Il Premio Nobel per la Fisica 2021 si divide, e una delle sue metà è l’ultimo degli orgogli italiani. 

Da martedì l’Italia può fregiarsi di aver dato i natali a Giorgio Parisi, professore di fisica affiliato con l’Università la Sapienza, che è stato insignito di un “mezzo” Premio Nobel dalla Rete Accademia Svedese delle Scienze. 

L’altra metà del premio è a sua volta divisa tra due menti insigni: Syukuro Manabe, climatologo giapponese-americano che rivoluzionò la meteorologia negli anni novanta, e Klaus Hasselmann, meteorologo e fisico tedesco. I due vennero premiati assieme per “contributi rivoluzionari alla nostra comprensione di sistemi complessi”, legati al cambiamento climatico e alle incognite che esso rappresenta, “quantificando la variabilità e l’affidabilità nel prevedere il riscaldamento globale”. 

Cartellone d'accoglienza per il professor Parisi © la Sapienza

Ma è innanzitutto Parisi a rappresentare la principale figura di riferimento della premiazione, e molto sentite sono le sue parole per descrivere la situazione, dal punto di vista climatico, nella quale versa la terra in questo momento. “È necessario”, ha dichiarato in una videochiamata dall’Italia con i reporter della cerimonia, “prendere una decisione vera, molto forte, e muoversi il prima possibile. È chiaro che, per le generazioni future, dobbiamo agire adesso e il più in fretta possibile”. Il fisico italiano è stato premiato per “la scoperta della relazione tra i disordini e le fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica e planetaria”. Il premio totale del premio corrisponde a dieci milioni di corone Svedesi, corrispondenti a più di un milione di dollari americani. 

Il percorso di Parisi nel mondo della fisica ha inizio all’inizio degli anni ottanta, a partire dai laboratori della Sapienza di Roma. La sua scoperta di disegni nascosti in materiale complesso e disordinato viene descritto come tra “i principali contributi alla teoria dei sistemi complessi”. Fu a partire dalle sue scoperte che molti scienziati successivi riuscirono a cogliere altri fenomeni apparentemente casuali in campi come la fisica, la matematica e la biologia. “Ciò che è chiaro”, dichiara Parisi nella sua videoconferenza, “è che l’effetto del cambiamento climatico è che più energia viene emessa nell’atmosfera, e se avete più energia nell’atmosfera c’è un’alta possibilità di eventi estremi”. 

I premi Nobel non sono ancora conclusi, ma l’attenzione di tutti gira attorno a quello per la Pace. Sarà questo l’anno di Greta Thunberg?