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La crociera del futuro è alimentata a idrogeno

La crociera del futuro è alimentata a idrogeno

di Federica Morichetti

 

La Divisione Crociere del gruppo MSC ha dato inizio ad un progetto ambizioso che prevede entro il 2022 lo sviluppo di grandi navi da crociera alimentate a idrogeno. Un obiettivo che prevede l’impegno di altri due grandi nomi del trasporto marittimo italiano: Fincantieri e Snam.

Il progetto, firmato dalle tre aziende il 26 luglio, mostra l’impegno per lo sviluppo sostenibile di uno dei settori più inquinanti al mondo e segue le direttive europee che prevedono un utilizzo sempre più frequente delle tecnologie a idrogeno. Si tratterebbe di un primato mondiale che porta il segno del Made in Italy.

 

Il progetto

Nel corso dei prossimi 12 mesi i firmatari si impegnano, attraverso un’attenta collaborazione e un approfondito lavoro di ricerca, a definire gli elementi fondamentali dell’utilizzo delle nuove tecnologie per la loro applicazione nel settore delle crociere.

In particolare, sarà importante determinare “l’organizzazione degli spazi a bordo per ospitare le nuove tecnologie H2 e le celle a combustibile” come indicato in una nota ufficiale per Ansa, così come tutto ciò che concerne la gestione dell’idrogeno, dal fornitore allo stoccaggio nella nave, e i relativi costi.

L’eventuale esito positivo del progetto porterebbe un importante cambiamento nell’intero settore “inviando al contempo al mercato il segnale più forte possibile su quanto seriamente prendiamo i nostri impegni per l’ambiente” come dichiara Pierfrancesco Vago, direttore esecutivo della Divisione Crociere del gruppo MSC, per Il Corriere. Un gesto volto al mantenimento di una grossa promessa fatta da MSC: navi a zero emissioni entro il 2050.

 

Un cambiamento necessario

In seguito agli incendi che hanno colpito diverse regioni Italiane durante un’estate da temperature record e i disastri ambientali subiti dalla Germania, sono stati numerosi gli avvertimenti lanciati dagli esperti riguardo gli effetti irreversibili del surriscaldamento climatico.

La concentrazione di anidride carbonica alta come mai in milioni di anni e l’innalzamento dei mari di 20 cm nell’ultimo secolo (specialmente nell’ultimo decennio) parlano chiaro: è necessario agire in fretta.

Ciò è ancora più vero per il settore dei trasporti aerei e marittimi, le cui emissioni sono aumentate negli ultimi anni, nonostante i numerosi progressi.

Secondo L’Agenzia europea dell’ambiente “In assenza di nuovi interventi, entro il 2050 le emissioni di anidride carbonica dal settore dei trasporti marittimi nel suo complesso potrebbero rappresentare il 17 % di tutte le emissioni di anidride carbonica”.

Questo perché “dal 1990 il numero dei passeggeri aerei in Europa e in tutto il mondo è triplicato” – ricorda il rapporto TERM dell’agenzia – “inoltre, abbiamo assistito alla diminuzione dei costi dei voli civili, con un incremento delle quote di mercato dei vettori low cost”.

Si tratta di un aumento complessivo dei passeggeri e della lunghezza delle tratte che difficilmente viene compensato dalle scelte sostenibili di alcune aziende.

 

L’idrogeno è la risposta?

In questo scenario preoccupante l’iniziativa MSC suscita entusiasmo, tuttavia è importante definire l’origine dell’idrogeno che sarà utilizzato per alimentare la crociera del futuro.

L’idrogeno, infatti, seppur non produca emissioni inquinanti nel suo utilizzo, nella maggior parte è ancora derivato da combustibili fossili ad elevato impatto ambientale.

Per tale motivo un mezzo può definirsi effettivamente sostenibile se alimentato ad idrogeno green, cioè derivante da fonti rinnovabili.

Questa importante distinzione è alla base della nuova strategia UE pubblicata l’8 luglio a Bruxelles che ha fra gli obiettivi quello di realizzare, tra 2020 e 2024, almeno 6 GW di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile, prodotto da energia pulita.

Un cambio di rotta necessario quindi, che vedrebbe coinvolto l’intero mondo dei trasporti, per cui le tecnologie a idrogeno sono familiari, ma ancora poco sfruttate e perciò costose.

 

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