di  Matteo Obinu

 

Mutevolezza, varietà, liquidità: aggettivi tipicamente legati all’acqua quanto mai adatti a descrivere il più grande fiume d’Italia.

Tobias Jones, nel suo libro “The Po: an elegy for Italy’s longest river” coglie questi aspetti e li vive in prima persona in un atipico viaggio lungo il Po. Atipico perché lo scrittore gallese, ma parmigiano di adozione, sceglie di partire dalla foce verso la sorgente: risale il fiume fisicamente ed emotivamente, in un’ascesa dalla melanconia verso la serenità, il sentimento ultimo provato in prossimità dell’origine del fiume, che, come ricorda l’autore è “il luogo in cui anche il più grande fiume italiano è a misura d’uomo”.

Tante le storie e gli aneddoti raccontati dall’autore anglofono nel dialogo con Guido Conti, anch’egli scrittore e autore di un libro sul Po intitolato “Il grande Po”, rivelatosi poi una guida per Jones, svoltosi presso la Corale Verdi per il secondo appuntamento del ciclo di incontri politematici “Scritture d’acqua”.

Da ogni storia citata e descritta nel libro, da ogni città o paese o villaggio desolato visitato dagli autori nei rispettivi viaggi emerge la vastità di culture, di tradizioni e usanze che si possono incontrare lungo le rive del fiume che per questo motivo è visto come un unicum proprio per via della sua complessità e autenticità italiana. Italianità che lo rende ancora più interessante agli occhi di Jones che fa da mediatore e, per la prima volta in lingua inglese, esporta le emozioni trasmesse dal fiume e il legame che sentono con esso coloro che lo vivono quotidianamente.

Come detto da Guido Conti, “Il fiume ha mille immaginari” sia da un punto di vista paesaggistico, con le più varie piantagioni che si susseguono lungo le coste del grande fiume: tra tutte spicca quella nel cuneese in cui abbondano le coltivazioni di nocciole utilizzati per i famosi prodotti Ferrero, caratteristica che porta con sé anche un grande valore economico territoriale.

Invece, dal punto di vista sensoriale e sentimentale si passa da una percezione di regalità del Po di Torino alla colloquialità del fiume che per gli abitanti di Casalmaggiore è un amico con il quale confidarsi.

Altro aspetto messo in risalto più volte durante il dialogo tra gli autori è stato quello legato alla multiculturalità offerta dal fiume, da sempre visto come un ponte tra Europa del nord ed Europa del sud e mai come confine divisorio. Eloquente è il caso di una vastissima comunità di indiani del Punjab che da anni si è stabilita a Novellara proprio lungo le rive del fiume che ricorda la loro regione d’origine.

Ma, tornando a Jones e al suo libro, come si arguisce dal titolo, la sua intenzione è  di scrivere un’elegia, ovvero un compianto per una condizione di infelicità. Visto che sono numerosi gli aspetti negativi del grande fiume che vengono messi in luce : disastro ecologico, inquinamento e crisi idrica molto seria. Temi di estrema attualità che difficilmente ci abbandoneranno in futuro se non affrontati da subito in maniera adeguata e collettiva.