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QUANDO AD EMIGRARE IN BRASILE ERANO GLI ITALIANI: la storia della famiglia Daolio

QUANDO AD EMIGRARE IN BRASILE ERANO GLI ITALIANI: la storia della famiglia Daolio

di Lorenza Carra

Il libro sulla famiglia Daolio è una pubblicazione importante per la storia di queste famiglie italiane emigrate, alla ricerca di un futuro migliore. Stampato nel formato 20×30, composto di 200 pagine con oltre 500 foto, scritto interamente in lingua portoghese, ci è stato dato da Galeazzo Nosari, in quanto la mamma Giuseppina, con il suo bisnonno è legata con la famiglia Daolio che si è trasferita in Brasile.

Storicamente, questo fenomeno ebbe il suo apice tra gli anni 1870 e 1920, l’età d’oro del lungo periodo chiamato “grande immigrazione”, dove gli italiani rappresentavano il 42% degli immigrati che si stabilivano in Brasile. Le ragioni principali di questa massiccia immigrazione in quell’epoca furono certamente la crisi economica in Italia, principalmente nel nord a causa del periodo della rivoluzione industriale in Europa, raffrontata con le opportunità e le nuove prospettive presenti in Brasile. A ciò si aggiunse la necessità per il governo brasiliano di colonizzare la terra, specialmente nel sud del Brasile, e la necessità per i lavoratori qualificati di sostituire il lavoro forzato dopo l’abolizione della schiavitù nel paese, nel 1888.

Gli italiani, grazie alle similitudini di lingua, religione e costumi, soddisfacevano le condizioni più apprezzate dalle autorità pubbliche brasiliane, dagli intellettuali e dagli imprenditori privati locali. La maggioranza assoluta degli immigrati aveva come destinazione iniziale il campo e il lavoro agricolo. Sappiamo che molti immigrati italiani, dopo aver lavorato anni nella raccolta del caffè, sono riusciti a raccogliere fondi sufficienti per acquistare la propria terra e sono diventati, oltre che agricoltori, anche commercianti e industriali. Dall’analisi della ripartizione per Regione italiana di provenienza (fonte: Osservatorio sulla formazione e sul lavoro degli italiani all’estero – Rapporto Paese “Gli Italiani in Brasile” – settembre 2008, Ministero degli Esteri), emerge che il 37,17% degli italiani residenti in Brasile è originario delle Regioni settentrionali, il 34,80% proviene dall’Italia centrale ed il restante 28,03% dalle Regioni meridionali. In particolare, quasi 60.000 famiglie emiliano-romagnole sono state interessate dal fenomeno, nel periodo 1876/1920.

La famiglia Daolio, originaria di Suzzara, piccolo paese sul confine tra Emilia-Romagna e Lombardia, si trasferì in Brasile il 2 gennaio 1885, alla ricerca di un nuovo futuro: la storia ufficiale ricostruita nel libro “A História da Famìlia Daolio” di Ivanete Shirley Daolio ed Edilberto Raimundo Daolio ci raccontagli ideali e i valori di questa famiglia, riannodando i fili del passato e ricostruendo l’albero genealogico degli antenati e del loro lungo viaggio, tramite foto e aneddoti che ne raccontano le imprese.

All’inizio degli anni ’80, da adolescente, Edilberto Raimundo Daolio elabora l’idea di ricostruire la genealogia della sua famiglia, coinvolgendo lo zio Eliseo nell’impresa. Lavorare a questa opera è stato un modo per vedere la famiglia “riunita”, perpetuare i ricordi del passato dei genitori, nonni, zii e cugini, e, per gli autori, una sfida per trovare le risposte a tante domande, raccontando la memoria degli immigrati coraggiosi che hanno lasciato la vecchia Europa per costruire un nuovo mondo.

Nel 1858 il capostipite della famiglia Daolio, Giuseppe, e la moglie Cecilia Consolini vissero a Suzzara, dove nacque Ovidio. Dal 1859 al 1864 il gruppo familiare si trasferì a Torricella, dove nacquero Giusto ed Erminia, che morì molto piccola. A Torricella la famiglia abitò a Corte Modrone: a pianterreno vivevano le famiglie che coltivavano la terra e al piano superiore i proprietari terrieri. Dopo questo periodo non sappiamo dove sia andato il gruppo familiare, li ritroveremo solo a Motteggiana nel 1883 e nel 1884, quando nacquero rispettivamente Tranquillo e Italo. La famiglia partì per cercare fortuna in Brasile. Salparono dal porto di Genova sulla nave “Cenicio” e sbarcarono nel Porto De Santos in Brasile il 2 gennaio 1885. Appena sei mesi dopo il suo arrivo, Giuseppe Daolio riuscì, grazie ai propri risparmi, al duro lavoro e alla sua intraprendenza, ad acquistare la sua prima proprietà.

Locandina per cercare immigrati italiani

Sicuramente la ricerca di un nuovo futuro in Brasile, così come rincorso da tantissime famiglie del nostro territorio, trova le proprie radici e il proprio motore in un sogno: aiutare a costruire un nuovo paese che avesse bisogno di braccia forti e salde, di cittadini coraggiosi, di un ideale di futuro e di lavoro. Il sogno è diventato realtà: gli italiani immigrati in Brasile devono molto a questa terra che regalò loro l’opportunità di una nuova vita, così come il Brasile deve molto alla colonizzazione italiana, in un’ottica di virtuoso scambio e arricchimento reciproco.

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