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L’ORRIDO DI PONTE ALTO: IL CANYON IN CITTÀ ATTRAVERSO LE PAROLE DI SANDRO ZANGHELLINI

L’ORRIDO DI PONTE ALTO: IL CANYON IN CITTÀ ATTRAVERSO LE PAROLE DI SANDRO ZANGHELLINI

di Sivia Vazzana

Non tutti sanno che a poca distanza da Trento città, risalendo un po’ la collina, ci si può immergere in uno spettacolo di natura incontaminata: l’Orrido di Ponte Alto, una forra scavata nei millenni dalle acque del Torrente Fersina, poi deviate dalla mano umana.

Forra, per i non addetti ai lavori, è sinonimo di canyon o – appunto – orrido: una gola profonda, a pareti verticali vicine tra loro, tra le quali scorre un corso d’acqua. Una descrizione perfetta, per questa gola millenaria, a due passi dal centro città.

Ha raccontato il suo Orrido Sandro Zanghellini, dottore naturalista e tra i quattro responsabili dell’associazione Albatros, che si occupa di formare le guide dell’Orrido. «L’Orrido è un estremo concentrato di cose, avvenimenti, fenomeni naturali, aneddoti storici», ha raccontato, «e anche se andare a visitare l’Orrido senza alcuna guida può essere soddisfacente, andarci con una guida permette di scoprire una serie di elementi, storie, caratteristiche del posto, e soprattutto di collegare assieme tutte queste cose in una specie di mosaico straordinario: il valore del luogo è ovviamente scenografico, grazie agli elementi naturali presenti, ma ha anche un valore storico-culturale fortissimo. Questi valori si esprimono al meglio quando la guida è capace di mettere in connessione tutte le parti che formano questo luogo: raccontare l’Orrido attraverso le storie dei grandi protagonisti della costruzione delle opere, ma anche raccontare il corso d’acqua che in migliaia di anni ha scavato il canyon, dona a tutte le persone che vengono a visitare l’Orrido una soddisfazione che raramente provi in altri siti».

Ha poi continuato: «Ci sono tanti posti belli in giro, ma qui si può ammirare l’acqua come assoluta protagonista: l’acqua che corre, si ferma, precipita, si ghiaccia sulle pareti, scorre attraverso le segrete – che conducono in luoghi nascosti. Ma anche il corso d’acqua, che scava nei secoli la roccia, fino ad arrivare a minacciare la città con le sue alluvioni: l’acqua nei rapporti buoni e cattivi con l’uomo. Il legame speciale che c’è tra le persone e l’acqua è dentro l’uomo da sempre, è atavico, primordiale: questo legame viene esaltato e moltiplicato quando si è davanti all’Orrido».

Un sito naturalistico dalla doppia anima, dunque, naturale e storica: nel Cinquecento, infatti, sono state realizzate opere di sistemazione idraulica, dette briglie, per prevenire le alluvioni nella città di Trento. Quella originaria è risultata essere tra le più antiche opere di ingegneria idraulica al mondo: la cosiddetta Serra di Ponte Alto è stata voluta dal Principe Vescovo Bernardo Clesio nel 1537, per sbarrare il materiale solido proveniente dal Torrente Fersina. Grazie anche all’ultimo restauro del 1850, la struttura ancora persiste.

Dal 2015, il percorso panoramico è stato riaperto al pubblico: guide esperte accompagnano i visitatori tra le gole verticali, salendo e scendendo per le pareti lungo scalinate, passerelle mozzafiato e balaustre affacciate direttamente sullo strapiombo. In caso di condizioni favorevoli, è persino possibile arrivare in cima alla parete, quasi alla base della cascata.

Per rendere il luogo ancora più suggestivo, negli ultimi tempi sono state promosse delle rappresentazioni teatrali lungo il sentiero attorno alla gola: dai Racconti dell’Orrido alla Chiamata alle Arti, gli artisti si sono cimentati nell’impresa di far rivivere nel paesaggio naturale suggestioni che di solito si immaginano in ambienti più artificiali. Occasioni uniche per creare un connubio tra Madre Natura e l’umano.

L’accesso è previsto solo se accompagnati da una guida, e costa 5 euro per gli adulti e 3 euro per i bambini sotto ai 12 anni. Il costo è proporzionato all’esperienza guidata, che dura circa 45 minuti e permette di addentrarsi fino ai più reconditi meandri dell’Orrido, in certe stagioni avvistando anche stalattiti pendenti dalle grotte.

L’apertura è prevista nei giorni di sabato e domenica, con partenza dei gruppi (massimo 22 persone) ogni ora, dalle 10 alle 18. Per motivi di sicurezza, in inverno è chiuso, riaprendo da primavera ad autunno a seconda del clima. In tutti i periodi dell’anno, è necessario presentarsi con scarpe adeguate, ed è consigliabile portare con sé una ventina per i passaggi nelle grotte.

Come indicato dalla Provincia di Trento, l’Orrido è raggiungibile con i bus extraurbani da Trento e da Pergine, oppure da Cognola (frazione di Trento) con i bus urbani, per poi proseguire a piedi per circa dieci minuti. In auto, invece, è consigliabile parcheggiare presso il centro sportivo di Cognola, in via Ponte Alto. Per maggiori informazioni, si può consultare il sito ufficiale www.orridopontealto.it

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