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Inquinamento atmosferico: strage in lento calo

Inquinamento atmosferico: strage in lento calo

Un’ecatombe silenziosa, ma che sta lentamente travolgendo l’Europa. È quella causata dall’inquinamento atmosferico, che ogni anno si porta via più di trecentomila persone prima del tempo.

Quali sono i numeri dell’inquinamento atmosferico?

L’annuncio proviene dall’European Environment Agency e indica un pericolo in ascesa, che potrebbe spegnere ancora più vite se non debitamente arginato. E che, incredibile a dirsi, era ancora più insidioso trent’anni fa. Si tratta di una problema

L’inquinamento dell’aria ha subito un visibile calo l’anno passato, durante il pieno della pandemia di Coronavirus che ha portato molti paesi a richiedere ai loro cittadini di ritirarsi nelle loro case per evitare di diffondere la malattia gli uni con gli altri. Le foto emblematiche dei mesi di clausura hanno fatto il giro del mondo, e sono ancora oggi nella mente di tutti: le piazze storiche d’Italia e del mondo, da Piazza di Spagna a Roma al Times Square di New York, completamente vuote, le stazioni colme di treni in attesa, senza una destinazione, le autostrade deserte, e le decine di aerei fermi e atterrati che riempivano gli aeroporti. 

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Un intero mondo fermo, per il quale la benzina e il gasolio erano ormai pensieri lontani – combinata con le immagini poetiche di cerbiatti, coniglietti, cigni e pesci di ritorno nelle vie e nei canali cittadini, appariva agli occhi di tutti come un momento di “guarigione” della Terra, che l’avrebbe portata a disintossicarsi dalle scorie tossiche immesse negli anni nella sua atmosfera. 

Dopo il COVID: cos’è cambiato?

All’inizio degli anni novanta, le particelle sottili nell’atmosfera causarono più di cinquantatremila morti solo in Germania. L’Italia seguiva poco dopo, con un bollettino dei decessi vicino ai cinquantamila. Quasi il doppio della Francia, in cui le vittime erano sempre sotto i trentamila, e dei ventitremila della Spagna. Si parla di patologie legate ai polmoni, a cominciare dal cancro, ma anche problematiche cardiache o ictus: le stesse che si possono riscontrare tra la popolazione dei fumatori. Anche tra chi non ne è colpito in modo letale manifesta complicazioni alla salute nelle aree interessate. Una delle più comuni è l’asma, ma sono tristemente diffuse anche le infezioni respiratorie. 

Già dal 2018 e 2019 il numero delle vittime era in calo, sceso a quarantamila tra i due anni. In calo anche le morti legate all’ossigeno a terra, scese del 13%. Ma anche se i dati forniscono l’evidenza di un ambiente più pulito e meno tossico è ancora troppo presto per cantare vittoria. I governi continuano a mostrarsi disinteressati nell’investire in sistemi che favoriscano un’aria più pulita. Il ritorno dei trasporti e degli spostamenti regolari potrebbe rialzare la curva abbassatasi con la chiusura generale, e le azioni sconsiderate di numerose compagnie – come la recente Ita Airwaves con la sua inquinante pittura blu – continuano a dare priorità al profitto rispetto a una condotta sostenibile. Sarà possibile andare avanti ancora?

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