Nove giorni di sciopero della fame di fronte al Ministero della Transizione Ecologica.

Questa è la protesta portata avanti da ragazzi e ragazze appartenenti ad Ultima Generazione, una campagna di disobbedienza civile nonviolenta organizzata dagli attivisti di Extinction Rebellion.

Il loro scopo è quello di ottenere un incontro pubblico con gli esponenti del Governo per poter esporre alle istituzioni l’apprensione e la preoccupazione riguardo alla crisi climatica e alla sua gestione. La richiesta è rivolta in particolare ai ministri Cingolani, Carfagna, Giorgetti, Patuanelli, Orlando ed al Presidente del Consiglio Draghi. Questi sono infatti i membri del Governo che si occupano di ambiente, salute e lavoro.

Il gruppo è già stato protagonista di altre proteste nelle quali veniva chiesto al Governo di «intraprendere azioni immediate per fronteggiare l’emergenza climatica ed avviare al più presto una transizione ecologica reale che non lasci indietro nessuno».  Il nome della campagna allude proprio al fatto che questa possa essere l’ultima generazione di cittadini ad avere la possibilità di cambiare il corso degli eventi.

La protesta di Ultima Generazione

La manifestazione ha avuto inizio l’otto febbraio. Gli attivisti e le attiviste di Extinction Rebellion hanno organizzato un sit-in di fronte all’ingresso del Ministero della Transizione Ecologica, chiedendo al ministro Cingolani di incontrarli pubblicamente.

La prima ad aderire allo sciopero della fame è stata Laura Zorzini, una delle rappresentanti di Ultima Generazione. La sua scelta è resa ancora più significativa dal fatto che la ragazza sia affetta da patologie croniche debilitanti: per lei uno sciopero della fame rappresenta quindi uno sforzo proibitivo, ed il sesto giorno si è reso necessario il ricovero al pronto soccorso.

«Ho deciso che il mio corpo sarà il termometro dell’inefficacia e dell’inadempienza delle politiche di contrasto alla crisi ecologica e climatica di questo ministero e del governo italiano» ha affermato la ventisettenne.

Durante i giorni della protesta si sono susseguiti anche momenti di tensione. Gli attivisti denunciano reazioni spropositate da parte delle Forze dell’Ordine. Nonostante la modalità pacifica e nonviolenta della protesta, sia i manifestanti che coloro che si sono presentati per dare loro supporto sono stati quotidianamente portati via di peso dalla polizia, per poi essere sottoposti allo stato di fermo per ore. Anche Amnesty Italia si è unita alle denunce del gruppo.

L’incontro con Cingolani

La protesta di Ultima Generazione sta riscuotendo un importante successo. Alle 13:30 di oggi, infatti, il ministro Cingolani ha accettato di incontrare una delegazione dei manifestanti per ascoltare le loro preoccupazioni e le loro proposte.

Al termine dell’incontro Laura Zorzini ha però espresso profonda insoddisfazione: «Il Ministro ci ha detto che non spetta a lui decidere, perché è sottoposto a Draghi. Come al solito ha fatto lo scaricabarile. Continueremo lo sciopero della fame ad oltranza finché non otterremo un incontro, oltre che con Cingolani, con Draghi ed i ministri Orlando, Giorgetti, Carfagna e Patuanelli».

La delusione degli attivisti è stata causata soprattutto dall’atteggiamento del Ministro, accusato di esimersi dai propri doveri e di riversarli su altri: «Sebbene egli diriga il Ministero della Transizione ecologica afferma di non poter far niente», hanno spiegato. «Il problema è complesso ed enorme, lo sappiamo, ma questa non deve essere una buona scusa per sottrarsi alle proprie responsabilità come il Ministro Cingolani ha appena fatto. È tempo che chi ci governa si assuma le proprie responsabilità».

Gli esponenti di Ultima Generazione torneranno a manifestare finché non riceveranno una risposta. Lo sciopero della fame continua.