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“Tessano” e “Brugneto”: vini di San Marino tipici e sostenibili

“Tessano” e “Brugneto”: vini di San Marino tipici e sostenibili

Il vino è da sempre una parte importante per la cultura del territorio sammarinese. Basti pensare che la prima documentazione storica che testimonia quanto le viti fossero importanti per la comunità risale al XIII secolo. Nel 1352 le vigne vengono addirittura protette da specifici articoli che prevedono pene pecuniarie a chiunque le danneggi.

Ed è proprio di vino che si occupa da sempre il “Consorzio Vini Tipici di San Marino” che dal 1976 raccoglie tutti i produttori della Repubblica. Fiori all’occhiello dell’ associazione, due vini rossi ad Identificazione d’Origine, il Tessano e il Brugneto che sono prodotti relativamente giovani. Il primo infatti nasce intorno al 2000/2001 mentre il secondo intorno ai primi anni 90.

Elegante e delicato uno, asciutto e corposo l’altro , questi due prodotti enologici hanno la peculiarità di seguire un progetto particolare, detto “Progetto d’Elite”; grazie ad esso infatti determinati viticoltori si impegnano a portare avanti un protocollo dedicato, diverso rispetto alla viticultura classica. Il fine è il raggiungimento di alti obiettivi qualitativi che si ottengono appunto attraverso diradamenti particolari, cimature, defogliazioni, lavorazioni del terreno e potatura.  Sicuramente un protocollo più restrittivo e impegnativo da portare a termine, soggetto a controlli annuali da parte dell’associazione, ma essenziale affinché i due rossi abbiamo lo speciale gusto che li caratterizza. Una volta ultimato il processo, per ottenere un’identificazione d’origine, è necessario inviare un campionamento all’Ufficio Agrario, che verifica i parametri organolettici e analitici. Il Tessano e il Brugneto, avendo vinificazioni diverse rispetto ai “classici” vini subiscono una fermentazione e una macerazione a contatto con le bucce delle uve più lungo, in modo da ottenere maggiore colore e struttura. Il processo ovviamente allunga un pochino i tempi. Successivamente, terminata la fermentazione malolattica, ovvero una seconda maturazione in acciaio, questi due vini subiscono un diverso affinamento. L’imbottigliamento, semplice ed elegante per entrambi i prodotti, è lo step finale, dopodiché i vini devono riposare. I tempi di uscita per il Brugneto sono almeno due anni; attualmente infatti è in vendita l’annata del 2016. Il Tessano invece viene venduto a tre anni dalla vendemmia, motivo per cui oggi è possibile acquistare l’annata del 2015.

“Negli anni abbiamo ottenuto diversi riconoscimenti da parte di guide e concorsi mondiali, che ci hanno reso molto fieri e soddisfatti del nostro lavoro, in quanto riconosciuto anche da personalità esterne a San Marino.” Ci racconta Michele Margotti, enologo responsabile di produzione presso il Consorzio Vini Tipici di San Marino.

I due vini sono tra i prodotti più apprezzati dai cittadini sammarinesi, che amano accostare il loro gusto a carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati. Nonostante la popolarità di cui godono nel territorio, la vinicola ha deciso di puntare anche su altri prodotti, per diversificare un pochino la vendita.

“Ogni anno ci impegniamo a mandare campionature che non riguardano solo il Tessano e il Brugneto. Per esempio quest’anno il Biancale, un vino bianco autoctono secco, ha ottenuto due bicchieri sulla guida del Gambero Rosso, vincendo l’oscar per il miglior rapporto qualità prezzo.”

Con un mercato principalmente interno, infatti solo un 10% delle produzioni viene esportata, il Consorzio Vini Tipici di San Marino porta avanti nel territorio la cultura e l’amore per il vino con un pizzico di innovazione.

“Siamo felici di portare avanti una tradizione del territorio, ma allo stesso tempo ci teniamo a far comprendere ai nostri consumatori che il Consorzio non è più la cantina sociale di 30/40 anni fa. Abbiamo cercato infatti di virare verso un discorso di qualità e innovazione, investendo in nuove cantine e vigneti.”

FOTO: SAN MARINO

 

 

 

 

 

 

 

Inoltre, da quando è stata rinnovata, la struttura si impegna ad attirare non solo l’acquirente amante del vino, ma un seguito più ampio mettendo a disposizione la cantina per incontri, mostre fotografiche, esposizioni di quadri e svariati altri progetti per staccarsi un pochino l’immagine da vecchia cantina del passato. Un’altra politica interessante adottata dall’azienda è quella della sostenibilità. Il Consorzio Vini Tipici di San Marino infatti si è adoperata in una serie di provvedimenti volti a ridurre l’impatto ambientale, come per esempio l’alleggerimento del peso delle bottiglie (in modo da utilizzare meno materiale), l’utilizzo di un impianto fotovoltaico e la produzione, tramite parti di scarto come raspi e vinacce, di un compost organico per concimare i vigneti.

“Così piccoli, così unici” scrive l’azienda vinicola sul suo web site, un motto a dimostrare quanto sia effettivamente una piccola ma grande realtà che da sempre rappresenta un punto fermo per il territorio sammarinese.

 

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