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Il nucleare green è un ossimoro?

Il nucleare green è un ossimoro?

 

di Fabio Massimo Conte

 

Con questo contributo apriamo il dibattito ( come si diceva una volta) sulla transizione ecologica e sul ruolo che in essa potrebbe giocare il “ nucleare pulito” o di “quarta generazione”. E’ un ossimoro il “nucleare green” come si sostiene in questa riflessione o una “chimera” come si legge nel “ Libro dell’anno” della Treccani ?  Oppure un traguardo non vicino ma perseguibile e sommamente auspicabile come sostengono altri ?

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Nel piano europeo per realizzare gli obiettivi climatici entro il 2030 rientra la Tassonomia Verde che è una guida per gli investimenti su progetti sostenibili fino al 2045 nell’Unione Europea. Il punto in discussione in questi giorni è l’inclusione del nucleare nella Tassonomia.

Ciò consentirebbe a un progetto di produzione di energia dall’atomo di ricevere finanziamenti pubblici e privati se è conforme alle richieste di prevedere piani per la gestione delle sue scorie e per il suo futuro decommissioning (smantellamento).

Quando accostiamo due termini che concettualmente sono uno l’opposto dell’altro creiamo la figura retorica chiamata ossimoro. Sarebbe un ossimoro definire il nucleare green? Vale a dire definire l’energia nucleare come energia pulita e sostenibile nonostante le complicazioni per la gestione delle sue scorie che ci saranno anche per le centrali di quarta generazione seppure in misura molto ridotta.

Per i lunghissimi tempi di decadimento radioattivo è già un problema immagazzinarle e confinarle per secoli, salvo future e stravolgenti innovazioni tecnologiche per il loro recupero che sono in fase teorica. In Italia non è stato ancora stabilito il luogo del deposito nazionale nel quale conferire i rifiuti nucleari.

Il decommissioning è il secondo punto chiave. I reattori nucleari hanno una durata media garantita di 40 anni e con le necessarie manutenzioni e ammodernamenti si può estendere teoricamente per altri 40 anni. Negli Stati Uniti circa il 91% degli impianti hanno ricevuto l’approvazione di una estensione della vita operativa per altri 20 anni dopo i primi 40. Queste approvazioni scadranno intorno al 2030[1].

Le azioni di manutenzione si focalizzano principalmente sul mantenimento del grado di sicurezza di ogni componente e del prolungamento dell’impatto ambientale con pesanti oneri. Il rinnovo dell’approvazione è certo solo sulla carta. Alla Francia gioverebbe molto l’inserimento del nucleare nella Tassonomia perché possiede molte vecchie centrali che a breve dovranno essere ammodernate[2].

Terminata la vita di una centrale inizia il suo decommissioning che può durare quanto l’intera vita del reattore e con enormi problemi di costi e smaltimento. Alle scorie del processo di fissione si aggiunge l’intero impianto con le tubature, le pompe, le vasche fino ai muri di contenimento. Per fare un esempio a noi vicino è tuttora in corso il costosissimo smantellamento dell’eredità nucleare italiana degli anni sessanta-settanta del secolo scorso che si prevede terminerà nel 2035[3] salvo intoppi.

Le spese per il decommissioning sono importanti per la valutazione della sostenibilità economica del nucleare e possono superare quelle di realizzazione. Tutti gli italiani con le proprie bollette elettriche hanno partecipato per 4,2 miliardi di Euro dal 2010 al 2021 per lo smantellamento delle centrali[4].

Il costo per MWh prodotto è il più alto di tutte le fonti energetiche perché le società devono prevedere un accantonamento per il decommissioning e per le spese di gestione. Tra il 2009 e il 2019 per l’atomo è aumentato di circa 26%, da 105 a 130 Euro. Nello stesso periodo quello del fotovoltaico è crollato del 89%, da 300 a 30 Euro[5]. L’approvvigionamento del combustibile nucleare è sempre più difficile e costoso perché condizionato da scelte geopolitiche e dalla crescente domanda cinese[6].

Solo l’introduzione della fusione nucleare potrà rendere questa fonte energetica veramente rinnovabile.

Recentemente in Italia, dopo che il referendum popolare del 2011 aveva messo la parola “fine” al nucleare, il Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha accennato alle nuove tecnologie per la produzione di energia dall’atomo, nel corso di una lezione alla Scuola di politica organizzata da Italia Viva il primo settembre 2021. “Si stanno affacciando tecnologie di quarta generazione, senza uranio arricchito e acqua pesante. Se a un certo momento si verifica che i chili di rifiuto radioattivo sono pochissimi, la sicurezza elevata e il costo basso è da folli non considerare questa tecnologia”[7].

Cingolani, già professore universitario di fisica, nel suo intervento ha anche argomentato sulla sostenibilità economica della transizione ecologica “Non si può ridurre la Co2 chiudendo da domani le fabbriche di auto, mettendo sul lastrico milioni di famiglie”. L’intervento ha immediatamente sollevato le proteste delle associazioni ambientaliste e di quella parte politica che ha la salvaguardia ambientale tra i suoi temi principali.

Dopo qualche giorno al Forum Ambrosetti a Cernobbio il ministro ha chiarito il suo intervento riconducendolo a un contesto più realistico. “Dobbiamo essere neutri ed essere ovviamente pronti ad accettare le nuove tecnologie a patto che siano pulite, sicure e universalmente giuste” e “al momento ci sarebbe poco da proporre perché non c’è la tecnologia“.

Se Cingolani ha stemperato i toni della polemica, la Lega ha rilanciato proponendo un referendum per il ritorno del nucleare e invocando una indipendenza energetica per una fonte sicura e pulita.

Per l’aspetto tecnologico Angelo Tartaglia, ingegnere nucleare e professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino, in una sua intervista rilasciata al Fatto Quotidiano ha definito un “suicidio” inserire il nucleare nella Tassonomia Verde della UE perché per la quarta generazione di nucleare occorre attendere decenni mentre abbiamo una emergenza climatica in corso che richiede soluzioni nei prossimi dieci anni[8].

La costruzione della centrale di Olkiluoto in Finlandia, terza generazione tecnologica, ha impiegato 16 anni. Iniziata nel 2005 è stata accesa il 21 dicembre 2021, dopo dodici anni di ritardi nei quali i costi sono triplicati. Per la centrale di Flamanville in Francia, anch’essa di terza generazione, i lavori sono iniziati nel 2006 e la data di entrata in funzione ancora non è certa.

Se sommiamo i tempi di attesa necessari per l’introduzione di reattori di quarta generazione ai tempi di costruzione di un impianto siamo ben oltre il 2050. Nel frattempo le altre fonti energetiche veramente green come fotovoltaico, eolico, geotermico, idroelettrico, biomasse e biocombustibili avranno fatto enormi progressi per ridurre e azzerare l’utilizzo dei combustibili fossili.

Tutte le considerazione e le differenti opinioni espresse di conseguenza sollevano qualche dubbio sull’opportunità di etichettare green il nucleare prodotto dalla fissione e inserirlo nella Tassonomia Verde della UE.

[1]    Comitato Nucleare e Ragione, Quanto “dura” un reattore di potenza?, 19-03-2020, https://nucleareeragione.org/2020/03/19/quanto-dura-un-reattore-di-potenza/, ultima consultazione 15-01-2022

[2]    Commissione Ue, via libera a nucleare e gas come fonti utili per la transizione verde. All’atomo aiuti fino al 2045, Il Fatto Quotidiano.it, 01-01-2022, https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/01/commissione-ue-via-libera-a-nucleare-e-gas-come-fonti-utili-per-la-transizione-verde-allatomo-aiuti-fino-al-2045/6442662/

 

[3]    Luca Zorloni, Smaltire le scorie del nucleare ci costerà ancora 2,3 miliardi, Wired, 17-07-2020, https://www.wired.it/attualita/ambiente/2020/07/17/nucleare-scorie-sogin-piano-2035/

[4]    Mauro Ravarino, Con il nucleare gli italiani sono finiti in bolletta, Il Manifesto, 09-12-2021, https://ilmanifesto.it/con-il-nucleare-gli-italiani-sono-finiti-in-bolletta/

[5]    Maurizio Bongioanni, Il nucleare non può essere preso in considerazione per la transizione energetica, Lifegate, 30-04-2021, https://www.lifegate.it/il-nucleare-non-puo-essere-preso-in-considerazione-per-la-transizione-energetica

[6]    Daniele Monaco, Perché l’uranio ha raggiunto il prezzo più alto dal 2014, Wired, 10-09-2021, https://www.wired.it/economia/finanza/2021/09/10/uranio-prezzo-2014/

[7]    Cingolani apre al nucleare: “Andare oltre le ideologie”. Scatta la polemica, Rai News, 02-09-2021, https://www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/ministro-transizione-ecologica-cingolani-apre-al-nucleare-polemiche-con-ambientalisti-372e360d-7767-4691-b68f-e2a1990b2b15.html

[8]    Luisiana Gaita, “Nucleare di quarta generazione? Non esiste. Includerlo nel piano Green della Ue è un suicidio”. Il prof Tartaglia smonta le teorie pro-atomo: “Non è né sicuro né pulito”, Il Fatto Quotidiano.it, 21-12-2021, https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/12/21/nucleare-di-quarta-generazione-non-esiste-includerlo-nel-piano-green-della-ue-e-un-suicidio-il-prof-tartaglia-smonta-le-teorie-pro-atomo-non-e-ne-sicuro-ne-pulito/6432609/

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