di  Gabriele  Gentile

 

Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, e in quei luoghi il potere

della fotografia di fermare il tempo diventa magia.

Quei luoghi sono antiche ville e palazzi, imponenti castelli, sfarzosi teatri ed alberghi

di lusso, angoscianti manicomi e giganti dell’archeologia industriale, tutti accomunati

dall’essere abbandonati e dal conservare intatto il loro fascino, quello di una bellezza

decadente.

Mi sono messo in caccia di questi luoghi da vari anni, girando l’Italia da Nord a Sud

alla ricerca di questa bellezza, per sentirmi parte di essa e poterla testimoniare con le

mie fotografie. Sveglie nel pieno della notte, chilometri d’Italia tra autostrade deserte

e fatiscenti vie di anonimi paesi, boschi intricati e giardini ormai selvaggi da

attraversare, cantine buie in cui strisciare, ma una volta all’interno la fatica svanisce:

alzi gli occhi e quel fascino ti avvolge e ti pervade. Insieme al sapore di polvere e di

muri scrostati, con quel sottofondo di silenzio che diventa quasi una conquista e ti fa

capire che ora siete solo tu e lei, la grande bellezza abbandonata.

Nota per il visitatore/lettore

Non chiedete dove si trova il luogo fotogrtafato. O meglio chiedetevelo, ma sapendo che questo repartage fotografico, come gli altri che seguiranno, risponde alle  uniche regole non scritte di chi fa urbex (abbreviazione dall’inglese urban exploration – esplorazione urbana).   Ovvero non danneggiare gli edifici visitati e non prendere nulla se non le fotografie scattate e mantenere  segreta l’esatta ubicazione dei luoghi. Perchè esplorati senza permesso e affinchè non diventino meta di possibili delinquenti, vandali, ladri ecc, trattandosi di edifici dal valore storico/architettonico e talvolta ancora con arredi importanti.