di Pietro  Pace

 

La diga di Ridracoli, situata nell’omonimo borgo (FC), ha sete, ma per il momento resiste. Le piogge di settembre avevano fatto presagire l’inizio di un autunno all’insegna di frequenti precipitazioni. Tuttavia, il caldo anomalo di ottobre ha assottigliato queste speranze, anche a causa di perturbazioni praticamente inesistenti. Recentemente intervistato da Giovanni Petrillo, giornalista di Forlì Today, il presidente di Romagna Acque Tonino Bernabè spiega: “La situazione è ancora sotto controllo grazie all’interconnessione con altre fonti a disposizione”.

Una di queste è sicuramente il Canale Emiliano Romagnolo, snodo fondamentale per la reperibilità dell’acqua nella regione. Una soluzione al problema la si sta cercando in una maggiore capacità di accumulo del bacino idrico, dato che, in questo momento, l’acqua che può essere utilizzata è circa il 50% di quella disponibile. Infatti, a causa della torbidità e la presenza di microrganismi, il fondale non può essere sfruttato, nonostante abbia una capacità considerevole (5 mln di metri cubi, n.d.r.).

Allora perché si può dire che, al momento, la situazione del “gigante della Romagna” sia sotto controllo? Grazie alle piogge di questa estate, in particolare nel mese di agosto, le fonti connesse con la diga avevano più acqua rispetto alle previsioni. Questo ha permesso di compensare eventuali situazioni di criticità e, di conseguenza, di utilizzare meno il bacino idrico di Ridracoli.

Questa opera idraulica non solo è una delle più grandi e significative dell’intera regione, ma anche dell’Italia settentrionale, poiché fornisce acqua a più di un milione di persone tra le province romagnole e alla Repubblica di San Marino. Per citare qualche numero, la diga è in grado di raccogliere più di 33 miliardi di litri d’acqua. Sul coronamento di essa, invece, sono presenti otto aperture rettangolari consentendo la tracimazione programmata, che ammonta a 6 milioni di litri al secondo. Attualmente, il volume dell’invaso è di 9.146.381.000 litri d’acqua e il suo livello è di 523 m.s.l.m.

Non è una fase di allarme, ma di attenzione. È necessario far capire alle persone che piccoli gesti collettivi per evitare lo spreco di acqua possono aiutare non solo la propria città, ma, andando più in alto, direttamente la fonte di approvvigionamento. Anche perché, è bene ricordarlo, la diga è stata realizzata per limitare lo sfruttamento delle falde acquifere sotterranee in quelle zone, non per essere usata come unica risorsa idrica.