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NELLE ACQUE ITALIANE C’È DI TUTTO

NELLE ACQUE ITALIANE C’È DI TUTTO

di Martina Cuccuini

Sono sconcertanti le ultime rivelazioni del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque redatto dall’Ispra.

Per anni utilizzati come discariche dove smaltire i reflui delle lavorazioni industriali, i nostri fiumi, laghi, acque marino-costiere e falde sotterranee sono stati contaminati da scarichi inquinanti. Alle minacce del passato, oggi se ne aggiungono di diverse e non meno insidiose: pesticidi, antibiotici, microplastiche e creme solari. Il risultato è che in Italia circa il 60% dei fiumi e dei laghi non è in buono stato e molti di quelli che lo sono non vengono protetti adeguatamente.

Su dati del registro E-PRTR (European Pollutant Release and Transfer Register) è stato calcolato che dal 2007 al 2017 gli impianti industriali abbiano immesso, secondo le dichiarazioni delle stesse aziende, ben 5.622 tonnellate di sostanze chimiche in fiumi, laghi, falde e mari.

Una caratteristica dell’inquinamento di un fiume è quella che il danno si manifesta molto lontano rispetto al punto in cui sono stati riversati gli inquinanti. Inoltre, in dipendenza dalla turbolenza dell’acqua gli inquinanti vengono diluiti e diffusi per tutto il corso dell’acqua determinando così un lieve inquinamento diffuso.
Uno dei principali danni provocati dall’inquinamento organico è senz’altro l’anossia delle acque (impoverimento di ossigeno) che, a sua volta, determina una serie di fenomeni biologici molto gravi. L’azione di degradazione dei batteri (biodegradazione) porta ad un esaurimento dell’ossigeno disciolto che, a sua volta, provoca la moria di tutti gli organismi che di esso hanno bisogno. Questa situazione rimane fin quando il fiume non torna pulito. In altri casi, invece, prevale l’aspetto infettivo soprattutto se a valle della zona contaminata ci sono dei punti di approvvigionamento idrico a scopo potabile. In questo caso esistono dei casi di autodepurazione ma l’attenzione maggiore degli igienisti è rivolta alla presenza di Salmonella, enterobacteriaceae, enterococchi ed enterovirus. Non meno importante è l’inquinamento organico industriale che comprende solidi grossolani sospesi o sedimentabili, solventi, sostanze schiumogene o maleodoranti, antibiotici, pesticidi, insetticidi.

In alcune regioni la contaminazione delle acque risulta molto più diffusa della media nazionale. Supera il 70% nelle acque superficiali monitorate in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, con picchi del 90% in Toscana e del 95% in Umbria. Per le acque sotterranee il primato negativo è della Sicilia, con il 76% dei punti di prelievo contaminati, seguita da Friuli Venezia Giulia con il 68.6% e Lombardia con il 50%. L’Ispra rivela che sono state trovate miscele di sostanze, fino a 48 in un singolo campione d’acqua, quindi con una tossicità più alta rispetto a quella dei singoli componenti.

Il bilancio dei monitoraggi avvenuti tra il 29 giugno e il 5 agosto di quest’anno è purtroppo assai critico. Dei 361 prelievi effettuati in 28 laghi italiani, uno su quattro è risultato fuori dai limiti di legge, mentre per quanto riguarda l’acqua prelevata lungo le coste un campione su tre è troppo inquinato. I parametri utilizzati sono microbiologici, nelle acque sono stati ricercati Enterococchi intestinali e batteri fecali come l’Escherichia coli.

Per quanto riguarda i laghi, dei 28 analizzati il 28% è inquinato o fortemente inquinato e sono state riscontrate cariche batteriche oltre i limiti di legge anche nelle acque considerate balneabili.

Tra le aree maggiormente inquinate troviamo le foci sul Lago di Garda, gli scarichi sul Lago d’Iseo, nonché le foci dei torrenti sul Lago Maggiore e sul Lago di Como. Fortemente inquinate anche le foci sul Trasimeno e sul Lago di Bolsena.

Non va meglio per le acque marine, dei 259 campioni prelevati lungo le coste, di cui il 47% nei pressi delle foci di fiumi e canali, il 34% è risultato inquinato o fortemente inquinato.

Le situazioni peggiori sono state registrate proprio a livello delle foci, su 121 foci campionate, il 54% è risultato oltre i limiti di legge a riprova del fatto che siano i fiumi, con la loro elevata carica batterica, la principale causa di inquinamento del mare.

Nei tratti di costa considerati non balneabili, nel 70% dei casi non è presente alcun divieto di balneazione e dunque non esiste un’informazione adeguata per eventuali bagnanti, che possono correre rischi non da poco.

Campioni fortemente inquinati sono stati prelevati in alcune aree del versante adriatico, in particolare a Riccione, in Emilia Romagna e a Martinsicuro, Francavilla al Mare e Rocca San Giovanni, in Abruzzo. Le criticità maggiori riguardano però soprattutto il versante costiero tirrenico, in particolare in Toscana, dalla Partaccia a Camaiore. Anche la Liguria nelle zone di Nervi, Santa Margherita Ligure e Lavagna presenta zone con un elevato tasso di inquinamento. In diverse regioni del centro e del sud tra cui Lazio, Campania, Calabria e Sicilia il numero di punti fortemente inquinato è superiore alla media poiché risultano assenti gli impianti di depurazione e di allacciamento alla rete fognaria.

A inquinare fiumi, laghi e mari è infatti soprattutto la scarsa efficienza, o addirittura l’assenza, di impianti di depurazione e di allacciamenti alla rete fognaria. La situazione rischia di peggiorare ulteriormente a causa dell’emergenza sanitaria, con l’uso di mascherine guanti usa e getta che non possono essere riciclati e che spesso finiscono abbandonati nell’ambiente. Servono maggiori controlli nelle aree più a rischio, serve un adeguamento degli impianti di depurazione e il completamento della rete fognaria. Risulta indispensabile la collaborazione di tutti i cittadini.

I meccanismi inquinanti e le loro conseguenze sono spiegati brevemente e chiaramente in un interessante video, realizzato lo scorso giugno da Legambiente, intitolato “H2O La chimica che inquina l’acqua”. Di seguito il link di collegamento:

Fonti articolo:

Inquinamento delle acque (protezionecivile.gov.it)

Inquinamento Fiumi – Ecoo.it

Inquinamento, classifica delle acque: “Il 60% di fiumi e laghi contaminati da industria, pesticidi, microplastiche”. Mappa Legambiente – Il Fatto Quotidiano

Inquinamento dei fiumi (anisn.it)

Inquinamento da plastica, la soluzione di Seads per ripulire i fiumi (greenplanner.it)

L’horror story dell’inquinamento industriale dei fiumi italiani – La Stampa

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