di Sabia Braccia

Sabato 18 febbraio alle 18.30, al Museo Cinese di Parma è avvenuta la premiazione del contest fotografico #fotodacqua22 e #photodry22 di Scritture d’Acqua. Oltre alle fotografie vincitrici è stata mostrata una selezione di 15 immagini scelte dalla giuria fra quelle inviate. Come la stessa giuria ha sottolineato i partecipanti al concorso hanno inviato soprattutto foto d’acqua forse, spiega Chiara Allegri, direttrice del Museo d’Arte cinese ed Etnografico, perché il tema del secco spaventa, manca di una componente ricercata in fotografia, quella estetica, della bellezza. La premiazione ha chiuso per il 2022 il ciclo di attività di Scritture d’Acqua, arrivata alla XXVII edizione, anche se resta aperto fino al 31 marzo il contest Ombre in Centro dedicato ad alunni di scuole superiori ed università, che si propone di immaginare come il centro storico di Parma nel 2030 dovrà reagire alle ondate di calore sempre più frequenti e all’aumento delle temperature.

 

Prospettive preoccupanti: si spera nella piogge

La premiazione moderata da Giorgio Triani, docente dell’Università di Parma, è stata introdotta da un intervento del climatologo Renzo Valloni il quale ha fatto il punto sulla siccità dell’estate passata annunciando la presenza di una figura meteorologica sul Polo Nord, costantemente tracciata perché potrebbe scendere e portare frequenti piogge in primavera, fondamentali per combattere la siccità. Come il professor Valloni ha sottolineato la fortuna dell’area parmigiana risiede tutta nelle falde acquifere sotterranee che riescono ancora a soddisfare il bisogno idrico nonostante fiumi e torrenti siano in secca. In altre zone della Pianura Padana però le falde sono state “contaminate” da acqua salata perché la portata troppo esigua del Po ha fatto sì che il mare risalisse la foce del fiume e l’acqua salata si sostituisse a quella dolce rendendo i pozzi agricoli inutilizzabili. Le prospettive future piuttosto preoccupanti hanno evidenziato la pertinenza dei temi del contest: acqua e secco nei discorsi ambientali contemporanei la fanno da padroni.

Foto di siccità

Inizialmente sono state mostrate e premiate le prime due classificate di #photodry22: Licia Ieva (seconda classificata) e Stefania Pelosi (prima). La foto di Licia Ieva mostra una spiaggia di Sirmione, Jamaica Beach, fino a poco tempo prima non così estesa come ben intuibile dal pontile che corre sullo spazio che prima era occupato dall’acqua e una secchezza rafforzata dal ramo spezzato in primo piano. La foto di Stefania Pelosi invece ritrae un’ape all’interno di un rubinetto di una fontana alla ricerca di quel poco d’acqua che le serve per sopravvivere. La sete, l’aridità, sono chiarissime.

Foto d’acqua

Per quanto riguarda invece le #fotodacqua22 il secondo classificato è stato Virginio Cavalieri con la sua fotografia sui giochi d’acqua creati dalla marea che stava risalendo a Mont Saint-Michel; l’acqua è vita, movimento, cambiamento. Il tema dei giochi d’acqua, spiega il fotografo Gigi Montali (giudice del contest) è stato scelto da molti partecipanti, varie erano le splendide immagini in merito. Prima classificata Samantha Castellano con la sua foto in riva al mare. Singolare il volo mimato dal ragazzo in secondo piano, un volo di libertà, ritornata serenità, dopo un anno di pandemia. La connessione con l’elemento naturale è anche qui fondamentale.

 

Una serata felice incentrata però su temi preoccupanti; come ogni anno Scritture d’acqua ha focalizzato l’attenzione sul cambiamento, sulla necessità, auspicata anche dal professor Triani al termine della serata, di dedicarsi con una corretta informazione a queste problematiche. Da segnalare last but not least che Scritture d’Acqua è stata sostenuta da Fondazione Monte Parma, Iren, Gazzetta di Parma, con il contributo di Consorzio della Bonifica Parmense e Perfetti Van Melle