di Sara de Mitri

 

Meno imballaggi, più vendita alla spina: è questo l’obiettivo che Vannia Gava, viceministro all’Ambiente e Sicurezza energetica, ha annunciato con la pubblicazione delle graduatorie delle imprese che durante il 2022 hanno fatto richiesta per ottenere finanziamenti da parte del governo.

La Legge 141/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 13 dicembre 2019, e che ha preso il nome di “Legge clima”, prevede l’urgente necessità di misure che vadano incontro alle direttive UE sull’ambiente. La prima misura introdotta dalla legge punta alla riduzione degli imballaggi per i prodotti alimentari, prima in via sperimentale e successivamente in via ufficiale.

“Questo bando permetterà, non solo di verificare l’impatto sulla prevenzione dei rifiuti urbani ottenuto dal cambiamento delle abitudini di acquisto dei consumatori attraverso l’uso dei prodotti sfusi, ma anche di testare il livello di sensibilizzazione su tali tematiche e rilevare i principali ostacoli incontrati dagli esercenti per una sua diffusione su larga scala” ha affermato il viceministro al momento della pubblicazione delle graduatorie che hanno visto il finanziamento a 178 esercizi commerciali distribuiti nel Paese.

Le applicazioni di quanto previsto dal bando saranno monitorate nei prossimi tre anni e, come spiega lo stesso Gava all’interno del suo intervento, saranno valutati gli effetti di tale misura sulle abitudini di acquisto dei consumatori e sul cambiamento dei rifiuti urbani. Il primo obiettivo è quello di ridurre gli imballaggi in plastica, che nel campo alimentare sono ad oggi ancora piuttosto consistenti, anche se l’Italia risulta comunque tra i 10 Paesi in Europa che riciclano più plastica alimentare, con una percentuale superiore al 45%.

Nonostante ciò, la necessità di eliminare il più possibile gli imballaggi in plastica, soprattutto per quanto riguarda quella più difficilmente riciclabile, rimane. Il viceministro fa particolare riferimento anche alla sensibilizzazione della popolazione italiana in merito alla tematica ambientale, ritenendo che, tramite questo esperimento iniziale, sarà possibile capire veramente il livello di conoscenza e di attuazione di pratiche rivolte alla limitazione dello spreco e della salvaguardia dell’ambiente dei cittadini, andando ad agire su eventuali problematiche che si verificheranno in questi tre anni di monitoraggio.

Seguendo anche l’esempio di molti altri Paesi europei e le direttive della stessa Unione Europea, un cambiamento radicale del modo di acquistare e smaltire rifiuti legati al mondo dell’imballaggio, soprattutto in questo caso di quello alimentare, è fondamentale.