di Benedetta Tonarelli

 

Il lievito della birra può rimuovere il piombo dall’acqua?

Circa un anno fa era stata fatta un’incredibile scoperta a proposito della birra, quando da una nave, affondata 120 anni prima al largo della Scozia, il sub britannico Steve Hickman aveva riportato alcune bottiglie di birra per farle analizzare in un laboratorio. Analizzando il contenuto di quelle bottiglie i ricercatori avevano trovato lieviti molto rari, li avevano riportati in vita e utilizzati per creare nuove tipologie di birre dal sapore mai provato.

Ora il lievito della birra torna a far parlare di sé, ma questa volta per una ragione del tutto nuova. Uno studio realizzato dai ricercatori del Center for Bits and Atoms del MIT ha appena dimostrato che si potrebbe rimuovere il piombo dall’acqua potabile attraverso il lievito inattivo derivante dalla produzione di birra.

Il piombo è un materiale resistente e duttile che sin dai tempi dell’antica Grecia e di Roma era utilizzato per la costruzione di tubature per la distribuzione dell’acqua. A partire dagli anni ’90, però, nuovi materiali ne hanno ridotto l’utilizzo: spesso la contaminazione delle acque potabili, infatti, avviene a causa del rilascio del materiale dalle tubazioni.

Ci sono anche altre fonti da cui il piombo può arrivare, come i rifiuti elettronici e gli scarichi delle operazioni minerarie. Negli Stati Uniti, infatti, sono queste le principali cause di inquinamento idrico e coinvolgono più di 12.000 miglia di corsi d’acqua. Per questo l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente ha dichiarato che nessun livello di piombo nelle forniture idriche è sicuro.

Un’alta concentrazione di piombo nell’acqua destinata all’uso umano potrebbe causare gravi danni ai consumatori e per questo in Italia viene regolamentata in base alla legge vigente dal 2013, che prevede una presenza di piombo inferiore a 10 microgrammi/litro.

Il metodo messo a punto dal MIT consiste in un procedimento chiamato bioassorbimento, una pratica per la quale un materiale biologico inattivo, come il lievito per l’appunto, rimuove metalli pesanti dall’acqua.

Il lievito utilizzato per lo studio è chiamato Saccharomyces cerevisiae ed è stato utilizzato in acqua pura addizionata con tracce di piombo. In soli 5 minuti un grammo di lievito è stato in grado di rimuovere fino a 12 milligrammi di piombo. I ricercatori hanno calcolato che il lievito inattivo di un solo birrificio di Boston sarebbe sufficiente per decontaminare l’intera risorsa idrica della città.

Questo metodo in realtà non è nuovo: era già stato sperimentato in passato, ma per concentrazioni molto più elevate. La vera novità è la sua riuscita anche per concentrazioni molto basse. Il team di ricerca ha infatti dichiarato: “Il nostro studio dimostra che il processo può effettivamente funzionare in modo efficiente a concentrazioni molto più basse, tipiche delle forniture di acqua del mondo reale”.

Il piombo e altri metalli pesanti rappresentano un serio problema globale, poiché non sono biodegradabili ma anzi si accumulano. Per questo di solito o sono molto difficili da rimuovere oppure richiedono metodi costosi.

Secondo lo studio, invece, utilizzare il lievito si rivelerà non solo una soluzione vincente ma anche economica, essendo un ingrediente che solitamente viene scartato dai birrifici e quindi non dispendioso. Inoltre questo metodo non sarebbe utile solo per avere più acqua potabile ma anche per i birrifici stessi, che avrebbero così meno rifiuti da smaltire.

L’obiettivo più ambizioso è riuscire a eliminare completamente il piombo dall’acqua, poiché oggi ancora circa una persona su tre non ha accesso all’acqua potabile. Il metodo del MIT rappresenta sicuramente un notevole traguardo sul percorso.