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QUANDO LA TECNOLOGIA FA RIVIVERE LA STORIA: I REPERTI PUGLIESI

QUANDO LA TECNOLOGIA FA RIVIVERE LA STORIA: I REPERTI PUGLIESI

di Nicolò Valli

Oltre che per la classica movida di Lecce e Gallipoli e per l’esodo di turisti con le spiagge prese d’assalto da persone di tutte le età, il 2019 della Puglia ci lascia in ricordo anche due splendide immagini, che oltre a sottolineare l’incredibile trasparenza del mare riportano alla luce due reperti archeologici sensazionali: si tratta dei Sarcofagi del Re di San Pietro in Bevagna (provincia di Taranto) e delle Colonne Monolitiche di Porto Cesareo (Lecce). Separati da soli 25 km e sconosciuti ai più, questi plessi monumentali sono stati ripresi dall’alto nell’anno appena trascorso, suscitando ammirazione e curiosità e contribuendo così a diffondere ulteriormente il patrimonio culturale della regione.

I Sarcofagi del Re si trovano circa sei metri sotto il livello dell’acqua nei pressi del fiume Chidro, vicino alle coste di San Pietro in Bevagna; all’inizio dello scorso giugno è il fotografo professionista Cosimo Trono a riportare alla ribalta queste 23 vasche in marmo greco, risalenti al III secolo d.C. e probabilmente sprofondate durante un viaggio verso Roma.

Raramente visibili perché coperti dalla sabbia se non attraverso esplorazione subacquea, le foto di Trono hanno subito fatto il giro del web per la loro portata turistica ed al tempo stesso storica, considerato che per la prima volta si sono potuti ammirare le vasche non solo con maschera e boccaglio. Sfruttando infatti la splendida giornata di sole, le istantanee hanno permesso di documentare al meglio il segno di una civiltà passata.

Tre mesi prima invece, a Porto Cesareo, il videomaker Emiliano Peluso ha ripreso con un drone le stupefacenti Colonne Monolitiche: si tratta di 5 colonne in marmo cipollino lunghe 9 metri e risalenti al II secolo d.C, adagiate sotto il livello del mare di quattro metri e mezzo e quasi mai visibili durante l’anno. Il video di Peluso fa una panoramica di tutta la zona limitrofa, focalizzandosi poi sui ben visibili cinque pilastri che giganteggiano nei meravigliosi fondali salentini. Il video ha raggiunto oltre 30.000 visualizzazioni e non fa altro che testimoniare la variegata ricchezza di cui dispone la Puglia.

Sia i Sarcofagi che le Colonne sono dunque veri e propri musei a cielo aperto, scoperti già da tempo ma lasciati esattamente nella posizione in cui sono stati trovati, miracolosamente intatti e testimonianze incredibili del passaggio dell’uomo. Sono però serviti i potentissimi e sofisticati mezzi  tecnologici per diffondere la visione di queste meraviglie, troppo spesso dimenticate negli abissi e non valorizzate a pieno nel loro fascino. Anche se, in fondo, il mistero di questi plessi monumentali risiede proprio nella loro oscurità, le immagini hanno permesso a più persone di goderne la bellezza. La tecnologia dunque, a favore della promozione di natura e paesaggio: la regione Puglia gongola, e siamo certi che già a partire dalla prossima estate aumenterà il numero di visitatori invogliati a recarsi nello stivale d’Italia non solo per il mare cristallino, ma incuriositi dalla potenza di queste foto e di questo video.

Che poi, pazienza se molto probabilmente Sarcofagi e le Colonne resteranno invisibili agli occhi dei più: a volte quello che conta non è vedere, ma esserci… 

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