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Young4climate: l’importanza di una democrazia ecologica

Young4climate: l’importanza di una democrazia ecologica

di Ilaria Ghirardini

L’evento

30 settembre, si conclude oggi Youth4climate. 400 giovani esponenti dei movimenti per l’ambiente, provenienti dai 197 paesi del mondo che hanno firmato la convenzione ONU sui cambiamenti climatici.

Si sono riuniti a Milano al fine di trovare e condividere, insieme ad esperti, possibili soluzioni per contrastare l’emergenza climatica. Il prodotto finale di questi tre giorni sarà un documento sui cambiamenti climatici in vista della Cop26: la conferenza annuale dell’Onu sul clima che si svolgerà a Glasgow, in Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre.

Tra i partecipanti più in vista ci sono i nomi  della nota attivista svedese, Greta Thunberg, e dell’emergente Vanessa Nakate, ugandese. Le due ragazze hanno tenuto i discorsi iniziali, insieme a loro ha parlato il ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, il presidente della Cop26 Alok Sharma, il segretario esecutivo dell’Unfccc (Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) Patricia Espinosa e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

L’intento

Non bastano le parole, quello che serve è un’azione significativa.

Senza giri di parole, Greta Thunberg recrimina ai leader mondiali di parlare e di non agire, constatando che la speranza risiede nelle azioni concrete e non nei soli discorsi. Utilizza più volte il termine giustizia climatica, quella che le generazioni attuali al potere non stanno considerando per le generazioni future. Afferma, inoltre, che la crisi climatica sia sintomo di una crisi di più ampio respiro, la crisi sociale della ineguaglianza.

A questo discorso si legano le parole di Vanessa Nakate la quale pone l’accento sulle disuguaglianze sociali e su come, nonostante l’Africa abbia un impatto molto basso sul cambiamento climatico, ne subisca effetti maggiori rispetto ad altri paesi maggiormente responsabili. Dalle parole delle attiviste emerge grande frustrazione per la distanza dal problema che percepiscono nel sistema attuale e nei politici: «selezionano giovani come noi facendo finta di ascoltarci, ma non è vero. Non ci hanno mai ascoltati.» Queste sono le parole di accusa pronunciate da Greta Thunberg.

D’altra parte, Roberto Cingolani, per lo meno a parole, sostiene con convinzione la fiducia che ripone in questo incontro e sprona i giovani ad avanzare proposte. La chiave di volta starà nel proseguimento di questo primo momento partecipativo che ha ascoltato più voci su un problema comune: possono rimanere belle parole o farsi impegno concreto.

Democrazia ecologica

Come si pone la democrazia di fronte alle emergenze ambientali e al cambiamento climatico?

Finora sono state questioni completamente a margine della tradizione e della riflessione democratica, eppure riguardano assolutamente tutta la popolazione, non solo attuale ma anche quella futura che ancora non ha voce in capitolo. Si pone dunque un problema di responsabilità intergenerazionale.

Gli istituti della democrazia rappresentativa che abbiamo oggi, direttamente o indirettamente, hanno portato a non considerare il problema, a posticiparne la discussione ed una seria considerazione. In particolare, ciò a cui la crisi climatica ci pone di fronte è la capacità di pensare ad una democrazia capace di futuro, in cui si incorpori nelle prassi istituzionali il principio del limite e dell’autodeterminazione per quanto riguarda per esempio la gestione delle risorse e l’inquinamento.

Chi parla di una prospettiva di democrazia ecologica, sostiene che per dar luogo ad una politica capace di futuro si debba tener conto di tre assi di relazioni su cui ripensare la nostra politica:

  • le relazioni che ci vincolano ai nostri contemporanei, non solo i più prossimi fisicamente ma anche i più lontani in altri luoghi;
  • ad altre generazioni, passate e future; all’ambiente naturale;
  • ad altre specie viventi.

È necessario a tal fine introdurre nella democrazia degli istituti che stimolino i cittadini a rafforzare la sensibilità verso le cose essenziali e a sviluppare riflessioni ad ampio respiro che riguardino tutta la comunità in un’ottica di spazio e tempo più ampia.

Uno spazio di riflessione e ascolto di diverse voci – per età e per provenienza geografica –  come quello creato durante Youth4climate: se portato avanti potrebbe rappresentare un passo verso una concezione della democrazia in chiave ecologica?

 

 

https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Youth4Climate.-Cingolani-ai-giovani-il-vostro-documento-sara-letto-siate-chiari-e-diretti-ce6e6ea8-a548-44d8-bdc5-5c5f9b3d7b63.html#:~:text=Il%20Papa%20incoraggia%20i%20giovani,a%20una%20umanit%C3%A0%20pi%C3%B9%20fraterna.

 

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