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ACCIDENTAL SEA. THE SALTON LAKE OGGI, UNA BOMBA AD OROLOGERIA.

ACCIDENTAL SEA.             THE SALTON LAKE OGGI, UNA BOMBA AD OROLOGERIA.

di Stefania Lucchini

Il Salton Lake, nella California del Sud, comparso a seguito di una alluvione e sfruttato per anni come meta turistica per le sue particolari e piacevoli peculiarità, sta diventando a poco a poco una bomba ad orologeria ecologica.

Il mare è nato per caso circa 100 anni fa quando il fiume Colorado ha rotto gli argini in un canale di irrigazione. L’intero volume d’acqua del fiume è ricaduto per i due anni successivi nel Salton Sink nel deserto della California del Sud. Il nuovo lago è diventato, a quel punto, meta dei turisti con villaggi e resort nei pressi delle spiagge. Il bacino però era privo di nuovi circoli d’acqua e l’acqua del mare è diventata sempre più tossica. I prodotti chimici delle fattorie attraverso gli scarichi agricoli e l’alta salinità hanno causato la morte di pesci ed uccelli. A partire dagli anni ’80 il turismo terminò, proprio a causa di queste condizioni dannose.

Ora non restano che gli scheletri di quello che c’era prima, a partire dai villaggi abbandonati.

Inizialmente, il nuovo lago gigante alla luce delle prime valutazioni, in un’ottica strettamente economico/turistica, venne salutato come un colpo di fortuna. Negli anni 50/60 infatti, diventò una imponente attrazione turistica con un indotto economico importante.

La località stava diventando il luogo balneare di punta dell’Imperial Valley se non fosse stato per le prime avvisaglie del terribile inquinamento che incombeva e che era stato sottovalutato.

Con il passare del tempo i fertilizzanti e i prodotti chimici usati per bonificare il terreno fecero assumere alle acque un aspetto tutt’altro che invitante e le spiagge assunsero un colore bianchissimo.


Il colore chiarissimo, solitamente caratteristica ricercata nelle mete più ambite tropicali, nascondeva però un segreto poco felice. Il bianco derivava infatti dalla saturazione di ossa di milioni di pesci e uccelli morti, polverizzati e depositati sulla superficie del lago in rapido prosciugamento. 

L’aspetto sinistro e l’inquinamento del luogo gli  valsero addirittura un appellativo tutt’altro che lusinghiero: di Lago della Morte.

Il destino del Salton Lake sarà quello di sparire, ma le conseguenze dal punto di vista ambientale non saranno trascurabili.

Protagonista di un progetto di riqualificazione non andato a buon fine, il lago Salton è destinato a ritirarsi fino a scomparire. Il clima e la siccità stanno riducendo il volume delle sue acque in maniera continua e inarrestabile e in poco tempo, in mancanza di un progetto drastico e risolutivo finirà per prosciugarsi. Oltre alla conseguente mancanza di acqua, il problema più grave che si presenterà, sarà quello dell’emergere del terriccio tossico.

Il ricercatore del Pacific Institute, Michael Cohen, spiega nei suoi interventi , quali potranno essere i possibili scenari di un prosciugamento del lago: se il lago si prosciuga ci saranno danni alla salute e all’economia pari a 70 miliardi di dollari, senza calcolare le ripercussioni ambientali a medio e lungo termine. Esempio principale, sarà la scomparsa di quella che è l’ultima area umida in California, una delle oasi ornitologiche più importanti dell’America settentrionale, dove attualmente trovano rifugio sulla rotta migratoria del Pacifico oltre 400 specie di uccelli, molte già in via d’estinzione. La massiccia decomposizione della fauna, vittima di questa tossica siccità, si rifletterà anche in un preoccupante aumento di inquinanti atmosferici, come l’acido solfidrico, dal tipico odore di uova marce, che già tiene in scacco la zona.

Per saperne di più: reportage di Liza Canditi T.C. che spiega la situazione di ieri e di oggi


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