Greta Thunberg, già Persona dell’Anno per il Times Magazine nel 2019, è adesso anche tra i favoriti per conquistare il Premio Nobel per la Pace. 

L’anno di Greta Thunberg: com’è andata?

La prolifica attivista per l’ambiente ha avuto un anno molto intenso, di cui il culmine è stato il suo potente discorso a Milano, durante il summit delle Nazioni Unite della Youth4Climate: Driving Ambition. “Non c’è un Pianeta B”, ha annunciato davanti agli spettatori e al pubblico a casa. “E non c’è nemmeno un Pianeta Bla”. Con parole semplici ma taglienti ha demolito le ipocrisie, gli inganni e la trascuratezza dei leader nazionali: tutto ciò che dicono, tutto ciò che promettono, è descritto con queste parole: “bla, bla, bla”. Dal progetto americano Build It Better, al piano di portare a zero le emissioni atmosferiche entro il 2050, all’idea stessa di “economia verde”. Ogni cosa, tutto quanto, non è null’altro che un vacuo “bla, bla, bla”. E dopo trent’anni di bla, bla, bla non si può davvero più aspettare. Il culmine di un attivismo potente, onesto, sicuro, meritevole di essere riconosciuto. 

I nominati

I nominati per il Nobel verranno rivelati l’8 ottobre. Se la Thunberg ricevesse l’ambito premio, questo farebbe di lei la seconda vincitrice più giovane della storia: subito prima di lei Malala Youszafai, che lo vinse nel 2017 all’età di quattordici anni. Vi sono anche altre donne tra i favoriti della commissione. Tra di esse spicca Sviatlana Tsikhanouskaya, attivista Bielorussa al momento in esilio in Lituania. Candidatasi alle elezioni presidenziali Bielorusse nel 2020, è stata perseguita dalla polizia dopo i sondaggi, per la sua aperta opposizione al regime di Lukashenko e la sua accusa diretta a suo danno di non aver ben arginato la pandemia di Coronavirus. Altri candidati favorevoli sono intere compagnie: molte delle quali, come la World Health Organization, si sono battute in prima linea per arginare la pandemia e mettere il vaccino a disposizione del pubblico. 

Gli altri premi di Greta

L’attivista è stata inoltre già nominata al Nobel per la Pace nel 2019: lo stesso anno ha vinto il Right Livelihood Award, istituito dall’omonima fondazione, conosciuto in Svezia come l’alternativa locale al Premio Nobel. Altri riconoscimenti alla sua persona includono il Premio Rachel Carson, assegnato alle donne di prestigio in Norvegia, il premio Laudato Sì assegnato da Papa Francesco, il massimo premio di Amnesty International, Ambassador of Conscience, le chiavi della città di Montreal e la laurea Honoris Causa in legge all’università canadese di Okanagan.

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