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Cime montuose si specchiano in acque cristalline

Cime montuose si specchiano in acque cristalline

di Valentina Bortolamedi

L’Italia può contare su oltre 7400 km di coste, ma non tutte le regioni possono avvalersi di questo patrimonio paesaggistico. Il Trentino, pur non avendo alcuno sbocco sul mare, offre molteplici possibilità di navigazione e balneazione, grazie all’ingente presenza di laghi: sono ben 297, di cui oltre 250 situati sopra i 1500 metri di altitudine. La forma rotondeggiante rimanda all’era glaciale e si visitano con escursioni in quota: la limpidezza delle loro acque sembra quasi raddoppiare il paesaggio, creando riflessi cangianti e giochi di luce. I laghi di dimensioni maggiori però si trovano sul fondovalle.

La parte settentrionale del Garda è meta rinomata per gli amanti del wind e del kite surf: in estate le sue acque sono invase da centinaia di vele che cavalcano le onde sospinte dal Peler, che soffia da nord a sud al mattino, e l’Ora, che alita in direzione opposta dal pomeriggio fino al tramonto. In Valsugana i laghi di Levico e Caldonazzo sono circondati da numerosi campeggi, dove alloggiano soprattutto turisti olandesi; molti sono anche gli autoctoni che cercano refrigerio dalla calura della città sulle spiagge.

L’importante patrimonio idrico trentino viene sfruttato anche per la produzione di energia elettrica. Il principale bacino artificiale della Provincia è il lago di Santa Giustina, si trova in Valle di Non ed è alimentato dal torrente Noce; nella centrale sotterranea di Taio, attiva delle turbine da 34.5 megawatt. L’omonima diga è alta 152,50 m e all’epoca della sua costruzione nel 1951 era la più alta d’Europa. Nel canyon sottostante è possibile effettuare una piacevole passeggiata, partendo dall’abitato di Dermulo e giungendo fino alle rovine di un antico eremo.

credit: Pietro De Grandi

Rimanendo nella valle rinomata per le mele, particolare è la storia del lago di Tovel, situato a 1178 m slm: fino agli anni ’60 del Novecento le sue acque si coloravano di rosso grazie all’azione dell’alga Tovellia sanguinea. Il fenomeno è cessato quando sono state introdotte importanti modifiche al pascolo delle bestie nelle malghe in altura, che hanno interrotto l’apporto di azoto e fosforo, elementi indispensabili per il proliferare dell’organismo color ruggine.

Spostandosi verso sud, il pittoresco lago di Toblino si trova sul fondovalle nel comune di Madruzzo ed è noto principalmente per l’omonimo castello, eretto su queste sponde come postazione di controllo per il passaggio da Trento alle valli del Sarca e del Chiese e come residenza dei vassalli del Principe Vescovo. Il territorio è circondato da un folto canneto ed è tutelato come biotopo, viste le particolari condizioni naturalistiche, che beneficiano del mite clima gardesano, permettendo la crescita di specie mediterranee.

credit: Marc Steenbeke

Sempre in zona del Benaco, nel Trentino meridionale, troviamo il lago di Ledro, raggiungibile da Riva del Garda, percorrendo l’omonima valle. Oltre a essere una pregevole meta per fare il bagno e prendere il sole, è noto per i ritrovamenti archeologici scoperti sulle sue rive; negli anni ’20 del Novecento, infatti, furono rinvenute tracce di insediamenti palafitticoli risalenti all’Età del Bronzo. Il Museo delle palafitte si trova a Molina di Ledro e oltre alla ricostruzione di un villaggio con le tipiche abitazioni preistoriche, può contare sull’esposizione di vari oggetti recuperati nell’area e databili a oltre 4000 anni fa.

Molti altri sarebbero gli esempi meritevoli di essere riportati, poiché come si è detto in apertura i bacini disseminati sul territorio sono molteplici. Tuttavia, questa sintetica panoramica già dimostra la grande varietà di ambienti e opportunità che offre il territorio Trentino, venendo incontro alle esigenze di diverse tipologie di turisti

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