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Nella Bassa reggiana le golene del Po scatenano la vita

Nella Bassa reggiana le golene del Po scatenano la vita

di Laura Storchi

Nella Bassa Reggiana tra prati verdi, botoloni gialli, zanzare e chiesette scorre il Po. Il grande fiume, come lo chiamano gli abitanti dei paesi che lo conoscono, attraversa 3 regioni, 8 province e 83 comuni in Italia. E influenza il territorio con la propria presenza. La golena –ovvero il lembo di terra tra il letto del fiume e l’argine- diventa uno spazio caratteristico delle terre solcate dal Po, non solo per le sue utilità naturali di mitigare le esondazioni evitando che scavallino l’argine e inondino i paesi e per il suo terreno fertile, ma perché gli abitanti lo sfruttano per rendere speciale la loro terra, ne fanno un posto del cuore. 

Nella Bassa reggiana – formata dai comuni di Boretto, Brescello, Reggiolo, Novellara, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Poviglio – sono nate tante iniziative e progetti per rendere la golena un posto affascinante, amabile, divertente sia per un potenziale turista sia per chi vi vive. Spesso infatti le giovani generazioni, non vedono nella propria terra e nel po la ricchezza di risorse che i nonni della zona percepiscono e amano oltre alla tranquillità e all’accoglienza e amicizia che c’è nei piccoli paesi di origine contadina. Per questo negli ultimi anni sono, in primo luogo, fioriti locali quali bar e discoteche estive sulle rive del fiume: dal Lido po di Boretto, al famosissimo (anche per persone al di fuori della Bassa) Peace in po di Guastalla, dalla Baia a Luzzara al poco distante Argento vivo. Così alle ombre silenziose dei pescatori al tramonto sul fiume, si uniscono le lucine dei bar, il tintinnio di bicchieri che brindano e il vociare di giovani soddisfatti di poter fare aperitivo vicino a casa. Inoltre molti paesi hanno cercato di spostare le feste di paese nella golena o di comprenderla nelle celebrazioni sfruttando l’ampio spazio e la rigogliosa natura caratterizzata dai pioppeti. Non pochi sono gli eventi che, dalla primavera all’estate animano una terra che scompare quasi totalmente d’inverno. A Boretto, nei weekend, il ritrovo è all’alba sul fiume, per ascoltare musica classica. A Guastalla, durante il periodo pasquale, si tiene Georgica: festa molto popolare nella zona, ripropone ai visitatori piante, attività e passatempi di una volta. A Brescello, una volta all’anno c’è la marcia di benedizione del Po, rituale antico e trascendente che vede un corteo di persone, portanti il crocefisso, chiedere al fiume di benedire la terra con i suoi doni e allontanare le catastrofi naturali.

Un passo successivo è stato fatto poi nel 2012 quando, l’asilo Soliani Scutellari di Brescello, ha iniziato il suo progetto di scuola in golena. Un giorno alla settimana, con qualsiasi condizione climatica, tutti gli alunni, divisi in turni e accompagnati dalle proprie insegnanti e da una pedagogista, si recano nella vicina golena e partecipano a lezioni speciali poiché interattive e a stretto contatto con la natura.
Le attività che si svolgono? Innanzi tutto giochi e attività sportiva sfruttando lo spazio e l’aria fresca e pochi e semplici oggetti come una fune o una palla. Poi ci sono le attività di ricerca, osservazione e catalogazione di specie vegetali e animali di cui la golena è ricca. Ancora si fanno passeggiate sensoriali, magari a piedi scalzi, dove si tocca la natura, ne si assaggiano i frutti, si sentono i rumori o i versi (o anche il silenzio), si annusa l’aria e gli odori. Infine si chiede ai bambini di rappresentare, prevalentemente con disegni e pitture, ciò che hanno esperito.

L’idea è nata dalla sinergia tra l’asilo citato e ai progetti europei BRIC e al Learning to learn: queste ‘comunità’ di soggetti che dedicano il proprio lavoro allo sviluppo infantile, si sono focalizzati soprattutto sullo sfruttamento degli spazi pubblici di ogni cittadina e l’introduzione dei bambini – in età pre scolare prevalentemente – nella propria città. Questi percorsi sono usati prevalentemente nell’Europa del Nord, in Germania e in Regno Unito. Ma tra le grandi nazioni spicca anche la realtà italiana rappresentata prevalentemente dalla Bassa reggiana. Ad accompagnare queste azioni vi sono anche gli studi dell’Università di Modena e Reggio, che da anni approfondisce i temi trattati per implementare il servizio. Infatti da una piccola idea resa realtà nel 2012, sono diverse le altre scuole dell’infanzia presenti negli otto comuni che, anche con qualche modifica e personalizzazione, stanno emulando l’asilo Soliani Scutellari.

L’educazione in natura che nella bassa reggiana può facilmente prodursi sfruttando la golena ha diversi punti a suo favore. Tra questi vi è quello che non sviluppa solo un’autonomia individuale e organizzativa (il bambino deve indossare vestiti comodi, adatti alla stagione, mettersi gli stivali, la giacca e il cappello in autonomia e riempirsi la propria borraccia) ma anche un aspetto relazionale ed emotivo dato che lo spazio permette lavori di gruppo e giochi di squadra dove rafforzare i propri rapporti, aiutarsi a vicenda a superare le sfide poste oltre a presentare situazioni nuove che provocano nuove sensazioni ed emozioni ai bambini. Oltre a ciò, non è meno importante, lo sviluppo motorio in un ambiente naturale dove possono sorgere difficoltà e paure concrete da superare, favorendo non solo la crescita mentale ma anche l’implementazione delle attività motorie. L’utilità della natura circostante è quella di risvegliare la naturale curiosità e lo spirito di gioco dei bambini, la quale fantasia si accende con la cosa più banale ma si stancano poi facilmente. L’ambiente con la sua varietà trasforma il bambino in ricercatore, investigatore e creatore. Inoltre si sensibilizzano i futuri abitanti del posto all’ambiente e alla cittadinanza: la vicinanza con la natura fa capire quante forti connessioni ci siano tra tutti gli esseri viventi e insegna a rispettare l’ecosistema e l’altro.

Non meno importante è l’ultimo beneficio, quello della conoscenza delle proprie terre. Spesso ritenute brutte confronto ad altri paesaggi e povere e noiose confronto altre città più grandi, in realtà sono piene di piccoli tesori spesso sottovalutati, di tradizioni interessanti e di personaggi straordinari che non capiamo perché non arriviamo a conoscere bene la nostra terra. Educare fin da piccoli a un territorio selvatico e allo stesso tempo antropologizzato come quello della golena è il primo passo per appassionarsi alla propria terra. D’altronde: “Che cosa significa amare la propria terra? Imparare qualche cosa dalla terra dove si è nati. Se mi chiedessero a chi erigere un monumento, risponderei alla Bassa, a questa meravigliosa terra che non ha eguali nel mondo”, così diceva Cesare Zavattini, dopo essere nato, aver conosciuto e amato Luzzara.

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