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Cansiglio, una realtà del tutto particolare che merita attenzione

Cansiglio, una realtà del tutto particolare che merita attenzione

di Sebastiano Moretto

Per secoli, ma sarebbe forse più corretto dire per millenni, il Cansiglio ha rappresentato una frontiera dell’immaginario. Una frontiera in cui gli spazi domestici – quelli conquistati e modellati dall’uomo per le sue esigenze, per le sue attività di sussistenza e per i suoi animali – cedevano al dominio di un ambiente diverso. Un ambente misterioso e insidioso, selvaggio e sconfinato; un ambiente il cui nome, al solo pronunciarsi, incuteva alle genti dei territori vicini, soggezione e timore reverenziale: la Foresta. Se dal margine superiore di quest’ultima il nostro sguardo si allarga fino ad abbracciare l’intera realtà del Cansiglio, l’ambiente muta profondamente la propria dimensione, i propri caratteri e il proprio aspetto. “Cansiglio” significa infatti “grande e complessa realtà geografica e geomorfologica”. Significa, inoltre, insieme di situazioni che comprendono fenomeni e che esprimono paesaggi che si allargano verso orizzonti di montagne particolare e suggestiva ampiezza. A nord il grande complesso d’ambiente è delimitato dalla Conca d’Alpago. Le pendici settentrionali che delimitano l’altipiano si raccordano, infatti, con i dolci paesaggi alto-collinari della gigantesca e umanizzata conca glaciale d’Alpago nella sua parte alta, ovvero nel territorio di Tambre d’Alpago. Le stesse pendici del Cansiglio precipitano, invece, ammantate dal bosco, dalla grande spalla montuosa di Malga Mezzomiglio, verso le parte bassa in cui si colloca il bacino del Lago di Santa Croce. La Conca d’Alpago appare costellata da decine di insediamenti di piccola o minuscola entità ed esprime, in termini geografici e paesaggistici, una sorta di antitesi alla realtà del Cansiglio. Tanto appare selvaggio, forestale e solitario quest’uomo, quanto è addomesticata la prima, con la sua trama di paesaggio scandita dall’alternarsi di casolari, borgate, boschi, siepi e prati falciabili. Oltre all’Alpago, che la Foresta incontra e delimita nella fascia alta del suo margine sudorientale, il paesaggio si apre sugli orizzonti vastissimi della Val Belluna e la stessa Conca appare racchiusa dalle dorsali rocciose del Monte Dolada, del Crep Nudo e del Messe, che ne delimitano i margini settentrionali.

Il versante più suggestivo, però, è forse quello nordorientale, sul quale l’altipiano incontra il rilievo del Monte Cavallo, caratterizzando il paesaggio, anche del Cansiglio stesso. In questo passaggio, si può passeggiare in un mare di nebbia che appare nel primo mattino della primavera o dell’estate, per poi – alla sera – osservare come prendano possesso degli stessi luoghi i colori delicati del tramonto. Verso sud il margine del Cansiglio è costituto dalla sommità dei versanti carsici di Cadoltèn e di Pian dell’Erba, oltre il quale i versanti digradano ripidi e densamente boscosi verso le pianure del Veneto Orientale e del Friuli Occidentale. La montagna, qui, appare come un’affascinante e solitaria frontiera, al centro della quale si colloca il valico de La Crosetta. Osservare questo paesaggio di confine, in cui l’uomo sembra aver abdicato a favore di cervi e caprioli, è come leggere le vicende che hanno separato la storia del Cansiglio da quella della grande pianura.

Così si esprime sul Cansiglio Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto: “Quella tra l’uomo e questo luogo è da sempre un dialogo narrato dai rumori e dai ritmi della natura. E’ un colloquio per il quale le parole sono inadeguate, spesso anche del tutto inutili, e dove prevalgono invece le sensazioni, i suoni che non sappiamo o non possiamo più ascoltare, un contatto fisico fatto spesso di fatica ma anche della soddisfazione che essa sa dare quando diventa parte di un insieme del quale anche noi siamo e diventiamo elementi”. Secondo Zaia è difficile descrivere a parole il Cansiglio, quando è più facile viverne i silenzi e gli scorci. A dare man forte alle parole del Presidente della Regione, ci pensa Oscar Facchin, sindaco di Tambre, comune sotto il quale risiede il Cansiglio: “(Il Cansiglio, ndr) Non è un luogo isolato nella sua unicità, ma dev’essere inteso come spazio che dialoga con le realtà circostanti, con le quali è strettamente collegato non solo storicamente, ma anche nella contemporaneità per le importanti connessioni e sinergie che si possono rintracciare dal punto di vista del territorio, dello sviluppo turistico ed economico”. Insomma, se vuoi un Cansiglio…vai a visitarlo!

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