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Un termovalorizzatore attrazione per turisti? In Danimarca si può

Un termovalorizzatore attrazione per turisti? In Danimarca si può

di Andrea Coppini

Una cosa è certa: la Danimarca non ha paura degli inceneritori. A Copenaghen infatti è stato inaugurato alla fine dello scorso anno un impianto che non solo produce energia e brucia i rifiuti della città, ma che sorge all’interno di un parco pubblico e che ospita sul suo tetto una pista da sci. Questo impianto prende il nome di Copenhill e si trova a 5 chilometri da Radhuspladsen, la piazza principale della capitale. Un edificio mastodontico costato 660 milioni di dollari, ma anche un’opera d’arte, a cominciare dai pannelli geometrici in alluminio e vetro che rivestono completamente le pareti esterne. Per i danesi, Copenhill rappresenta un ulteriore tassello che si inserisce nell’ambizioso progetto di proiettare Copenaghen nell’olimpo della sostenibilità come prima città del mondo a zero emissioni di carbonio. Un obiettivo che dovrebbe essere raggiunto nei prossimi sei anni.

Grazie ad un modernissimo filtraggio mai utilizzato prima in Danimarca, il termovalorizzatore con due linee di combustione brucia in totale 70 tonnellate di rifiuti all’ora: in un anno, può trattare circa 400.000 tonnellate di spazzatura, riducendo le emissioni del 99,5%.

La città sta quindi puntando al turismo per rendere economicamente sostenibile l’impianto, che si trova a 13 minuti dall’aeroporto, rendendolo imperdibile anche per i turisti che visitano Copenaghen per la prima volta. In cima all’impianto, dove l’aria è fresca e pulita, un labirinto di tubi di metallo, compressori, ventole e valvole esegue alla grande il suo compito, convertendo il vapore in energia pulita. La maggior parte dei visitatori sarà accolta in una hall dove sono installati una parete da arrampicata e due impianti di risalita esterni per portare i turisti fino alla pista dove potranno passeggiare o correre prima di rifocillarsi al bar dell’interno.

Le piste da sci sulle quali è possibile sciare sono tre: una nera, per sciatori esperti, che parte dalla sommità del tetto del termovalorizzatore e scende per una lunghezza di circa 180 metri, una blu per sciatori principianti e una pista verde, intermedia, per tutti i livelli che porta fino alla base dell’impianto.

La pista verde e quella blu, chiamate anche zona nursery, sono servite da due tapis roulant.

Un esempio perfetto per l’Italia, indietro rispetto alla maggior parte degli altri paesi europei in termini di incenerimento dei rifiuti e alla ricerca di una soluzione rapida ed efficace per risolvere il problema.

Le piste da sci sulle quali è possibile sciare sono tre: una nera, per sciatori esperti, che parte dalla sommità del tetto del termovalorizzatore e scende per una lunghezza di circa 180 metri, una blu per sciatori principianti e una pista verde, intermedia, per tutti i livelli che porta fino alla base dell’impianto.

La pista verde e quella blu, chiamate anche zona nursery, sono servite da due tapis roulant.

Un esempio perfetto per l’Italia, indietro rispetto alla maggior parte degli altri paesi europei in termini di incenerimento dei rifiuti e alla ricerca di una soluzione rapida ed efficace per risolvere il problema.

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