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L’Eremo di Celestino V vince l’Italia sopra i 600 metri: alla scoperta dell’Abruzzo e delle sue meraviglie

L’Eremo di Celestino V vince l’Italia sopra i 600 metri: alla scoperta dell’Abruzzo e delle sue meraviglie

di Michele De Blasis

 

“E’ motivo di grande orgoglio e soddisfazione vedere il nostro Eremo in vetta alla classifica, davanti a gioiellini non indifferenti, nono anche nella graduatoria generale, tra i dieci Luoghi del Cuore più amati in Italia”.

Ha commentato così Annamaria Casini, sindaco del Comune di Sulmona dopo la vittoria del premio “Italia sopra i 600 metri” del FAI. “Ringrazio sentitamente il direttivo e tutti i soci del FAI Sulmona Tre Valli, per l’intenso e incessante lavoro portato avanti da questa estate, teso a far emergere l’immenso patrimonio e la ricchezza meno nota ma comunque molto significativa d’Italia”.

L’Abruzzo è affascinante perché è vario: passare dalla montagna al mare, o viceversa, è davvero molto semplice e soprattutto lo si può fare nel giro di poco tempo. A proposito di montagna, uno dei luoghi più conosciuti del territorio centrale abruzzese, è l’Eremo di Celestino V situato sul monte Morrone, nei pressi di Sulmona in provincia de L’Aquila. Il luogo preso in questione è riconosciuto sia a livello regionale che nazionale per la sua stupenda vista sulla Valle Peligna, tanto da esser arrivato primo nella classifica nazionale speciale ”Italia sopra i 600 metri” della X edizione dei Luoghi del Cuore del FAI (Fondo Ambiente Italiano) con ben 22.442 voti. Questo successo è importante anche dal punto di vista economico: infatti al Comune di Sulmona arriverà un contributo di 20mila euro per il restauro degli affreschi presenti nella cappella.

 

L’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone è un edificio religioso, monumento nazionale dal 1902, posto sulle pendici dell’omonimo monte, che custodisce la memoria di Pietro Angelerio (o Pietro da Morrone), il frate eremita che qui visse e che divenne papa nel 1294 con il nome di Celestino V e poi santo. Il percorso nella montagna è accessibile a tutti e deve il suo aspetto attuale grazie al restauro realizzato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Al termine del sentiero sterrato si attraversa un grazioso porticato e si accede, così, all’eremo vero e proprio e si può entrare in una chiesetta che custodisce affreschi notevoli di epoca medievale. Proseguendo il percorso si raggiungono le celle in cui dormivano Pietro da Morrone ed i suoi discepoli. Successivamente una scala conduce al piano superiore, dove la terrazza riconduce sul meraviglioso panorama peligno. Su questa terrazza, secondo la leggenda, i frati lanciavano i sassi nel precipizio in segno di allontanamento delle tentazioni.

 

Non c’è una data ben precisa sulla nascita di Pietro da Morrone, ma gli studi denotano che la sua vita iniziò nel 1215 ad Isernia mentre la sua morte è datata il 19 maggio 1296 a Fiumone (FR).Dopo un breve periodo trascorso nel monastero di Santa Maria in Faifoli, Pietro fugge alla ricerca della solitudine estrema e si ritira, per tre anni (1235-1238), in una caverna vicino Palena (AQ), dove sorgerà il santuario di S. Maria dell’Altare. Da qui, nel 1238, si reca a Roma dove studia e consegue i voti sacerdotali.

Lascia Roma nel 1241 e si ritira alle pendici del Morrone, ai piedi di Sulmona (AQ), in una grotta vicino ad una chiesetta dedicata alla Madonna. In questo luogo la sua santità richiamò molti discepoli, desiderosi di condividere con lui la vita eremitica. Ma nel 1246 Pietro decise di spostarsi in un luogo più appartato e si diresse sulla Maiella dove cominciò a dimorare nell’eremo di Santo Spirito, vicino Roccamorice. In questo luogo fu molto importante per lui: infatti vi restò per circa 50 anni. Nel 1264, poiché la Comunità dei Fratelli di Santo Spirito a Maiella diventava sempre più grande, Pietro decise di farla riconoscere dalla Chiesa chiedendone l’approvazione. Nel 1273, ormai sessantenne, per sostenere la causa della sua Congregazione che rischiava di essere soppressa, si recò a piedi in pieno inverno a Lione dove si trovava il Papa, e l’impresa fu coronata da successo.

Nel giugno del 1293 comunica la sua irrevocabile decisione di ritirarsi sul Morrone e va a vivere all’Eremo di S. Onofrio, dove il 17 luglio 1294 lo raggiunge la notizia del suo pontificato. Erano ormai 27 mesi che era morto Papa Niccolò IV e gli undici cardinali non riuscivano a trovare un accordo. Il re Carlo II d’Angiò, il quale aveva bisogno di un papa che ratificasse l’accordo con gli aragonesi per la restituzione della Sicilia, convinse Pietro da Morrone a scrivere ai cardinali per sollecitare l’elezione del pontefice. Ma i cardinali individuarono proprio in Pietro la figura di riferimento in uno dei periodi più controversi della Chiesa. Lui ricevette la notizia il 17 luglio, ma l’elezione era avvenuta il 5 luglio. Il 29 Agosto 1294, all’età di 79 anni, fu incoronato papa a L’Aquila con il nome di Celestino V.

Lasciata L’Aquila fu costretto a seguire il re a Napoli, dove visse più da eremita che da papa, fino a quando, lontano dalle lusinghe del potere, il 13 dicembre dello stesso anno, fa rinuncia al papato e riveste il saio da eremita. Celestino raggiunge il Morrone ma deve fuggire perché braccato da Bonifacio VIII, il quale teme uno scisma; viene però catturato e portato nella rocca di Fumone, dove il vecchio eremita si spense il 19 maggio 1296.

In relazione al premio vinto, l’Eremo di Celestino V è stato protagonista su Rai 3 nella puntata di Geo&Geo andata in onda lo scorso 25 febbraio. Federica Ammiraglio, responsabile del progetto I luoghi del Cuore, il censimento nazionale dei luoghi da non dimenticare e tra i principali progetti del Fai (Fondo Ambiente Italiano) ha parlato dell’Eremo vincitore della classifica speciale Italia sopra i 600 metri: “Una bella vetrina promozionale per il nostro territorio che può vantare questo gioiello incastonato sul Morrone risultato primo nella classifica speciale Italia sopra i 600 metri e tra i dieci più votati nel censimento nazionale I Luoghi del Cuore del Fai Fondo Ambiente Italiano”.

 

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