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PARCO DELL’ACQUA IN BRIANZA. UN PROGETTO DA REPLICARE

PARCO DELL’ACQUA IN BRIANZA. UN PROGETTO DA REPLICARE

di Luciano Nervo

 

Non ha niente a che vedere con un parco acquatico, se non per la somiglianza del nome e per la centralità dell’acqua nel progetto.

Il nuovo Parco dell’acqua, che sarà pronto tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, è ideato da BrianzAcque, gestore del servizio idrico nella provincia di Monza e Brianza, e rientra nella categoria di “Green Infrastructure” , ovvero un’infrastruttura che possa risolvere determinati problemi di natura ambientale in determinate aree in una modalità completamente sostenibile.

In questo caso stiamo parlando di un parco incentrato in un nuovo bacino d’infiltrazione, ovvero una depressione nel terreno coperto da vegetazione igrofila (adatta alle zone umide e paludose) dove possano confluire tutti gli eccessi di acqua derivanti principalmente da piogge ed esondazioni, per poi essere assorbite correttamente dal terreno. Il bacino, grazie alla sua capacità di 13.000 metri cubi, andrà quindi a risolvere i ricorrenti problemi di allagamenti in quella zona.

 

Attorno sorgeranno canali idrici convergenti verso il bacino, ma anche piste pedonabili, ciclabili, panchine, zone pic-nic e infine anche aree giochi e percorsi ludico-didattici per i più piccoli. La zona in questione, situata tra i comuni di Arcore e Peregallo, era marginale, destinata all’abbandono anche a causa dei problemi di allagamenti, e in questo modo rinascerebbe rendendosi funzionale nei confronti dell’ambiente e della società.

“Il Parco dell’Acqua – secondo le parole di Enrico Boerci, presidente e amministratore delegato di BrianzAcque, espresse durante la presentazione del progetto – è espressione di una sintesi che concilia il superamento del problema degli allagamenti con la valorizzazione dell’acqua e di aree verdi, con un impatto positivo sul territorio e sulla qualità della vita. Sono opere strategiche e dalle forti implicazioni ecologiche, sociali ed economiche. Un modello virtuoso che pensiamo di riproporre anche altrove”.

Il modello infatti ha ottenuto molti consensi positivi, in primis dalla Regione Lombardia che coprirà più della metà della spesa necessaria (359.000 euro su un totale di 647.000), tanto che è già in programma un altro Parco dell’Acqua tra i comuni di Bernareggio e Carnate, il cui completamento è per ora previsto per il 2022, e avrà una superficie doppia rispetto al precedente, di ben 24 mila mq.

 

 

 

Decisamente una bella iniziativa che al momento sembrerebbe non avere alcun lato negativo: viene ridata vita a zone morte, viene risolto un serio problema ambientale e vengono infine creati nuovi luoghi d’incontro e socialità.

 

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