Il governo di destra di Jair Bolsonaro si accanisce sulla foresta pluviale: l’amazzonia raggiunge il record di deforestazione degli ultimi quindici anni. 

Quali sono i dati della deforestazione in Brasile?

L’ultimo sondaggio sull’argomento da parte dell’INPE, Istituto Nazionale delle Investigazioni Speciali, annuncia dati in salita per i chilometri quadrati di foresta abbattuta in Brasile. Sopra i tredicimila chilometri quadrati, abbattuti in poco più di un anno a partire dal primo agosto 2020: un aumento superiore al 21%.

Come annuncia il PRODES, Progetto di Seguito della Deforestazione nell’Amazzonia Legale da Satellite, la deforestazione non ha raggiunto un valore così alto da quindici anni, dal 2006 sotto il governo Lula. Si concentra soprattutto in aree come il Mato Grosso e l’Amazzonia: quest’ultima, in particolare, ha visto un aumento del 55% nella deforestazione. 

La rappresentanza di Bolsonaro.

Bolsonaro e i suoi rappresentanti esecutivi si sono presentati al COP26 ben consci di questi dati, e hanno preferito attendere la conclusione della conferenza per renderli noti al pubblico. Non che mancassero però figure di spicco disposte a parlare del fatto. Cristiane Mazzetti, portavoce della Campagna dei Boschi di Greenpeace in Brasile, critica apertamente l’indifferenza da parte del governo nei confronti di questi dati.

“Nonostante i recente tentativi del Governo di ripulire la propria immagine, la realtà si sta imponendo una volta ancora. Più di tredicimila chilometri quadrati non sono una sorpresa per chi di noi è stato testimone della gestione del presidente Bolsonaro, che negli ultimi tre anni ha portato avanti una progressiva debilitazione dell’attenzione legale per la protezione ambientale”.

Il Brasile può inoltre fregiarsi del triste titolo di quarto paese che più ha contribuito, storicamente, all’aumento del riscaldamento globale, dopo Stati Uniti d’America, Cina e Brasile, e seguito poco dopo dall’Indonesia. 

Le emissioni di CO2: quali sono i dati?

Ma perché è così importante tenere sotto controllo le emissioni di CO2? Il CO2 è il principale responsabile del riscaldamento globale, ed emissioni anche vecchie di secoli possono accumularsi nel tempo e portare tale numero ancora più in alto. C’è un impegno continuato per mantenere tale numero entro un confine accettabile, denominato Carbon Budget, ma non sta venendo portato a termine in maniera ottimale.

Alcune delle aree più colpite sono quelle dell’Asia del Sud-Est, come l’Indonesia. Sono state affette, a partire dagli anni novanta, da numerosi incendi su larga scala: un “disastro ecologico senza precedenti” che spiega la posizione del paese così in alto nella classifica dei peggiori emettitori.

Aggiungiamo a tali dati quelli relativi all’utilizzo di carburanti fossili – che sono raddoppiati negli ultimi trent’anni – e attività umane volontarie come la deforestazione, dalla quale il Brasile è gravemente affetto, e ci si trova dinnanzi a un disastro ambientale senza precedenti che necessita un’azione immediata e significativa.

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