Seleziona Pagina

Al Parco delle 5 Terre si coltivano i green jobs

Al Parco delle 5 Terre si coltivano i green jobs

di Pietro Mirzani

 

“Si può fare di più e meglio per l’ambiente. La Presidente del Parco Nazionale delle

Cinque Terre e di WWF Italia Donatella Bianchi ci racconta l’importanza di interventi e

presidio attivo del territorio, tra formazione e pianificazione, con un occhio al futuro

senza perdere di vista la tradizione”

 

In questi anni abbiamo assistito impotenti a tragedie come l’alluvione di Genova del 2011 e agli ingenti danni (e sfortunatamente anche vittime) di eventi successivi come quella del 2014 sempre a Genova, ma anche i recenti nubifragi di Catania e che in generale si sono abbattuti sull’Italia.

Molto spesso la furia della natura è incontrastabile, ma quello che l’uomo può fare è assicurarsi che ci siano manutenzione e controlli, per proteggere persone e ambiente.

Alcune amministrazioni locali hanno preso decisamente sottogamba questo compito, contribuendo agli esiti che conosciamo.

Esistono però progetti di grandissimo valore, coltivati con capacità e passione, a testimonianza del fatto che con lungimiranza ed impegno si può fare il possibile e molto di più per l’ambiente.

È il caso dell’operato del corpo di intervento, presidio e manutenzione del Parco Nazionale delle Cinque Terre in Liguria, che vede quest’anno potenziate le sue fila con nuovi innesti in organico, particolare cura della formazione e voglia di crescere ancora.

Grazie al loro lavoro il territorio è presidiato e difeso con una rete capillare, completata ed arricchita con l’aiuto di una web app, anche scaricabile, che permette agli escursionisti di conoscere le condizioni di percorribilità (e meteo) dei sentieri aggiornate in tempo reale. Un ottimo esempio di dialogo tra amministrazione, presidio e cittadini.

Ci spiega il progetto Donatella Bianchi, Presidente del Parco ma anche giornalista, scrittrice e conduttrice tv (la ricorderete senz’altro al timone di Linea Blu su Rai1), Presidente di WWF Italia, membro della Task Force Colao per la ripresa post-pandemica, una vita al servizio dell’ambiente, della sua difesa e del racconto delle sue bellezze e potenzialità.

 

 

Chi sono i manutentori ‘medici’ dei sentieri e di cosa si occupano? Cosa sono i green

jobs?

La recente crisi pandemica ha portato ad una crescita di attenzione ai temi ambientali, ci ha scoperti più fragili ma anche più consapevoli dell’esigenza di guardare alla natura con maggiore rispetto e impegno.

Non a caso dal 2020 sono esplosi i cosiddetti green jobs, in molti casi la declinazione green di professioni già esistenti e richiesti, dal cuoco sostenibile all’ingegnere energetico.

La Fondazione Symbola ci dice che ad oggi sono oltre tre milioni gli occupati italiani impegnati in questa sfida.

A questo termine ha dato una definizione chiara l’UNEP, United Nations Environment Programme, ovvero l’agenzia dell’Onu che opera nel campo della tutela ambientale.

Secondo le Nazioni Unite, si definiscono green jobs “quelle occupazioni nei settori dell’agricoltura, del manifatturiero, nell’ambito della ricerca e sviluppo, dell’amministrazione e dei servizi che contribuiscono in maniera incisiva a preservare o restaurare la qualità ambientale”.

In questo particolare momento storico i Parchi devono diventare incubatori di innovazione, di economia circolare, laboratori di nuovo modelli economici basati sullo sviluppo sostenibile.

Nel periodo dell’emergenza sanitaria e delle conseguenti restrizioni per contrastare la diffusione del Virus da Covid-19, l’impegno del Parco si è concentrato sempre più nella cura quotidiana del proprio patrimonio sentieristico, come nella divulgazione virtuale dei valori ambientali e culturali del territorio, dando così impulso alla creazione di nuove professionalità legate all’ambiente.

Per questo la figura cardine del nuovo approccio diretto alla valorizzazione degli oltre 120 km di sentieri REL del Parco è quella dei “manutentori”, che da agosto 2020 danno risposta concreta all’esigenza dell’Ente di pianificare interventi sempre più capillari, rispettosi delle tecniche tradizionali e diretti al miglioramento della fruibilità della propria rete escursionistica.

Così è nata la figura del “Manutentore del Parco”, riconosciuta da Regione Liguria.

Oggi i manutentori sono 19, sono il fronte avanzato dell’Ente sui sentieri, accanto alle decine di guide ambientali e di soccorritori del Soccorso Alpino del CAI, e si occupano di ricostruzione di muri secco, pavimentazione in pietra mancante e scalinate, piccole opere di ingegneria naturalistica e di regimazione delle acque, sfalcio del verde, pulizia dei tracciati da materiali invadenti e riqualificazione e sostituzione della cartellonistica verticale ammalorata.

 

La scelta di aumentarne il numero deriva dalla volontà di aumentare la portata di un progetto già collaudato, oppure dalla voglia di rendere più efficace una promettente idea che necessitava di un rinforzo?

La scelta di aumentare le squadre è sicuramente dettata dall’efficacia del progetto in termini di tempestività degli interventi e qualità delle lavorazioni, anche nel rispetto delle caratteristiche ambientali del territorio.

Il lavoro dei manutentori è proseguito senza sosta anche in periodo pandemico per rendere il territorio sempre accessibile e pronto ad accogliere i visitatori e gli amanti della natura e dei nostri scenari unici al mondo. 120 chilometri di sentieri richiedono uno sforzo importante, il numero crescente di manutentori è determinato dalle numerose esigenze di intervento in un territorio piccolo ma esponenzialmente infinito per la rete di sentieri che lo attraversano.

 

Sembra molto importante, oltre la capacità tecnica di intervento, anche la “capacità di presidio” del territorio, ogni anno frequentato da migliaia di turisti.

La rete sentieristica del Parco, con i suoi percorsi di costa, mezza costa, crinale e relativi collegamenti verticali, rappresenta il DNA del Parco; una via di accesso privilegiata ai valori del territorio (borghi, vigneti, un mosaico di ambienti naturali diversificati nell’arco di pochi chilometri, santuari, insediamenti antichi e testimonianze del secolare rapporto tra l’uomo e la natura).

È un’infrastruttura complessa, in un territorio fortemente antropizzato e trasformato dall’uomo nel corso dei secoli, che ha bisogno di una manutenzione quotidiana, mutuando in chiave moderna le tecniche tramandate da generazioni di contadini. Ma non dobbiamo mai dimenticare che ancora oggi quel presidio quotidiano è garantito dagli agricoltori e dai residenti che continuano a prendersi cura della loro terra.

 

L’idea di creare squadre qualificate in grado di vigilare e di intervenire sul territorio anche con modalità di costruzione tradizionale come i muretti a secco (patrimonio UNESCO) sembra davvero vincente. Come avviene la formazione di queste figure e quanti si presentano già manualmente ‘formati’ in mansioni particolari come questa?

Vista la complessità del lavoro dei manutentori che presuppone uno specifico know-how, per svolgere al meglio il servizio di manutenzione della rete sentieristica, il Parco si è avvalso del prezioso supporto di ALFA, l’Agenzia regionale per il Lavoro la Formazione e l’Accreditamento della Regione Liguria che ha attivato una specifica procedura per certificare le competenze di questo green job e poterlo così inserire nel Repertorio Regionale delle Figure Professionali.

Alla stesura del profilo ha partecipato anche la CIA, Confederazione Agricoltori Italiani Liguria di Levante mentre la parte formativa è stata affidata a ISFORCOOP, che è un ente accreditato per la Regione Liguria al Sistema IVC (sistema di validazione e certificazione delle competenze).

Sono stati organizzati due corsi formativi di 40 ore ciascuno, dal titolo “Operatore alla difesa e manutenzione del territorio e delle risorse ambientali”, organizzati dal parco con la collaborazione dell’ente formativo, dedicati alla conoscenza delle tecniche di costruzione tradizionali, degli aspetti ambientali, paesaggistici e normativi del Parco e all’acquisizione delle tecniche idonee alle lavorazioni in sicurezza e nel rispetto dei valori custoditi nell’area protetta. Al termine dei corsi i candidati hanno sostenuto una prova di idoneità valevole per l’accesso all’Albo Manutentori dei sentieri del Parco.

Nell’epoca delle continue emergenze, anche in vista del cambiamento climatico e quanto ne consegue, passare ad una logica di prevenzione sembra la mossa migliore che si possa fare per il territorio. Visti i precedenti distruttivi in Liguria (ma anche nel caso di Catania nel 2021), una rete di manutentori come i vostri potrebbe essere un progetto modello su scala nazionale, ad esempio coinvolgendo in Sicilia i tanti forestali.

Sicuramente la sfida ai cambiamenti climatici in territori complessi e di grande pregio ambientale e naturalistico come le Cinque Terre richiede un grande impegno straordinario in termini di investimenti, progetti innovativi, e soluzioni sostenibili sia nel quotidiano sia a lungo termine. Per questo è importante agire su più fronti; quello della prevenzione attraverso la manutenzione ordinaria ma anche attraverso interventi straordinari di mitigazione del rischio.

 

Sarebbe auspicabile che sempre più amministrazioni ed enti locali seguissero il vostro esempio. Quali sono i punti chiave per avviare un progetto come il vostro?

Green job e formazione di professionalità nel settore ambientale, presidio quotidiano, pianificazione degli interventi e cura del patrimonio sentieristico delle Cinque Terre nel rispetto delle tecniche tradizionali, abbandonando la logica dell’emergenza. Un incentivo in più per garantire sicurezza e sostegno alla comunità locale oltre che ai nostri ospiti, contrastare lo spopolamento e la perdita di identità.

 

PARCO NAZIONALE DELLE 5 TERRE:
http://www.parconazionale5terre.it/
WEB APP DEL PARCO:
https://www.pn5t.it/mappe/#/
DONATELLA BIANCHI:
https://twitter.com/donabianchi1;
https://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/ConsulentiCollaboratori/allegati_2020/Bianchi_Donatella_CV.pdf

Circa l'autore

Lascia un commento

DAILY NEWS

Agenda

Italia: vai con l’drogeno. Sfida da vincere

06/12/2022
  Roma, 6 dicembre 2022 – “Sembrerebbe, finalmente, essere arrivata la grande rivoluzione dell’idrogeno per il nostro Paese”. È quanto ha affermato il Prof. Marco Mele, economista dell’università Unicusano di Roma, intervenuto ad una nota emittente statunitense pochi giorni fa. “Per il nostro Paese è la più grande scommessa dei prossimi 15 anni, ed è la chiave per […]

La denuncia di Green Impact.

06/12/2022
  Roma, 6 dicembre 2022 – Paradosso biodiversità. Mentre i leader mondiali si riuniscono a Montreal per la COP 15 sulla biodiversità per discutere su come arrestarne il drammatico declino e ridurre la perdita di specie ed ecosistemi, l’UE, Italia compresa, continua a sovvenzionare la biomassa forestale a fini energetici distruggendo così foreste, habitat, piante […]

EMERSIONI: la presentazione a “Non Rassegnamoci”

21/11/2022
Martedì 22 novembre alle 18.30, alla Chiesetta del Parco Trotter (Via mosso 7), ci sarà il terzo appuntamento di Storie, la rassegna letteraria di Municipio 2 curata da Potlatch all’interno della rassegna “Non Rassegnamoci”. Durante l’evento verrà presentata la rivista Emersioni. Emersioni è una rivista digitale e gratuita per parlare di cose difficili dando voce […]

CAMPIONI D SOSTENIBILITÁ

Raccontiamo storie di imprese, servizi, prodotti, iniziative che amano l’ambiente.
Sono storie di persone che guardano avanti. Che hanno lanciato startup, realizzato imprese di successo o si stanno impegnando in progetti di nuova generazione.

Uomini e donne convinti che un buon business deve essere sostenibile. In grado di promuovere un mondo e una società migliori.

Se ti riconosci in questa comunità e vorresti raccontare la tua storia contattaci.
Saremo onorati e lieti di ascoltarla e farla conoscere.
Contatto veloce:
WhatsApp : 328 6569148

Water Video Interviste

Caricamento in corso...
Choose your language »