di Benedetta Tonarelli

Anche i cani e i gatti inquinano. Sembra incredibile, ma lo fanno più di un SUV.

I primi a dare la notizia sono stati Brenda e Robert Vale, due studiosi della Victoria University in Nuova Zelanda, che hanno pubblicato la loro ricerca nel libro “Time to eat the dog? The real guide to sustainable living”.

Quanti inquinano cani e gatti?

Secondo i calcoli dei due studiosi, la dieta di un cane di taglia media prevede il consumo di 164 kg di carne animale e 95 kg di cereali all’anno e quindi lo sfruttamento di 0,84 ettari di terreno. I due hanno poi svolto gli stessi calcoli per il gatto, giungendo alla medesima conclusione.

Nel libro, i due ricercatori affermano che guidare un SUV per 10mila km ha un costo energetico di 55,1 gigajoule, mentre la coltivazione di un ettaro arriva fino 135. In sostanza, l’impatto ambientale degli animali domestici è più del doppio di quello di un mezzo come il SUV.

Inizialmente i calcoli dei Vale erano stati messi in discussione e ritenuti poco credibili. È stato chiesto allo Stockholm Environment Institute di ripeterli: i conti sono effettivamente risultati corretti.

cani

A confermare questi dati arriva ora un altro studio del geografo americano Gregory Okin, che si è interrogato sull’impatto ambientale dell’alimentazione degli animali domestici. Lo studio condotto negli Stati Uniti, dal titolo Environmental impacts of food consumption by dogs and cats, si occupa di indagare sia l’impatto del consumo di prodotti di origine animale che quello della produzione di feci.

Negli Stati Uniti ci sono più di 163 milioni di cani e gatti che consumano una parte significativa di prodotti animali e costituiscono una notevole impronta alimentare. Secondo lo studio, infatti, essi determinano il 25-30% degli impatti ambientali derivanti dalla produzione animale in termini di uso di terra, acqua, combustibili fossili, fosfato e biocidi. L’alimentazione di cani e gatti produce ogni anno 64 milioni di tonnellate di diossido di carbonio, l’equivalente di un anno di guida di 13,6 milioni di auto.

Lo studio di Brenda e Robert Vale mostra l’effetto delle emissioni degli animali, ma mette in mostra anche un’evidente provocazione. È chiaro che l’impatto ambientale di un animale, nel corso della sua vita, supererà quello di un’automobile. Da questo punto di vista, anche un essere umano inquina molto più di un SUV, ma non per questo si raccomanda di fare meno figli e comprare più automobili.

Secondo un report dell’International Agency Energy, se i conducenti di SUV fossero uno Stato, questo sarebbe il sesto Paese per emissioni al mondo. Il loro impatto, infatti, è evidente: poiché i SUV sono più grandi e più pesanti delle altre auto, sono più inquinanti, producono più fumi tossici e consumano più carburante, peggiorando l’inquinamento atmosferico.

L’obiettivo dello studio, quindi, non è certo invitare a prendersi meno cura dei nostri animali domestici, ma a farlo prestando attenzione all’ambiente. Alcune soluzioni per ridurre l’impatto ambientale potrebbero essere far sterilizzare cani e gatti, raccogliere le loro feci con sacchetti biodegradabili e nutrirli con cibo fatto in casa o comprato all’ingrosso, che limita lo spreco di plastica.

L’inquinamento però non è dovuto solamente all’alimentazione, come sottolineano questi studi, ma anche alla produzione di giocattoli, che sono quasi sempre in plastica. Una valida alternativa potrebbe essere riciclare oggetti di plastica che già si hanno in casa o scatole di cartone per i gatti e vecchi peluche per i cani.

Cani e gatti non sono i soli animali a inquinare. In Nuova Zelanda, infatti, il governo sta preparando un piano per tassare le emissioni di metano rilasciate da bovini e ovini. Si tratta di un’iniziativa che non sembra più così strana quando si scopre che ogni mucca rilascia in atmosfera tra i 250 e i 500 litri di metano al giorno: un gas che emesso in un breve lasso temporale risulta più impattante dell’anidride carbonica.

Il piano partirà dal 2025 e a pagare la tassa saranno gli agricoltori. Nel Paese, infatti, si contano circa 5 milioni di persone, ma anche 10 milioni di mucche e 26 milioni di pecore che rappresentano una delle maggiori fonti di gas serra.

Alcuni compromessi per prendersi cura sia dell’ambiente che degli animali sono possibili. Mentre questi vengono applicati, si dovrebbe pensare innanzitutto di rinunciare ai SUV.