Che cosa si può trovare nella “bassa” di Parma, l’immensa pianura che la circonda in lungo e in largo? Solo i germi di uno dei principali momenti culturali del nostro paese, che riunisce in un’unica parabola vitale dolori, risate e orgoglio di decenni di cultura.

Chi rappresenta la cultura della Bassa?

Nasce nel 1908, a Fontanelle di Roccabianca, Giovanni Guareschi. Se il suo nome sfugge sulle prime alla conoscenza collettiva, quello delle sue creazioni più famose vi ritornerà di certo. Egli è infatti creatore dei personaggi di Don Camillo e Peppone, protagonisti della raccolta del “Piccolo Mondo” tradotta in tutto il mondo.

Nel 1943, Guareschi venne catturato dai soldati fascisti per aver inveito contro il Duce dopo la presunta morte sul campo del fratello. Venne internato, in due anni, in quattro diversi campi di prigionia. Come ufficiale dell’esercito venne esentato dai lavori pesanti e organizzò all’interno ai lager numerosi eventi culturali per confortare gli altri prigionieri. Tenne anche un diario, di cui illustrò personalmente i frontespizi con uno stile caricaturale, personalissimo. “Non abbiamo vissuto come i bruti”, avrebbe dichiarato in merito alla sua ordalia. “Non abbiamo dimenticato mai di essere uomini civili, con un passato e un avvenire”.

Il lavoro di Guareschi

Il suo spirito umoristico pungente, ricco di commedia visuale, emerge nei suoi lavori da vignettista per testate come il Bertoldo o la rivista indipendente Candido – ma possono cogliersi tracce di esso anche nei personaggi di Don Camillo e Peppone, costruiti fisicamente come immediate e riconoscibili caricature fisiche. Ma l’eterno scontro ideologico tra il forte prete di campagna e il sindaco fieramente comunista nell’Italia del dopoguerra non è solo una battaglia di personalità.

Don Camillo e Peppone sono la Bassa personificata: i caratteri forti, le convinzioni politiche, la convivenza ideologica e di pensiero. Ancora oggi numerosi preti e sindaci della zona si proclamano ispirazione dei celebri personaggi, ma non esiste “un solo” Don Camillo. Lui, Peppone e i loro comprimari sono una miscela dei tipi umani di quel di Parma, riuniti insieme in un microcosmo che ha fatto la storia della letteratura italiana.

Il mondo di Casanebbia

Un po’ oltre Fontanelle di Roccabianca, a SanSecondo, si tiene l’installazione Casanebbia, che durerà fino a Natale. I curatori dell’installazione – Giorgio Casamatti, Guido Conti e Valerio Varesi – raccontano la loro ispirazione nella conferenza “La Bassa, il Po, la nebbia. Un impareggiabile microclima letterario e artistico”, tenutasi domenica 28 novembre. “Non è facile parlare della nebbia”, dichiarano, ma bisogna farlo. Si tratta di un fondamentale tassello della cultura italiana, che va preservato per il mondo assieme ad essa.

Sarà possibile vedere alla mostra opere della pittrice Daniela Panfilo, accampanate dalle composizioni della scrittrice e poetessa Elisa Bertuccioli. Al loro interno è compresa tutta la cultura della Bassa: lo sguardo distaccato, deliziato, che trae bellezza dalle cose semplici; l’ironia leggera, l’attaccamento alla cultura e alla natura, allo stesso tempo nemica e amica. Una bellezza eterna che prende forma nell’arte e nella poesia.

Perché il giorno non divenga sera.
Perché l’inchiostro fermi le nuvole.
Per affermare una negazione. 
Per definire un sentimento. 
Perché non finisca il tempo.
Per bisogno di trovare.
Lasciare
Perdere
Sentire il senso
(Elisa Bertuccioli)