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Spunta un lago in mezzo al cemento. A Roma

Spunta un lago in mezzo al cemento. A Roma

di Camilla Bernardoni

 

Nei primi anni’90 iniziarono i lavori di costruzione di un centro commerciale che avrebbe dovuto sorgere sull’area dell’ex fabbrica SNIA Viscosa, nel quartiere Pigneto-Prenestino a Roma. Qualcosa però non andò per il verso giusto: durante i lavori venne accidentalmente intercettata una falda acquifera e l’acqua cominciò incontrollabilmente a sgorgare in superficie. Nonostante i tentativi di deviare il flusso d’acqua verso le fognature, l’impeto della natura ebbe la meglio e l’acqua iniziò a riempire lo scavo creatosi, dando origine ad un vero e proprio lago naturale.

L’errore dei costruttori fu infatti quello di non considerare che sotto l’ex area industriale – ubicata peraltro nella località un tempo denominata “Acqua Bullicante” – vi fosse una falda acquifera del fosso della Maranella.

Una svista che ha dato vita ad un fenomeno straordinario. Nel cuore di un quartiere romano altamente cementificato nasce infatti “per sbaglio” – o forse, “per fortuna” – un piccolo polmone verde: il lago Bullicante (o lago ex SNIA-Viscosa), uno specchio d’acqua pura di 10.000 mq che negli anni ha generato un proprio ecosistema ed una ricca biodiversità, alimentato ancora oggi dalle acque sorgive che scorrono nel suo sottosuolo.

Una vicenda talmente incredibile da impegnare i cittadini di Roma in una battaglia che dura da 25 anni: quella per la tutela del lago e dell’area verde circostante dalle azioni speculative da parte di privati.

Dal 1994 fino ai giorni nostri, si opposero e lottarono per salvare il lago dalla costruzione di un grande impianto natatorio (in occasione dei Mondiali di Nuoto del 2009), poi da altri progetti edilizi destinati a residenze, attività commerciali, alla costruzione di quattro torri alte cento metri e persino alla copertura del lago.

L’attiva mobilitazione dei romani, che presero subito a cuore la causa, consentì di mettere in sicurezza l’ecosistema dell’area ex-SNIA dalle molte speculazioni e di raggiungere traguardi importanti su questo fronte. Nel 1997, riuscirono ad ottenere l’esproprio rendendo l’area accessibile al pubblico – che divenne di proprietà comunale – ed inaugurando il “Parco delle Energie”; nel 2007, a tutela del lago e del parco, nacque il Comitato del Parco delle Energie e nel 2008 venne costituito il Forum Territoriale Permanente del Parco delle Energie che si occupò della sua gestione e manutenzione.

Tuttavia, soltanto nel 2014 l’area divenne ufficialmente destinata a parco pubblico, sventando quindi il rischio che il patrimonio naturale ex-SNIA potesse tornare nuovamente nelle mani di altri speculatori. Questo fu possibile grazie ad una petizione che richiamò l’attenzione su una problematica sorta: “se entro il 14 agosto 2014 l’area dell’EX Snia Viscosa, di proprietà Comunale da dieci anni, non verrà destinata a parco pubblico, scadranno i termini dell’esproprio territoriale e tutta l’area tornerà nella mani dei privati”. Fortunatamente anche quest’ultima causa fu vinta, grazie anche al contributo del gruppo musicale Assalti frontali che, nella canzone “Il lago che combatte”, si fece portavoce della denuncia che da tempo animava la città di Roma: “Se sei con noi adesso alza la tua mano”.

 

Tuttavia, la lotta alla definitiva messa in sicurezza dell’area ex-SNIA non si è ancora conclusa.

Proprio questo febbraio 2021, i cittadini romani hanno chiesto che venisse espropriata anche l’area rimasta finora esclusa dalla tutela e che corrisponde ben ad un 40% della superficie totale. Ancora oggi, quindi, si tratta di un lago che combatte.

Un lago naturale sorto in un contesto industriale e circondato dal cemento: una meravigliosa contraddizione. È la dimostrazione, di come la natura sappia non solo prendersi il suo spazio ma anche adattarsi ad una cornice a lei completamente estranea, dando vita ad un vero e proprio miracolo.

Purtroppo, però, il lago Bullicante è anche un esempio di fenomeno naturale costretto a scontrarsi continuamente con l’uomo che ne ostacola la libertà di manifestazione. L’essere umano che, acciecato dal materialismo, dal profitto, dalla superficialità, non riesce a capire quando è il momento di farsi da parte e che il patrimonio naturale che lo circonda vada salvaguardato con assoluta priorità e urgenza.

Il nostro sbaglio risiede ancora nel non saper cogliere il valore della natura: una forza per noi ancor più benefica, proprio quando inserita all’interno di un contesto urbano ingrigito.

 

In mezzo ai mostri de cemento
Il lago è ‘n sogno che s’avvera
E la natura che resiste
Stanotte Roma è meno nera

[Assalti frontali – Il lago che combatte]

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