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EIGENLAB: un workshop per un futuro migliore

EIGENLAB: un workshop per un futuro migliore

di Pier Paolo Polimeno

 

Passeggiando per il cortile del Polo Fibonacci, del Dipartimento di Informatica dell’università di Pisa, non si può non notarlo. A prima vista potrebbe sembrare un semplice capannone abbandonato, con un piccolo orto annesso. In realtà è molto di più. Si tratta di Eigenlab, una riot workshop nonché un laboratorio autogestito che rappresenta un importante centro di aggregazione e discussione rispetto alle tematiche ambientali e allo sviluppo sostenibile. Nel manifesto del workshop appare chiara la direzione che ha intrapreso questo laboratorio “ribelle”:

Crediamo che studiare dal punto di vista tecnico le cause della crisi energetica e sperimentare in prima persona le varie alternative all’utilizzo del petrolio e del nucleare sia il primo passo per una  vera comprensione della situazione in cui versa il nostro pianeta. In  particolare siamo interessati alla progettazione e all’autocostruzione  di impianti solari termodinamici e micro-eolici con materiali  di recupero.

Tra i progetti realizzati spiccano infatti un micro generatore eolico e uno specchio solare. Nel primo, l’elemento portante della costruzione è rappresentato dall’elica realizzata tendendo, tra tre raggi adiacenti di una ruota di bicicletta, nove lamierini ricavati da lattine da 50cl, ed assemblando il tutto con un poco di nastro adesivo. Ad essa si aggiunge un generatore, realizzato con vecchi hard-disk, vecchi trasformatori e motori di lavatrice, e un moltiplicatore di giri, realizzato tendendo una camera d’aria di bicicletta tra il cerchione della ruota e il generatore e mettendo assieme il tutto con assi di legno, telai di biciclette e un telaietto in alluminio

Lo specchio solare, invece, presenta una struttura parabolica fatta in polistirolo. La superficie parabolica è rivestita di uno strato di acetato (le copertine trasparenti che usano in copisteria) , per eliminare la ruvidità naturale del polistirolo, al quale è stato incollato un foglio di mylar alluminato (un materiale plastico rivestito di alluminio) per rendere il tutto riflettente.

Accanto a questi progetti, Eigenlab ha realizzato anche un orto biologico e una rete mesh, EigenNet. EigenOrto è un orto completamente biologico, coltivato con prodotti tipici locali, che rifiuta il modello di produzione intensiva che sfrutta il territorio e condanna milioni di persone a una vita di stenti, senza lasciare alle altre una effettiva libertà di scelta. Tale iniziativa si presenta dunque come un progetto di denuncia, una provocazione che vuole far riflettere sull’approvvigionamento di cibo, un aspetto fondamentale della nostra vita che ormai sembra essere diventato scontato ed automatico per moltissime persone.

 Non meno importante è il progetto EigenNet. Come anticipato, EigenNet è una rete mesh. La peculiarità di una rete mesh sta nel fatto che ogni nodo è paritario rispetto a tutti gli altri, per cui non è più necessario un server che gestisca tutto il traffico telematico. Questo comporta che non vi sia più la possibilità di “posti di blocco” per i dati, la cui fattibilità si basa proprio sulla struttura gerarchica di Internet. Grazie all’ apposito software, creato e rilasciato pubblicamente, i nodi della rete sono le persone stesse che partecipano semplicemente installando un’antenna wireless o collegando con un cavo la propria rete con quella dei propri vicini. Eigennet è pertanto una rete orizzontale che supera le contraddizioni della struttura di Internet, in cui ogni utente può decidere liberamente quali contenuti o servizi condividere all’interno della rete senza nessun organo di controllo.

Con EigenNet abbiamo creato uno spazio comune, liberato da ogni dinamica di controllo e di restrizione, un terreno fertile in cui idee e pensieri possano fecondarsi vicendevolmente creandone sempre di nuovi, uno strumento che dimostri concretamente la possibilità di un’altra società, libera e indipendente.

Eigenlab si presenta dunque come una fucina di progetti e idee per un futuro migliore. Ogni iniziativa viene affiancata dall’organizzazione di seminari  sugli argomenti studiati, la creazione di dispense ed un sito di  riferimento eigenlab.org per la diffusione dei progetti e delle conoscenze prodotte sotto licenza Creative Commons. Tuttavia, come ricorda il loro manifesto:

Non ci basta  affrontare i problemi da un punto di vista esclusivamente teorico, ma  crediamo che il modo migliore per ottenere una padronanza profonda degli  strumenti che l’Università ci fornisce sia proprio il principio del “metterci le mani dentro”.

Così semplice da porsi all’avanguardia, in una società che sembra aver dimenticato il termine “semplicità”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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