Comincia nel 2018 l’avventura di River Cleaning. Dall’evidenza drammatica della plastica che finisce in mare: 8/9 milioni di tonnellate che ogni anno vengono trasportati dai fiumi.

“Noi – dice Vanni Covolo Ceo di River Cleaning- abbiamo cercato una soluzione efficace che ci permettesse di intercettare i rifiuti in plastica prima che finiscano in mare e portarli a nuova vita attraverso il riciclaggio”. Il  sistema è costituito da boe intelligenti che riescono a intercettare i rifiuti che galleggiano, senza energia esterna, ma sfruttando la corrente dell’acqua, senza dare fastidio alla flora e fauna e senza creare sedimenti marini.

“Insomma una soluzione efficace, sostenibile e soprattutto pensata per tutti i fiumi. Ovvero valida ovunque, in tutto il mondo, visto questa possibilità di intercettare i rifiuti non impedisce la navigazione dei natanti, grandi e piccoli”. Ma il sistema di pulizia dei fiumi, che fa leva su una serie di brevetti, oltre ai rifiuti plastici oggi è in grado di assorbire anche parte dei rifiuti oleosi.

Ciò attraverso un sistema più complesso che permette ili filtraggio automatico della prima parte, quella più superficiale, dell’acqua che scorre, in modo da poterlo applicare ai fiumi più inquinati.

Questo sistema consentirebbe anche di intervenire in incidenti di gravità più grande, come ad esempio quelli causati dallo sversamento di petrolio in mare. Il sogno di River Cleaning è che si faccia strada la consapevolezza che partendo dagli affluenti, dai piccoli torrenti e canali, sia possibile intervenire prima che i rifiuti plastici diventino un problema troppo grande. Ma servono anche investitori che consentano di intervenire su scala globale, perchè nel mondo i fiumi inquinati sono migliaia.

“Ma River Cleaning – conclude Vanni Covolo – è anche una straordinaria opportunità per trasformare la consapevolezza ambientale in business, in grande occasione per investire e creare occupazione economicamente sostenibile.