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Ban Fossil Fuel Ads: il No degli attivisti al traffico aereo

Ban Fossil Fuel Ads: il No degli attivisti al traffico aereo

di Annachiara Magenta

 

Un hashtag accompagna le maggiori città europee negli ultimi giorni: #banfossilfuelads (“vietate le pubblicità sui combustibili fossili”). Una sigla semplice e diretta che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il continente e che nasce da un’iniziativa di due gruppi di attivisti, Brandalism e Subvertisers International. Attraverso l’affissione di manifesti satirici contro le compagnie aeree, si vuole promuovere una pubblicità che disincentivi l’utilizzo di aerei a causa dell’inquinamento ambientale che essi producono.

L’aereo è tra i mezzi di trasporto più dispendiosi per il consumo di combustibile fossile: per ogni passeggero vengono prodotti circa 285 grammi di CO2 a chilometro. Se moltiplichiamo questa somma per una media di 88 viaggiatori per volo, raggiungiamo livelli di inquinamento impensabili. Prendiamo in considerazione un volo da Londra a Milano: l’emissione dei viaggi di andata e ritorno ammonta a 234 Kg di CO2 a persona, che corrisponde a più della media annuale prodotta da un cittadino in 17 paesi africani. Un ulteriore fattore determinante è che gli aerei non disperdono solo anidride carbonica; parliamo di un 30% di altri gas-serra che hanno un impatto ancora più significativo sull’ambiente.

Come dichiara l’International Council on Clean Transportation (ICCT), è fondamentale ricordarsi che il 30% delle emissioni degli aerei si dissolveranno nell’atmosfera “solamente” in 30 anni, il 50% in qualche centinaio di anni, mentre il 20% resterà per migliaia di anni, andando a determinare un aumento sistematico delle temperature globali. Le compagnie aeree, ben consce di queste percentuali, stanno puntando su carburanti alternativi, derivanti dal riciclo di rifiuti industriali e agricoli. Per ora, il loro uso è ancora abbastanza ridotto (solo il 5,5% del totale) e le associazioni ambientaliste sono convinte che si possa fare molto di più. Per questo si sono attivate.

Londra, Amsterdam, Parigi, Roma sono solo quattro delle capitali in cui sono stati affissi messaggi pro-ambiente e contro l’emissione di CO2. Ammontano a più di 500 i manifesti sparsi per le città; manifesti che presentano messaggi forti e provocatori. A Londra, per esempio, si legge “Qui a Lufthansa vi distrarremo con immagini di alberi mentre noi friggiamo il pianeta” o ancora “L’aeroporto a impatto zero? È quello senza aerei”. Slogan che giocano con parole e immagini tipicamente inserite nelle pubblicità delle compagnie aeree, rivoluzionandone il significato. Nel nostro Paese, la campagna pubblicitaria mira a colpire Ita Airways, ribattezzata “Ita Failways”, con un nuovo slogan: “Voliamo insieme… Verso la prossima estinzione”.

L’obiettivo di Brandalism e Subvertisers International è duplice: vogliono innanzitutto denunciare il ruolo delle compagnie aeree all’interno del riscaldamento globale e desiderano inoltre portare le agenzie pubblicitarie a rifiutare lavori per i trasporti ad ampio impatto ambientale. L’urlo dei gruppi di attivisti si sente forte e chiaro: è giusto promuovere l’utilizzo degli aerei che contribuiscono per il 5% all’aumento del riscaldamento globale?

L’iniziativa dei gruppi, intanto, sta riscuotendo un grande successo e grande risonanza, al punto che i cittadini europei stessi hanno inizializzato una raccolta firme sempre sotto il nome di Ban Fossil Fuel Ads. “Chiediamo un comportamento analogo a come accadde per la sospensione delle pubblicità di tabacco, con lo scopo di frenare la domanda di voli e impedire che le emissioni aumentino ulteriormente.” Si augurano, insomma, che tutto il loro impegno e la raccolta di oltre 300.000 firme non siano vani e che ci siano effettivi cambiamenti nel modo in cui viaggiamo. Ma per ora, come cita un manifesto, “Voliamo insieme verso la prossima estinzione”.

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