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Covid-19: alternativa ecologica alla FFp2

Covid-19: alternativa ecologica alla FFp2

di Ottavia Firmani

 

I bilanci della pandemia da Covid-19 si fanno disastrosi, e non soltanto per quanto riguarda i contagi. A due anni dal primo caso si torna perciò a discutere sulle devastanti conseguenze che questa situazione sta avendo sull’ambiente. Basti pensare all’imballaggio dei tamponi, dei test o dei vaccini, ai dispositivi di protezione personale, agli ingenti acquisti online e delivery e alle mascherine da cambiare ogni otto ore. Tutti prodotti di uso comune ad oggi ed interamente composti di plastica: resistenti, economici e, soprattutto, monouso.

Ma è un bene che sia così? I ricercatori della rivista scientifica statunitense PANS definiscono la situazione “fuori controllo”. Al 23 agosto 2021, data di pubblicazione della ricerca, i rifiuti in plastica ammontavano a circa 8,4 milioni di tonnellate e la stima raggiunge gli 11 milioni con la fine del 2021. Lo studio prevende che entro la fine dell’anno due terzi di questa plastica finirà sulle spiagge, il 16% sul fondale marino e il 13% nelle acque per poi depositarsi definitivamente nel corso degli anni sul fondale. In numerosi si stanno adoperando per raccontare questa situazione, dall’organizzazione OceansAsia alla redazione di wateronline.

Dunque, se da una parte la plastica ricopre un ruolo fondamentale nella lotta alla pandemia, dall’altro è evidente la necessità di imparare a gestire i rifiuti, ricorrere a materiali più ecologici e creare nuove tecnologie di riciclo. In quest’ottica nasce l’alternativa ecologica alla FFp2 monouso: la mascherina riutilizzabile e lavabile. Seppur ancora poco conosciuta ha suscitato l’interesse di molti. I dati riportati da Google Trends, difatti, parlano chiaro: i termini “mascherine riutilizzabili” e “mascherine lavabili” sul famosissimo motore di ricerca sono in crescita a partire dal 26 gennaio, data di effettiva attuazione del decreto-legge del 23 gennaio che impone l’utilizzo della FFp2 anche all’aperto e sui mezzi di trasporto. Trovare quelle riutilizzabili (che si distinguono dalle altre per la dicitura R o RD) online è effettivamente più semplice, l’importante è verificare che siano sempre certificate. Per averne la certezza basta controllare che sia presente il marchio “CE”, ovvero la dicitura che qualifica quel prodotto come conforme alle disposizioni comunitarie europee, e quattro cifre identificative dell’ente di certificazione. Per quanto riguarda l’aspetto economico il prezzo di quelle riutilizzabili varia dai 10 ai 20 euro per 20 lavaggi, dunque una media di 0,60 euro ad utilizzo che se confrontati con i 0,75 euro imposti per legge sulle FFp2 monouso risultano, seppur di poco, convenienti. Un esempio tutto made in Italy è la mascherina lavabile UNICA ideata da Stefano Cerchiari, proprietario dell’azienda FANNY SRL, di cui segnaliamo questa ntervista

https://www.youtube.com/watch?v=vidDWQnP_P8.

Fonti:

https://www.pnas.org/content/118/47/e2111530118

https://oceansasia.org/reusable-masks/

 https://www.amazon.it/HOME-KOKO-LOOK-Tecnologia-Mascherine/dp/B09BG4HVCF?th=1

 

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