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Transumanza bene materiale Unesco: Il Molise ci prova

Transumanza bene materiale Unesco: Il Molise ci prova

La transumanza è l’antichissima tradizione di movimento stagionale del bestiame dai pascoli di montagna a quelli di pianura e viceversa. Questa migrazione serve ad assicurare al bestiame un buon pascolo e un clima ottimale per tutto l’arco dell’anno. In Italia questa antica tecnica iniziò ad essere praticata in Abruzzo, Molise e Puglia, con estensioni verso il Gargano e le Murge.

La riunione plenaria dell’Unesco, tenutasi a Bogotà, il 12 dicembre 2019, ha sancito la transumanza come “patrimonio immateriale dell’umanità”. Un riconoscimento che unisce tutta l’Italia, ma, in particolare, il Molise dove i tratturi della transumanza sono ben conservati. Un cammino iniziato cinque anni prima, quando il 16 giugno 2016 venne firmato lo storico protocollo d’intesa tra Molise, Puglia e Abruzzo, per la valorizzazione turistica e culturale dei tratturi, e per il riconoscimento della pratica della Transumanza quale patrimonio identitario delle regioni firmatarie. Di lì l’ascesa con l’adesione di altre tre regioni italiane, Lazio, Campania e Basilicata, e l’unione con altri territori europei.

La transumanza che avveniva lungo questi sentieri coinvolgeva Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. Lo spostamento degli animali e dei loro padroni, in autunno verso le pianure più calde della Puglia e in primavera verso le montagne più fresche di Abruzzo e Molise, significa immergersi nella storia di questi territori. Percorrere oggi i tratturi significa fare un tuffo nel passato, immaginare quelle distese erbose coperte di pecore, un modo per comprendere la vera essenza del Molise, una regione di antiche tradizioni ancora ben conservate e troppo poco conosciute. I tratturi erano costellati di corsi d’acqua, aree di riposo e di stazionamento, dove le greggi potevano sostare fino a 3 giorni e 3 notti consecutivi.

Spesso queste vie erano usate anche per i servizi postali, per lo spostamento delle persone o per il commercio, che avveniva invece principalmente via mare, quando era possibile. La transumanza ha dato forma in maniera concreta al territorio molisano. Difatti, più di 70 paesi del Molise sono nati proprio su queste antiche direttrici, tra cui le città di Campobasso ed Isernia.

I tratturi che attraversano il Molise sono quattro: particolarmente affascinante è quello che partiva da Pescasseroli in Abruzzo e che arrivava a Candela in Puglia, coprendo una distanza superiore a duecento chilometri. Oggi è possibile rivivere questa tradizione millenaria grazie ad alcuni trekking diffusi sul territorio. Un percorso in cui si possono conoscere i vari paesi del Molise, visitare piazze e castelli, ed assaporare l’enogastronomia locale. Un viaggio nella storia e nella cultura di queste regioni.

La regione Molise, ora, però, punta ad un nuovo traguardo mondiale: si è tenuta poche settimane fa la prima riunione del Comitato tecnico-scientifico per il riconoscimento della Transumanza quale patrimonio “materiale” dell’Unesco. Continua il percorso Unesco, passando dalla candidatura immateriale acquisita ad una candidatura materiale, in piena sinergia con gli stessi paesi del partenariato internazionale”, afferma Carmelina Colantuono, madrina internazionale della Transumanza.

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