Liberarci dalle forniture di gas russo è l’arma più importante per aiutare l’Ucraina: con l’autoconsumo delle imprese il 14% può essere tagliato da subito, per arrivare a breve termine ad un taglio del 29% e risparmiare considerevolmente sul già salatissimo aumento dei costi dell’energia.

Con un costo della materia prima che potrà toccare i 210 euro per MWh, la bolletta del comparto produttivo italiano è proiettata verso i 57 miliardi di euro (se si tengono presenti anche i settori agricoli e dei servizi): +47% sul già salatissimo conto del 2021. A metterlo in evidenza è un’analisi aggiornata al 10 marzo 2022 di EnergRed (www.energred.com), E.S.Co. impegnata nel sostenere la transizione energetica delle pmi italiane con un particolare focus sulle fonti rinnovabili e sul solare.

L’introduzione di soluzioni fotovoltaiche distribuite per autoconsumo porterebbero però il comparto a risparmiare dai 13,5 ai 19 miliardi di euro, mediante l’installazione di circa 50 GWp. Una scelta che non è solo vantaggiosa economicamente per le imprese, ma che consentirebbe anche la difesa della libertà e dei valori dell’Occidente.

Questa strada porterebbe infatti il solare dall’attuale 11% ad una quota pari al 35% della produzione totale di energia elettrica, riducendo la necessità di gas naturale dell’11% e —soprattutto— consentendoci di tagliare fin da subito del 14% le forniture di gas russo. Liberarcene è l’arma più importante per aiutare l’Ucraina.

Per essere veramente solidali con il popolo ucraino l’unica vera arma è non comprare più il gas russo. Altrimenti, mentre con le sanzioni si cerca di prosciugare i conti di Mosca, andremmo nel paradosso di finanziare indirettamente —con un miliardo di euro al giorno— i bombardamenti delle città ucraine e l’uccisione di civili inermi.

Invece, auto-consumando per le necessità giornaliere l’energia degli impianti fotovoltaici distribuiti nelle nostre imprese produttive, la dipendenza dell’Italia dal gas russo diminuirebbe nel breve termine del 29%.

«Si tratta di una scelta di estrema importanza strategica, ma anche e soprattutto significativa da un punto di vista economico ed ambientale: oggi produrre energia da impianti fotovoltaici costa un sesto rispetto alla produzione nelle centrali turbogas (anche quelle di ultima generazione) e permette una riduzione delle emissioni di gas climalteranti per un volume pari a 33 milioni di tonnellate di CO2, equivalenti al 10% del totale prodotto sul nostro suolo» sottolineano gli esperti di EnergRed.com.

Con la metodologia Energred Care&Share®, il passaggio alle rinnovabili per le imprese può avvenire oggi a costo zero, potendo godere direttamente di un beneficio economico e di una maggiore resilienza operativa.

«Grazie al solare e grazie alla nostra volontà di creare e condividere direttamente e fin da subito i benefici generati da una scelta di sostenibilità che guarda tanto alla situazione presente quanto al futuro, oggi è possibile superare la dipendenza dalle materie prime fossili e dunque liberarsi dalla sudditanza verso i Paesi esteri che non condividono i nostri stessi valori» commenta Moreno Scarchini, ceo di EnergRed.

«Insomma —sintetizza Scarchini— la libertà geopolitica passa certamente per le rinnovabili e per il fotovoltaico in autoconsumo».

«La nostra metodologia già da oggi è in grado di garantire energia da tecnologia fotovoltaica alle imprese ad un prezzo omni-comprensivo di 150-160 euro per MWh. E in alcuni casi —aiutati da una maggiore disponibilità di risorsa solare che caratterizza alcune zone del nostro Paese— siamo riusciti a spingerci anche ad un prezzo di 100 euro per MWh, rendendo l’energia solare in autoconsumo la fonte più rapida da implementare e più conveniente per i bilanci delle aziende e per l’ambiente» aggiunge Giorgio Mottironi, responsabile marketing di EnergRed.

«Con le attuali efficienze della tecnologia fotovoltaica, un’azienda può attendersi, nel corso della vita minima garantita, un beneficio di 3.500 euro per kilowatt di potenza installata. Ma la verità è che, se ben realizzato, non sappiamo quanto possa durare un impianto fotovoltaico, avendo potuto appurare che anche dopo 25 anni ancora produce l’80% dell’energia rispetto al suo primo giorno di utilizzo. I benefici di questa tecnologia hanno dunque una prospettiva ancora da esplorare» sottolinea Paolo Cecchini, direttore tecnico di EnergRed.