzurro era ed è unico nel suo genere.”

 Un sogno che, nonostante le difficoltà del caso, speriamo presto di vedere realizzato.

 

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