Il “falso banano” potrebbe essere una delle più importanti risposte ai problemi alimentari causati dal cambiamento climatico.

L’ensete ventricosum è una pianta della famiglia delle Musacee, ed è conosciuta con il nome di “falso banano” o “pseudo-banano”. Parente stretto proprio del banano, la pianta viene coltivata solamente in Etiopia, dove costituisce un elemento base dell’alimentazione per circa 20 milioni di persone. Infatti, il frutto dell’ensete non è commestibile, ma gli steli e le radici sono utilizzati per fare il porridge e il pane.

Nonostante venga coltivato in un solo Stato, il “falso banano” è in grado di tollerare un’ampia gamma di climi e presenta numerosi vantaggi nella coltivazione. Difatti, esemplari selvatici dell’ensete crescono in tutto il continente africano, dimostrando che la pianta potrebbe essere coltivata in maniera molto più ampia.

Infatti, la pianta non necessita di irrigazione (può vivere fino a sette anni senza acqua) né di fertilizzante. Inoltre può essere piantata in qualsiasi momento dell’anno. Proprio per queste sue caratteristiche, un recente studio spiega come l’ensete potrebbe essere considerato un “superalimento” e una salvezza per molte popolazioni di fronte al cambiamento climatico.

La ricerca dimostra proprio che il numero di persone che fanno affidamento su questa pianta potrebbe crescere enormemente. Gli scienziati hanno previsto che nei prossimi quattro decenni il raccolto di ensete potrebbe potenzialmente sfamare più di 100 milioni di persone e aumentare la sicurezza alimentare in Etiopia e in altri paesi africani, tra cui Kenya, Uganda e Ruanda.

“Questa è una coltura che può svolgere un ruolo davvero importante nell’affrontare la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile”, ha affermato uno degli autori del rapporto, il dottor Wendawek Abebe della Hawassa University di Awasa, in Etiopia.

L’emergenza dettata dal cambiamento climatico influirà profondamente sui raccolti e sulla distribuzione delle colture alimentari, in l’Africa come nel resto del pianeta. Proprio per questo c’è un crescente interesse nella ricerca di nuove piante per nutrire la popolazione mondiale, oltre che di nuove metodologie di coltivazione sostenibili.

Quasi la metà di tutte le calorie che assumiamo provengono da tre specie: riso, grano e mais. L’intero mondo dell’agricoltura è però destinato a cambiare, e in futuro questi tre elementi potrebbero non essere più disponibili come oggi. Una delle principali sfide del XXI secolo sarà proprio quella di riuscire ad adattare le nostre colture e i luoghi in cui le coltiviamo ai cambiamenti climatici.

Con le sue eccezionali caratteristiche e l’alto potenziale di espansione, il “falso banano” potrebbe rappresentare una valida alternativa. La sua introduzione in più aree è estremamente importante e potrebbe garantire la sovranità alimentare a molti popoli, assicurando anche l’utilizzo sostenibile del territorio.